CGIE
La
giornata conclusiva dei lavori dell’Assemblea Plenaria
VII Commissione: “Valorizzare e coinvolgere
le giovani generazioni. Creare Comites di giovani”
Una delegazione di giovani all’Assemblea
Plenaria di dicembre. Avanzo del bilancio CGIE per medicinali allo Zimbabwe
ROMA – Organizzare una giornata dedicata ai giovani italiani
nel mondo in concomitanza con la prossima Assemblea Plenaria del CGIE, in
attesa della Conferenza dei giovani, finora rimasta nei progetti. Lo ha chiesto
il consigliere del Sud Africa Riccardo Pinna a nome della VII Commissione
“Nuove migrazioni e generazioni nuove” , in assenza del presidente Carlo Erio
e del vice presidente dimissionario on. Massimo Romagnoli.
Dalla Commissione la proposta di promuovere la giornata
dedicata ai giovani utilizzando fondi CGIE avanzati per l’inattività forzata
dovuta alla sentenza Tar .
A tale proposito, va detto che al termine della Plenaria il segretario generale
on. Franco Narducci ha,
da una parte, annunciato che alla prossima assemblea è già prevista la partecipazione
di una delegazione composta da una ventina di giovani
dall’estero; e, dall’altra, ha sottoposto all’attenzione dei consiglieri
la proposta di devolvere avanzo del bilancio CGIE 2005-2006 per medicinali e
assistenza allo Zimbabwe. Proposta che è stata approvata dall’Assemblea all’unanimità.
Sulla valorizzazione e sul coinvolgimento
delle giovani generazioni
Dalla Commissione anche il richiamo
all’annosa questione dell’equipollenza dei titoli di studio. Un problema molto avvertito ad esempio dai giovani
italiani del Sud Africa, che hanno delle buone qualificazioni e sono richiesti dagli Usa.
In Italia invece non è riconosciuto il loro titolo di studio: è una sorta di
“fuga di cervelli al contrario”...
Il CGIE deve anche farsi portavoce per ottenere più corsi
di formazione e interscambi culturali e imprenditoriali. Ma occorre anche un
miglioramento delle modalità degli interscambi per
vacanze-lavoro. Un esempio:“l’ultima estate, su 250
italo-australiani arrivati in Italia per fare questa esperienza,
140 hanno confessato di aver incontrato gravi problemi. Al contrario, dei 1200
italiani andati per lo stesso motivo in Australia, solo 4 hanno avuto di che
lamentarsi”. Occorre “migliorare le strutture e parlare con le Regioni” perché
“tutti parlano di giovani ma quasi nessuno fa niente”. “Occorrono iniziative
mirate per i giovani perché sono loro il futuro delle nostre comunità all’estero”
ha concluso Pinna. (S.P.-Inform)