INFORM - N. 188 - 9 ottobre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Il Console Tommaso Sansone su “L’Eco d’Italia” riferisce sulla comunità nella circoscrizione

Mendoza, la meta di imprenditori italiani

 

BUENOS AIRES – “Nella province di Mendoza, San Juan e San Luis vivono 22.000 italiani di cui il 30% è nato in Italia. La maggioranza sono veneti, friulani, marchigiani e calabresi”, ha detto a “L’Eco d’Italia” Tommaso Sansone, Console d' Italia nella circoscrizione consolare di Mendoza.

All’inizio gli italiani arrivati a Mendoza, tra cui i pionieri dell’industria vitivinicola, erano soprattutto piemontesi e veneti come il famoso produttore di vini Antonio Tomba, nato a Valdagno e arrivato nell’anno 1876,  fuggito dal regno d'Italia per la sua ideologia filo-mazziniana.

Come altri consolati italiani, anche quello di Mendoza è in gravi difficoltà per la quantità di pratiche arretrate: “All’ufficio consolare di Mendoza lavorano 6 impiegati di ruolo, compreso il Console e 4 contrattisti, oltre a quattro digitatori - ha ancora detto Sansone, che aggiunge - nell’anno 2006 abbiamo un arretrato di pratiche che corrispondono all’anno 2001. Purtroppo con il personale che abbiamo non siamo ancora riusciti a andare oltre”.

Come per altri consolati italiani all’estero, la pratica più richiesta è quella della cittadinanza. “In altri momenti, era enorme la quantità di persone che venivano a chiedere la cittadinanza e anche il passaporto per poi recarsi in Europa. Ma sappiamo che molti sono già rientrati a Mendoza”, ha detto Sansone.

Per quanto riguarda la situazione degli immigrati indigenti, così diffusa nella circoscrizione consolare di Buenos Aires, “a Mendoza  non è così grave. Per fortuna di persone con difficoltà economiche non ce ne sono poi tante. Il numero di connazionali che ricevono assistenza dal nostro consolato supera di poco le mille unità, segnala Sansone.

Da un altra parte, il Consolato di Mendoza, a differenza di altri consolati in Argentina, registra negli ultimi anni il radicamento di molti imprenditori italiani che vogliono investire in questa Provincia “Questo succede dal 1995, più o meno, quando arrivarono i primi imprenditori italiani che volevano capire come funzionava il mondo del vino per investire e produrre in queste terre”, dice Sansone.

Com’è noto, gli italiani immigrati a Mendoza verso la fine dell’Ottocento hanno fondato un’industria vitivinicola dal profilo decisamente artigianale, grazie all’apporto dei gesuiti e di qualche conquistatore spagnolo. Nell’anno 1849, poco più di vent’anni prima dell’arrivo dei primi italiani, a Mendoza l’85% della popolazione viveva in campagna, in generale occupata nell’allevamento del bestiame. Gli stranieri erano soltanto cileni che si impiegavano per fare i braccianti. Gli europei erano 250 e vivevano nella piccola città.

Ma alcuni anni dopo la grande immigrazione, quando gli italiani arrivarono in massa, la vitivinicoltura era cresciuta così tanto da fare diventare la provincia un centro fondamentale del rifornimento di vino per tutto il mercato del paese. Nel 1900 il vino era già un prodotto di massa, consumato dalle popolazione immigrate dal bacino del Mediterraneo, come italiani, spagnoli, francesi e portoghesi. I terreni coltivati da vigneti erano 4.721 ettari nel 1887 e aumentano a 11.735 nel 1895 fino a 71.649 nel 1920. La maggioranza dei proprietari erano italiani.

Oggi la situazione è cambiata, perché molte di queste aziende vitivinicole non esistono più, altre si sono divise e altre sono nuove, tra queste, ci sono alcune italiane che si trovano in pieno sviluppo.

“È molto interessante, segnala ancora Sansone, la realtà dei nuovi immigrati italiani a Mendoza, perche sono stati loro a promuovere un cambiamento fondamentale nello sviluppo tecnologico della produzione di vino. Oggi c’è a Mendoza un importante livello di investimento fatto da italiani che arrivarono negli anni 90 per comprare vigneti o per piantare nuove estensioni che con gli anni sono cresciute di molto, soprattutto per quanto riguarda il risultato economico di questi investimenti”. “Molte di queste aziende producono oggi vini di grande livello internazionale contribuendo allo stesso tempo alla crescita dell’economia locale", ha concluso il Console di Mendoza. (María Josefina Cerutti, L’Eco d’Italia/Inform)


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