INFORM - N. 188 - 9 ottobre 2006

CGIE

La giornata conclusiva dei lavori dell’Assemblea Plenaria

VII Commissione: “Valorizzare e coinvolgere le giovani generazioni. Creare Comites di giovani”

Una delegazione di giovani all’Assemblea Plenaria di dicembre. Avanzo del bilancio CGIE per medicinali allo Zimbabwe

 

ROMA – Organizzare una giornata dedicata ai giovani italiani nel mondo in concomitanza con la prossima Assemblea Plenaria del CGIE, in attesa della Conferenza dei giovani, finora rimasta nei progetti. Lo ha chiesto il consigliere del Sud Africa Riccardo Pinna a nome della VII Commissione “Nuove migrazioni e generazioni nuove” , in assenza del presidente Carlo Erio e del vice presidente dimissionario on. Massimo Romagnoli. La Commissione peraltro auspica una riunione con il Comitato di Presidenza per “definire responsabilità della Commissione nella organizzazione” della futura Conferenza dei giovani.

Dalla Commissione la proposta di promuovere la giornata dedicata ai giovani utilizzando fondi CGIE avanzati per l’inattività forzata dovuta alla sentenza Tar . A tale proposito, va detto che al termine della Plenaria il segretario generale on. Franco Narducci ha, da una parte, annunciato che alla prossima assemblea è già prevista la partecipazione di una delegazione composta da una ventina di giovani  dall’estero; e, dall’altra, ha sottoposto all’attenzione dei consiglieri la proposta di devolvere avanzo del bilancio CGIE 2005-2006 per medicinali e assistenza allo Zimbabwe. Proposta che è stata approvata dall’Assemblea all’unanimità.

Sulla valorizzazione e sul coinvolgimento delle giovani generazioni la VII Commissione punta molto. E sprona affinché si creino Comites di giovani, chiamando membri di tutte le associazioni presenti in loco. Un esempio da seguire è quello di Montreal (Canada) dove è stato istituito un Comitato giovane che “sta dando ottimi risultati in materia di recupero generazionale”.

Dalla Commissione anche il richiamo all’annosa questione dell’equipollenza dei titoli di studio. Un problema molto avvertito ad esempio dai giovani italiani del Sud Africa,  che hanno delle buone qualificazioni e sono richiesti dagli Usa. In Italia invece non è riconosciuto il loro titolo di studio: è una sorta di “fuga di cervelli al contrario”...

Il CGIE deve anche farsi portavoce per ottenere più corsi di formazione e interscambi culturali e imprenditoriali. Ma occorre anche un miglioramento delle modalità degli interscambi per vacanze-lavoro. Un esempio:“l’ultima estate, su 250 italo-australiani arrivati in Italia per fare questa esperienza, 140 hanno confessato di aver incontrato gravi problemi. Al contrario, dei 1200 italiani andati per lo stesso motivo in Australia, solo 4 hanno avuto di che lamentarsi”. Occorre “migliorare le strutture e parlare con le Regioni” perché “tutti parlano di giovani ma quasi nessuno fa niente”. “Occorrono iniziative mirate per i giovani perché sono loro il futuro delle nostre comunità all’estero” ha concluso Pinna. (S.P.-Inform)

 

 


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