ITALIANI
ALL’ESTERO
Il
Console Tommaso Sansone su “L’Eco d’Italia” riferisce sulla comunità nella circoscrizione
Mendoza, la meta di imprenditori italiani
BUENOS AIRES – “Nella province di Mendoza, San Juan e
San Luis vivono 22.000 italiani di cui il 30% è nato in Italia. La maggioranza
sono veneti, friulani, marchigiani e calabresi”, ha detto a “L’Eco d’Italia”
Tommaso Sansone, Console d' Italia nella circoscrizione consolare di Mendoza.
All’inizio gli italiani arrivati a Mendoza, tra cui i
pionieri dell’industria vitivinicola, erano soprattutto piemontesi e veneti
come il famoso produttore di vini Antonio Tomba, nato a Valdagno e arrivato
nell’anno 1876, fuggito dal regno d'Italia
per la sua ideologia filo-mazziniana.
Come altri consolati italiani, anche quello di Mendoza
è in gravi difficoltà per la quantità di pratiche arretrate: “All’ufficio consolare
di Mendoza lavorano 6 impiegati di ruolo, compreso il Console e 4 contrattisti,
oltre a quattro digitatori - ha ancora detto Sansone, che aggiunge - nell’anno
2006 abbiamo un arretrato di pratiche che corrispondono all’anno 2001. Purtroppo
con il personale che abbiamo non siamo ancora riusciti a andare oltre”.
Come per altri consolati italiani all’estero, la pratica
più richiesta è quella della cittadinanza. “In altri momenti, era enorme la
quantità di persone che venivano a chiedere la cittadinanza e anche il passaporto
per poi recarsi in Europa. Ma sappiamo che molti sono già rientrati a Mendoza”,
ha detto Sansone.
Per quanto riguarda la situazione degli immigrati indigenti,
così diffusa nella circoscrizione consolare di Buenos Aires, “a Mendoza
non è così grave. Per fortuna di persone con difficoltà economiche non
ce ne sono poi tante. Il numero di connazionali che ricevono assistenza dal
nostro consolato supera di poco le mille unità, segnala Sansone.
Da un altra parte, il Consolato di Mendoza, a differenza
di altri consolati in Argentina, registra negli ultimi anni il radicamento di
molti imprenditori italiani che vogliono investire in questa Provincia “Questo
succede dal 1995, più o meno, quando arrivarono i primi imprenditori italiani
che volevano capire come funzionava il mondo del vino per investire e produrre
in queste terre”, dice Sansone.
Com’è noto, gli italiani immigrati a Mendoza verso la
fine dell’Ottocento hanno fondato un’industria vitivinicola dal profilo decisamente
artigianale, grazie all’apporto dei gesuiti e di qualche conquistatore spagnolo.
Nell’anno 1849, poco più di vent’anni prima dell’arrivo dei primi italiani,
a Mendoza l’85% della popolazione viveva in campagna, in generale occupata nell’allevamento
del bestiame. Gli stranieri erano soltanto cileni che si impiegavano per fare
i braccianti. Gli europei erano 250 e vivevano nella piccola città.
Ma alcuni anni dopo la grande immigrazione, quando gli
italiani arrivarono in massa, la vitivinicoltura era cresciuta così tanto da
fare diventare la provincia un centro fondamentale del rifornimento di vino
per tutto il mercato del paese. Nel 1900 il vino era già un prodotto di massa,
consumato dalle popolazione immigrate dal bacino del Mediterraneo, come italiani,
spagnoli, francesi e portoghesi. I terreni coltivati da vigneti erano 4.721
ettari nel 1887 e aumentano a 11.735 nel 1895 fino a 71.649 nel 1920. La maggioranza
dei proprietari erano italiani.
Oggi la situazione è cambiata, perché molte di queste
aziende vitivinicole non esistono più, altre si sono divise e altre sono nuove,
tra queste, ci sono alcune italiane che si trovano in pieno sviluppo.
“È molto interessante, segnala ancora Sansone, la realtà
dei nuovi immigrati italiani a Mendoza, perche sono stati loro a promuovere
un cambiamento fondamentale nello sviluppo tecnologico della produzione di vino.
Oggi c’è a Mendoza un importante livello di investimento fatto da italiani che
arrivarono negli anni 90 per comprare vigneti o per piantare nuove estensioni
che con gli anni sono cresciute di molto, soprattutto per quanto riguarda il
risultato economico di questi investimenti”. “Molte di queste aziende producono
oggi vini di grande livello internazionale contribuendo allo stesso tempo alla
crescita dell’economia locale", ha concluso il Console di Mendoza. (María
Josefina Cerutti, L’Eco d’Italia/Inform)