ASSOCIAZIONI
Migrazioni: esperienze a confronto
Convegno
Utrim-Atm- Regione Veneto a Laggio di Cadore
TREVISO - Negli accoglienti spazi della “ Casa di Soggiorno
Alpini. Famiglie Rurali” nel cuore di un Centro Cadore dagli orizzonti sublimi e baciati
da carezzevole sole settembrino, si è tenuto il Seminario di Formazione Quadri Dirigenti
denominato “Laggio
Nella prima parte ci si è inoltrati negli interstizi
dei problemi relativi al convivere e al crescere associativo, con i toni del
confronto che hanno indotto allo riscoperta di uno spirito associativo , che
per renderlo mattone edificante, ha bisogno di coerenza, oltre che di coesa
e convinta unitarietà. Attorno a questi presupposti, si sono fatte strada alcune
considerazioni di fondo, sempre rapportabili agli ambiti possibili e di pertinenza
e con indicazioni percorribili atte anche ad integrare quanto già intrapreso:
impegno sul fronte della scuola, rapporto e collaborazioni istituzionali, giovani
auspicabilmente propositivi e protagonisti di se stessi,
dimensione anziani da considerare e coinvolgere, valenza e apprezzamento del giornale, promozione di lingua e cultura
italiana, presenza trasversale e propulsiva
in organismi extra regionali (Utrim e Unaie), cavalcare i problemi contingenti
del settore, perfezionare iniziative consolidate e inventarne di nuove…
A conclusione “porte aperte” con un convegno di scottante
attualità (“Emigrazione-Immigrazione: Esperienze a confronto”) subito presentato
come un prisma dalla molteplici sfaccettature,
passaggio obbligato che fa parte della storia dei popoli e delle civiltà in
perenne movimento e assimilazione. Il tutto calato in una società come quella
triveneta e italiana, dove la presenza immigratoria sta diventando sempre più
stanziale ed assume connotazioni numeriche consistenti. Si è trattato, quindi,
di prendere in mano i tanti problemi che gravano su questa realtà che ha modificato
sostanzialmente la fisionomia del nostro territorio. Una esperienza già vissuta
dai nostri emigranti e che ora si ripresenta in versione “ rovesciata”; i “nuovi
arrivati” sono altri: di altre e spesso diversissime
culture, ma ugualmente facenti parte di un’unica razza: quella umana.
Su questo crogiolo di tematiche si è introdotto un “ tavolo dei lavori” coordinato
da Riccardo Masini e composta da esperti di grande esperienza e spessore. Ospite
d’onore l’on. Dino de Poli (massimo esponente per Utrim, Unaie, Ulm e Fondazione
Cassamarca) che ha parlato di “passaggio da una fase esistenziale a quella culturale”
e dell’esigenza di mettere ulteriormente in atto la formula di “unire le associazioni”,
per affrontare meglio le difficoltà e dirimere anche questioni importanti come
avvenuto con l’elezione di due parlamentari argentini di origine veneta (Merlo
e Pallaro), funzione dell’italianità all’estero e affermazione dei valori fondamentali
che possono essere ben distribuiti da 60 milioni di italiani all’estero, la pregnanza dell’Umanesimo Latino (già effettuati
45 convegni ) come elevazione di un pensiero universale e la considerazione
che “il capitale più grande è quello umano”. Sono stati questi i capisaldi del suo intervento
Dal canto suo l’assessore provinciale Paolo Speranzon
(in rappresentanza di Provincia e della
Consulta Veneta Emigrazione ) afferma che “il tema in discussione è molto centrato
per la nostra provincia che consta di ben 75.000 presenze immigrate provenienti
da 100 paesi con punte di 20/30 % di
ragazzi stranieri nelle nostre scuole” e ravvede nell’esperienza delle associazioni
“un importante strumento per l’inserimento sociale”.
La relazione base è stata tenuta dal prof. Ulderico Bernardi,
che ha fuso eloquio a chiarezza in una suggestiva carrellata di dati e situazioni.
Interessante e di forte presa la testimonianza portata dall’estero da Luciano
Alban (presidente Comites e d esponente di Caves e Acli svizzere) che ha ricordato
di come si sia trovato (anni ’70)
in piena campagna xenofoba e di averne sofferto
il clima. “Cercavano braccia e hanno sono arrivati uomini”, con l’associazionismo
si sono fatti corsi serali e aiutata l’integrazione. Ravvisato che il dialogo
è sempre stato considerato strumento indispensabile, a Zurigo e in molte altre
parti della Svizzera l’accoglienza viene fatta in maniera umana ed esemplare,
senza demonizzare. Un riscontro interessante cui ha potuto accedere anche una
delegazione di sindaci trevisani, portati là qualche anno fa da una spedizione
dell’Associazione Trevisani nel Mondo (Atm), perché si rendessero conto anche
di altre metodologie di merito
Si sono quindi avvicendati, con interventi di approfondimento,
Franco Rebellato per il Comitato veneto e
Patrizio De Martin per l’Associazione
Bellunesi nel Mondo e Unaie (convenendo entrambi che “bisogna essere dentro
agli organismi”), Florio Durante dirigente Atm,
(“L’immigrazione va controllata, di chi il compito?”), Silvio Civiero, dirigente
Atm (“i politici si sono appropriati del
nostro lavoro”), Guido Campagnolo dirigente Atm
(“Bisogna conoscere e capire la storia, senza amnesie, solo
Giunto da altri impegni, ha fatto la sua comparsa anche
l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona che, fra l’altro, ha fatto in tempo ad esortare di “ tenere conto
dell’esperienza del mondo dell’emigrazione” e che le politiche dell’accoglienza
“ hanno bisogno di avere la sicurezza di un posto di lavoro
e i nostri imprenditori debbono mettere a disposizione un alloggio, ma
ci vogliono anche segnali di rigore e rispetto delle nostre
usanze e regole” .(R. M.-Inform)