ITALIANI
ALL’ESTERO
Vito D’Adamo intervista Fernando Pallini,
Console d’Italia uscente a Friburgo di Brisgovia
FRIBURGO/BR.
- Il Console d’Italia in Freiburg, Dott. Fernando Pallini, è agli sgoccioli
del mandato, e ce ne dispiace sinceramente, poiché, avendo seguito puntualmente
le tappe, che hanno scandito i tempi della sua missione, abbiamo potuto osservare
ed apprezzare l’efficacia del lavoro da lui svolto, teso all’appianamento di
non poche difficoltà, interne, locali e di carattere generale. Ha affrontato
e risolto i problemi con la distinzione, propria della scuola di cavalleria,
alla quale è appartenuto come ufficiale: vale a dire, fermezza, determinazione
e quieta convinzione, doti che portano al superamento degli ostacoli.
Signor Console, come ha trovato la sede
del Suo mandato in Germania dal punto di vista ambientale e socio-politico-culturale,
riferito a due delle realtà, presenti in loco: la società tedesca e i connazionali
da amministrare?
Durante
i quattro anni del mio mandato ho avuto modo di approfondire molto la conoscenza
dei rapporti tra la società tedesca e la numerosa comunità italiana residente
nel Baden del sud ed è su quest’aspetto che vorrei focalizzare la mia risposta.
Si tratta di uno spaccato circoscritto, eppure a mio avviso molto rappresentativo
perché relativo ad un Land che sia storicamente che numericamente ha sempre
esercitato una forte attrazione sui connazionali. Nella circoscrizione di Friburgo
mancano realtà urbane di grandi dimensioni e la presenza italiana ricalca fedelmente
questo schema d’insediamento. Proprio tale circostanza rende difficile una valutazione
generalizzata attendibile. Sicuramente posso affermare che si tratta di normali
contesti dove i connazionali hanno trovato forme d’integrazione variegate, ma
nel complesso riuscite. Sarebbe, però ingiusto tacere delle difficoltà che tuttora
permangono. La questione scolastica, innanzitutto, vero nodo gordiano per le
prospettive professionali delle nuove generazioni. Altre problematiche invece
hanno registrato un netto miglioramento negli ultimi anni: penso alla soluzione
della questione della doppia cittadinanza italo-tedesca ma anche al grave problema
delle espulsioni, drasticamente ridimensionatosi dal
Abbiamo accennato a vari tipi di difficoltà,
da Lei incontrate. Riportandoci a quelle generali, come ha affrontato la grave
crisi, provocata dai ridotti finanziamenti, che ha colpito l’intera rete di
rappresentanza consolare italiana? Che cosa ne pensa e quali sono le Sue proposte
per ovviarvi?
Le
difficoltà finanziarie sono state oggettive nel corso degli ultimi due anni
e si sono inevitabilmente ripercosse sulla capacità operativa dell’Ufficio,
che ha comunque fatto fronte a tutti gli impegni istituzionali in modo più che
meritevole. Particolarmente penalizzata è stata la capacità di proiezione esterna
del Consolato, anche se un’efficace azione di contatti con l’esterno ha permesso
di circoscrivere tale limite. Mi piace a questo proposito ricordare che nel
marzo del
Si sono presentati, nel corso del Suo mandato,
problemi interni, che volta per volta è stato necessario fronteggiare, risolvere
e superare: precariato, AIRE, elezioni per corrispondenza, Referendum, ecc.
Ce ne vuole parlare?
Sin
dal momento della mia assunzione nell’agosto del
Come sono stati improntati i Suoi rapporti
e con quali risultati con il COMITES, il COASSCIT, i COITAS, con i membri del
CGIE (e ricordiamo che dei cinque eletti in Germania, ben due appartengono alla
Sua circoscrizione) e con i connazionali?
Non
posso che ribadire le parole d’apprezzamento che ho pronunciato nell’ultima
riunione del Comites cui ho partecipato, lo scorso
Dove la nuova sede di Sua destinazione?
Il
mio prossimo incarico sarà come Primo Segretario presso l’Ambasciata d’Italia
a Harare. Si tratterà di un’esperienza assolutamente nuova, sia come contesto
geo-politico, che dal punto di vista funzionale. Ma ritengo che uno degli aspetti
più avvincenti di questa professione sia proprio la possibilità di doversi cimentare
con mansioni molto diverse tra loro, ampliando continuamente le proprie conoscenze.
Vuol presentarci il Suo successore?
Il
mio successore sarà il dottor Igor Di Bernardini che assumerà il mandato il
prossimo 6 novembre. Si tratta di un giovane funzionario alla prima esperienza
all’estero, esattamente com’era avvenuto nel mio caso. Dai contatti avuti sono
convinto che riuscirà a gestire l’Ufficio in modo pragmatico ed efficiente,
valorizzando le indiscusse capacità del personale, i buoni rapporti con la collettività
e quelli con le istituzioni locali. Approfitto di quest’occasione per congedarmi
da tutti loro, che hanno costituito una parte essenziale del mio lavoro in questi
quattro anni. Un ringraziamento particolare lo rivolgo a Lei, che con estrema
professionalità e gran signorilità ha seguito le vicende che hanno interessato
il Consolato di Friburgo. (Vito D’Adamo/Inform)