ATTIVITA’
PARLAMENTARE
Narducci e Fedi intervengono in Commissione
Esteri della Camera sullo stato di previsione del Ministero degli Affari Esteri
I fondi per il settore degli italiani all'estero
subiscono una riduzione pari a quasi il 10 per cento
ROMA - Giovedì 12 ottobre
All’inizio della seduta è intervenuto Franco Narducci
(Ulivo, ripartizione Europa), osservando che la manovra affronta questioni rilevanti,
riguardanti la condizione degli italiani residenti all'estero e la promozione
della cultura italiana nel mondo. Le manovre degli ultimi tre anni hanno comportato
un costante ridimensionamento della rete diplomatico-consolare del nostro Paese;
i tagli, adottati sia in modo programmato che occasionale, hanno determinato
di fatto una riorganizzazione silenziosa delle risorse umane messe a disposizione
di tale rete, anche attraverso la mancata sostituzione di funzionari rientrati
in Italia. Per il nostro Paese, che è un componente del G8, i consolati sono
chiamati a svolgere un ruolo nuovo rispetto al passato: il drastico ridimensionamento
delle funzioni di tipo burocratico e di rilascio dei visti, con l'eccezione
di taluni atti civili, avvenuto nell'area Schengen, consente oggi a tali amministrazioni
di essere protagoniste della azione di riqualificazione dell'Italia nel mondo.
Nel condividere
l'auspicio del relatore in ordine alla urgenza di una riforma del Ministero
degli affari esteri che operi nel senso di una riqualificazione e ottimizzazione
delle risorse umane esistenti, Narducci ha espresso preoccupazione per la riduzione
degli stanziamenti per l'ISE (indennità di servizio all’estero). La rete consolare
ha potenzialità anche rispetto alla questione della gestione dei flussi migratori
verso il nostro Paese. Il Governo quindi dovrebbe valutare, in luogo della chiusura
di uffici consolari finalizzata ad un risparmio immediato, di non compromettere
un elemento centrale in termini di potenzialità e risorse per lo sviluppo competitivo
del nostro Paese. Ha poi rilevato come la graduale erosione della percentuale
di PIL destinata alla politica estera italiana renda le risorse disponibili
profondamente inadeguate rispetto alle dinamiche di una società globalizzata.
I consolati costituiscono una sorta di “biglietto da visita” del nostro Paese
ma sono costretti ad operare in una insostenibile condizione di ristrettezza
di risorse correnti. Occorre che il Governo tenga conto che la rete diplomatico-consolare
dev’essere considerata non un centro di costo ma un elemento di crescita complessiva.
Narducci ha detto di condividere la preoccupazione del
relatore per la riduzione dei fondi destinati alla Direzione generale per la
promozione e la cooperazione culturale, prospettando la possibilità che la riduzione
dell’efficienza della rete diplomatico-consolare debba essere considerata tra
le possibili cause del calo dell'afflusso di turisti in Italia. Ha
poi osservato che se i tagli medi, apportati alle risorse destinate al Ministero
degli Affari Esteri, ammontano a circa l'1,2 per cento, i fondi per il settore
degli italiani all'estero subiscono una riduzione pari a quasi il 10 per cento.
Alla luce di quanto prospettato, Narducci ha infine preannunciato la presentazione
di un ordine del giorno per ridare centralità alle politiche di promozione e
cooperazione culturale all'estero e per forme di cooperazione essenziali come,
ad esempio, le concessioni farmaceutiche a favore dell'America Latina.
Nel corso della seduta è intervenuto
anche Marco Fedi (Ulivo, ripartizione Africa-Asia-Oceania) che ha auspicato
l'aumento delle risorse finanziarie destinate al Ministero degli Esteri, rilevando
come l'incremento allo 0,33 per cento del bilancio dello Stato costituisca un
segnale positivo. Fedi ritiene condivisibile il monitoraggio sulla riforma del
Ministero al fine di eliminare gli accavallamenti di competenza tra le direzioni
generali tematiche e quelle geografiche. Per quanto riguarda il Fondo speciale
per la manutenzione degli immobili, contratti di servizio con agenzie di lavoro
interinale ed attività di istituto, previsto all'articolo 213 del disegno di
legge finanziaria, ha rilevato le necessità di mantenere la flessibilità degli
interventi di spesa.
Fedi si è poi pronunciato a favore della riforma del
sistema di corresponsione delle retribuzioni e delle indennità, condividendo
il mantenimento dell'ISE, che attualmente opera come meccanismo di incentivo
o disincentivo. Per quanto riguarda lo sforzo a favore della cooperazione allo
sviluppo, ha rilevato la necessità che l'area asiatica e del Pacifico siano
destinatarie di un’azione più incisiva. Circa le missioni militari all'estero,
ha osservato come le operazioni di peacekeeping siano parte degli interventi
di cooperazione: su questo terreno l'Italia ha innanzi a sé un'occasione per
svolgere un'azione più seria e coerente.
Per quanto concerne la rete diplomatico-consolare, anche
Fedi ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno per un monitoraggio
delle esigenze reali degli italiani all'estero e per conferire a tali sedi una
nuova, efficace impostazione anche sul versante delle tecnologie informatiche.
(Inform)