INFORM - N. 189 - 10 ottobre 2006


ASSOCIAZIONI

Migrazioni: esperienze a confronto

Convegno  Utrim-Atm- Regione Veneto a Laggio di Cadore

 

TREVISO - Negli accoglienti spazi della “ Casa di Soggiorno Alpini. Famiglie Rurali” nel cuore di un  Centro Cadore dagli orizzonti sublimi e baciati da carezzevole sole settembrino, si è tenuto  il Seminario di Formazione Quadri Dirigenti denominato “Laggio 6”, dal luogo e anno di svolgimento. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Trevisani nel Mondo con la collaborazione dell’Unione Tiveneti nel Mondo e il sostegno della Regione Veneto.

Nella prima parte ci si è inoltrati negli interstizi dei problemi relativi al convivere e al crescere associativo, con i toni del confronto che hanno indotto allo riscoperta di uno spirito associativo , che per renderlo mattone edificante, ha bisogno di coerenza, oltre che di coesa e convinta unitarietà. Attorno a questi presupposti, si sono fatte strada alcune considerazioni di fondo, sempre rapportabili agli ambiti possibili e di pertinenza e con indicazioni percorribili atte anche ad integrare quanto già intrapreso: impegno sul fronte della scuola, rapporto e collaborazioni istituzionali, giovani auspicabilmente propositivi e protagonisti di se stessi,  dimensione anziani da considerare e coinvolgere, valenza e apprezzamento  del giornale, promozione di lingua e cultura italiana, presenza trasversale e propulsiva  in organismi extra regionali (Utrim e Unaie), cavalcare i problemi contingenti del settore, perfezionare iniziative consolidate e inventarne di nuove…

A conclusione “porte aperte” con un convegno di scottante attualità (“Emigrazione-Immigrazione: Esperienze a confronto”) subito presentato come un  prisma dalla molteplici sfaccettature, passaggio obbligato che fa parte della storia dei popoli e delle civiltà in perenne movimento e assimilazione. Il tutto calato in una società come quella triveneta e italiana, dove la presenza immigratoria sta diventando sempre più stanziale ed assume connotazioni numeriche consistenti. Si è trattato, quindi, di prendere in mano i tanti problemi che gravano su questa realtà che ha modificato sostanzialmente la fisionomia del nostro territorio. Una esperienza già vissuta dai nostri emigranti e che ora si ripresenta in versione “ rovesciata”; i “nuovi arrivati” sono altri: di altre e spesso diversissime  culture, ma ugualmente facenti parte di un’unica razza: quella umana.

Su questo crogiolo di tematiche si  è introdotto un “ tavolo dei lavori” coordinato da Riccardo Masini e composta da esperti di grande esperienza e spessore. Ospite d’onore l’on. Dino de Poli (massimo esponente per Utrim, Unaie, Ulm e Fondazione Cassamarca) che ha parlato di “passaggio da una fase esistenziale a quella culturale” e dell’esigenza di mettere ulteriormente  in atto la formula di “unire le associazioni”, per affrontare meglio le difficoltà e dirimere anche questioni importanti come avvenuto con l’elezione di due parlamentari argentini di origine veneta (Merlo e Pallaro), funzione dell’italianità all’estero e affermazione dei valori fondamentali che possono essere ben distribuiti da  60 milioni di italiani all’estero,  la pregnanza dell’Umanesimo Latino (già effettuati 45 convegni ) come elevazione di un pensiero universale e la considerazione che “il capitale più grande è quello umano”. Sono  stati questi i capisaldi del suo intervento

Dal canto suo l’assessore provinciale Paolo Speranzon (in rappresentanza di Provincia  e della Consulta Veneta Emigrazione ) afferma che “il tema in discussione è molto centrato per la nostra provincia che consta di ben 75.000 presenze immigrate provenienti da 100 paesi con punte di 20/30 %  di ragazzi stranieri nelle nostre scuole” e ravvede nell’esperienza delle associazioni “un importante strumento per l’inserimento sociale”.

La relazione base è stata tenuta dal prof. Ulderico Bernardi, che ha fuso eloquio a chiarezza in una suggestiva carrellata di dati e situazioni. Interessante e di forte presa la testimonianza portata dall’estero da Luciano Alban (presidente Comites e d esponente di Caves e Acli svizzere) che ha ricordato di  come si sia trovato (anni ’70)  in  piena campagna xenofoba e di averne sofferto il clima. “Cercavano braccia e hanno sono arrivati uomini”, con l’associazionismo si sono fatti corsi serali e aiutata l’integrazione. Ravvisato che il dialogo è sempre stato considerato strumento indispensabile, a Zurigo e in molte altre parti della Svizzera l’accoglienza viene fatta in maniera umana ed esemplare, senza demonizzare. Un riscontro interessante cui ha potuto accedere anche una delegazione di sindaci trevisani, portati là qualche anno fa da una spedizione dell’Associazione Trevisani nel Mondo (Atm), perché si rendessero conto anche di altre metodologie di merito

Si sono quindi avvicendati, con interventi di approfondimento,  Franco Rebellato per il Comitato veneto e  Patrizio De Martin per  l’Associazione Bellunesi nel Mondo e Unaie (convenendo entrambi che “bisogna essere dentro agli organismi”), Florio Durante dirigente  Atm, (“L’immigrazione va controllata, di chi il compito?”), Silvio Civiero, dirigente Atm (“i politici si sono appropriati  del nostro lavoro”), Guido Campagnolo dirigente Atm  (“Bisogna conoscere e capire la storia, senza amnesie, solo la Chiesa parla di valori veri”). Elena Barbarotto dirigente Atm (“dobbiamo relazionarci con gli altri, pur conservando la nostra identità”). 

Giunto da altri impegni, ha fatto la sua comparsa anche l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona  che, fra l’altro,  ha fatto in tempo ad esortare di “ tenere conto dell’esperienza del mondo dell’emigrazione” e che le politiche dell’accoglienza “ hanno bisogno di avere la sicurezza di un posto di lavoro  e i nostri imprenditori debbono mettere a disposizione un alloggio, ma ci vogliono  anche segnali di rigore e rispetto delle nostre usanze e regole” .(R. M.-Inform)


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