INTERVENTI
Franco Santellocco: “Il CGIE è machista”
ALGERI - Gli italiani all’estero sono presumibilmente
scarsamente interessati al dilemma bizantino, presentato come esigenza morale,
che angoscia i Consiglieri del CGIE eletti in Parlamento: dare le dimissioni
o rimanere, nel CGIE naturalmente, il problema non si pone per Camera e Senato.
Il Segretario Generale, On. Narducci, ha operato bene,
con intelligenza, pazienza, precisione, mostrando puntiglio e determinazione
quando essi erano necessari. La sua elezione al Parlamento non sembrerebbe una
ragione sufficiente a fargli lasciare un incarico in cui esperienza ed equilibrio
diventano preziosi, proprio quando inizia un periodo di adattamento e di trasformazione
delle relazioni fra CGIE ed Istituzioni.
Ma lassù dove si può e dove tutto si decide, al vertice
dell’Ulivo per intenderci, viene esumato un delicato manuale di metodologia
per la suddivisione del potere, per cui se il Vice-Ministro con delega per gli
Italiani all’estero appartiene ad un partito, il Segretario Generale del CGIE
non può appartenere allo stesso partito, ma l’incarico deve andare all’altra
componente della maggioranza.
Indispensabili equilibri di potere, viene suggerito,
posizionamenti in vista delle prossime tornate elettorali, vicine o lontane,
di alcuni “bocciati” eccellenti alle ultime elezioni, secondo un’interpretazione
maliziosa.
E gli Italiani all’estero cosa ne pensano di questi bizantinismi
da ultimo impero?
Ma veramente qualcuno pensa che possa interessare l’opinione
di questa sparuta schiera di connazionali ?
Ormai hanno votato, non rompano, si tornerà a titillarli
in occasione della prossima tornata elettorale.
Comunque se proprio e’ necessario cambiare il Segretario
Generale del CGIE, se l’elezione al seggio parlamentare dovesse necessariamente
provocare uno sconquasso negli incarichi direttivi delle varie Commissioni,
se la prossima Assemblea dovesse assolvere ad una funzione elettiva, sembrerebbe
opportuno e razionale guardarsi attentamente intorno, anziché adeguarsi supinamente
alle indicazioni delle direzioni dei partiti.
Il Consiglio, infatti, non e’ appena insediato, i Consiglieri
si conoscono, hanno lavorato insieme, di alcuni si sono apprezzate, oltre alla
indispensabile preparazione ed esperienza, le capacità dialettiche, la predisposizione
al dialogo, pur nella fermezza delle opinioni, la disponibilità ad ascoltare,
mentre di altri si e’ preso atto dell’inopportuna asprezza caratteriale, dell’eccessiva
caratura ideologica, dell’insofferenza alla diversità delle opinioni.
Sono dunque disponibili tutti gli elementi per scegliere
al meglio, ciascuno con la propria coscienza ed intelligenza, senza che vi sia
la necessità di ricevere direttive.
Così fanno i liberali, nel senso di quelli che utilizzano
la propria capacità di scegliere, mentre i soldatini obbedienti aspettano disciplinatamente
ordini.
Una volta individuate le doti caratteriali ed intellettuali,
verificato l’indispensabile e corretto indirizzo ideologico e l’appartenenza
allo schieramento politico che fa riferimento alla maggioranza, si e’ certi
che solo un “maschietto” abbia le qualità per soddisfare la bisogna?
Nella seduta inaugurale dell’attuale Consiglio degli
Italiani all’estero fu lamentata la mancata rielezione di alcune candidate e
sostanzialmente la modesta presenza nel CGIE dell’altra metà del cielo, certamente
non adeguata simbologicamente a rappresentare
gli immani sacrifici affrontati da madri, spose, sorelle, figlie nelle dure
vicende della emigrazione per accompagnare i loro uomini.
Una recente inchiesta condotta da una prestigiosa firma
internazionale ha messo in luce invece la scarsa propensione registrata nel
nostro Paese a proporre candidature femminili per posizioni di vertice, e non
solo di accompagnamento, nelle organizzazioni di appartenenza, siano esse private
che pubbliche.
L’anno 2007 e’ stato dichiarato “Anno delle pari opportunità”
dall’Unione europea; la sinistra ne aveva fatto un tempo una delle sue bandiere,
ma essa deve essere sbiadita nel frattempo con la conquista del potere, come
e’ successo a quella del pacifismo.
Esperienza, qualificazione, preparazione, determinazione,
intelligenza, equilibrio, le doti caratteristiche, in definitiva, da ricercare
in chi aspira ad essere eletto alla posizione di vertice nel Consiglio degli
Italiani all’estero sembrano poter appartenere, a sentire le voci di corridoio,
soltanto ad un “maschietto”.
Al di là della propaganda in cui la sinistra e’ maestra,
bisogna dargliene atto, questa maggioranza del CGIE sembra affetta da un attacco
acuto di “machismo”, anche quando le coincidenze, vedi la proclamazione dell’Anno
delle pari opportunità, sembrerebbero stimolare il coraggio, l’apertura intellettuale,
la presa di coscienza.
Una curiosa contraddizione. (Franco Santellocco*-Inform)
*
Consigliere CGIE e presidente V Commissione Tematica