INFORM - N. 187 - 6 ottobre 2006


CGIE

Ricky Filosa: Impressioni generali sui primi giorni dell'Assemblea Plenaria

 

ROMA - Abbiamo voluto chiedere a diversi membri del Cgie, quale fosse il loro punto di vista generale riguardo questi primi giorni dell'Assemblea Plenaria, toccando soprattutto l'argomento più delicato: riforma del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, abolizione o no dei consiglieri di nomina di governo.

Queste alcune delle impressioni raccolte.

"Tutti noi parliamo di riformare il Cgie, compreso il viceministro Danieli, ma nessuno dice quali potrebbero essere queste riforme", così commenta Valter Della Nebbia, consigliere Cgie per gli Stati Uniti. "Secondo me" - continua  - "una delle cose più importanti da riformare, è quella che io chiamo la costituzione del Cgie, lo statuto insomma. Il Cgie è composto da due parti, una elettiva, l'altra di nomina di governo. Se si vuole mantenere l'aspetto democratico di questo Cgie, bisogna eliminare di sana pianta la parte di nomina governativa. I nominati devono essere quindi eliminati, almeno come consiglieri a pieno titolo. Poi possono essere interpellati come esperti, ma non possono essere paragonati a un consigliere eletto che ha ricevuto la fiducia delle persone con il voto. Quando è stato formato all'inizio il Cgie, 15 anni fa, questi elementi ci servivano  da raccordo , a Roma, con le istituzioni. Ora noi siamo in grado di camminare da soli, ed abbiamo dei referenti in parlamento. Il Cgie è importante perchè deve fare da anello tra i Comites e i parlamentari, ma si deve pensare - come dicevo - a escludere i consiglieri di nomina."

"L'altra grande riforma che bisogna fare - sempre secondo Della Nebbia -  è nell'assemblea costituente e elettiva del Cgie. In ogni nazione, per esempio gli Stati Uniti, dopo le elezioni dei Comites, tutti i membri si riuniscono a Washinton per esprimere il loro voto ed eleggere 5 membri al Cgie che rappresentino gli USA. A questo gruppo di persone elette dai Comites, viene associato un gruppo di nominati dai consolati, nominati che rappresentano le associazioni locali. Questo introduce un altro elemento di arbitriarietà, che dobbiamo eliminare. "

E' chiara la visione di Valter Della Nebbia, che vorrebbe un Cgie composto solamente da membri democraticamente eletti. Un pensiero condiviso anche da altri consiglieri.

Gian Luigi Ferretti, membro del comitato di presidenza del Cgie, è uno dei consiglieri "nominati": a lui abbiamo chiesto cosa pensasse di questa proposta.

Serena la risposta del coordinatore generale del Ctim:" Potrebbe essere anche una delle ipotesi. Il fatto che io sia uno di loro non ha nessuna importanza. Ho già detto più volte che per fare sentire la mia voce nel dibattito sugli italiani all'estero, non è che abbia tutta questa necessità di essere membro del Cgie. I consiglieri di nomina avevano una funzione di raccordo fra i membri eletti e i partiti politici italiani. Può anche darsi che con la presenza in parlamento degli eletti all'estero, questa funzione sia decaduta. Dal punto di vista personale sono molto tranquillo riguardo questa questione. Intendo ascoltare le argomentazioni, senza nessun pregiudizio."

A chi vorrebbe dei Comites  composti esclusivamente da membri democraticamente eletti, Ferretti risponde così: "I Comites di nomina nel mondo sono molto pochi. La legge prevede che si possa costituire un Comites elettivo laddove ci siano più di 3mila italiani residenti. Nel mondo intero, ci sono delle aree che probabilmente senza un Comites nominato, rimarrebbero del tutto scoperte. Penso all'Africa, Sud Africa escluso, dove il Comites di Algeri, per esempio, sparirebbe.

Le impressioni di Claudio Lizzola - vicepresidente nazionale Azzurri nel Mondo e residente in Canada - sulla prima assemblea del Cgie, sono queste: "Mi aspettavo che questa fosse una riunione elettiva , dove si sarebbero eletti nuovi organi esecutivi, visto che a mio giudizio sono tutti decaduti quando è stato emesso il decreto del Tar che faceva cadere, in pratica, un terzo del consiglio. Questo non si è verificato, ma può anche darsi che non sia un male. In questo momento si sta cercando di gettare dei ponti da una parte a quell'altra per creare un esecutivo che sia un po' più equilibrato dell'ultimo, dove nel consiglio di presidenza c'era un solo esponente di centrodestra. Speriamo che questa volta ce ne consentano qualcuno in più, la pluralità lo richiederebbe. Noi dopo le elezioni possiamo dire di rappresentare più della metà dell'elettorato all'estero. Il fatto che qui all'interno del Cgie si conti come il due di picche quando la briscola è a bastoni, fa riflettere. Sento comunque, da una parte e dall'altra, più distensione: quelli del centrosinistra sono più sicuri, avendo vinto le elezioni. Prima  ce l'avevano a morte con noi perchè eravamo al governo: adesso si sentono  - a ragione - padroni della situazione; di conseguenza forse sono più "graziosi", e accettano più dialogo."

"Le mie impressioni sul Cgie sono state sempre positive -  ha affermato con sicurezza l'on.Massimo Romagnoli di Forza Italia, anche membro del Cgie -.  Ho fatto in questi giorni delle dichiarazioni che combaciano con le affermazioni di Danieli. Il Cgie non va eliminato, ma in qualche modo riformato, affinché possa dare delle risposte agli italiani residenti all'estero per poter risolvere le loro problematiche."

Fra i corridoi e le sale del ministero degli Esteri, abbiamo incontrato anche Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri con delega ai rapporti con le Nazioni Unite, e gli abbiamo chiesto un commento "flash" sugli italiani all'estero: "Gli italiani all'estero sono una grande risorsa per l'Italia. Sul piano politico, i rappresentanti degli eletti all'estero sono decisivi per mantenere in piedi il governo, quindi contano molto. La verità è che il nostro Paese si è dato solo ultimamente una struttura burocratica che si occupa di italiani nel mondo, della loro qualità di vita e delle loro necessità. Attualmente, come sempre i problemi non mancano: questi problemi non sono soltanto di natura finanziaria, anche se dentro la legge finanziaria che stiamo per varare , grazie al vice ministro Danieli , si è dato un cospicuo aumento delle risorse. E' importante che i soldi siano spesi bene, che servano per attività di carattere culturale ed educativo, in particolare per lo studio della lingua, che deve riguardare non solo i cittadini stranieri ma soprattutto i nostri connazionali. Insegnare il grande valore dell'italianità e della patria, che non dobbiamo mai dimenticare."

Insomma, giorni di grande lavoro, discussioni , proposte ed idee. Domani, con la terza ed ultima giornata, si concluderà questa prima Assemblea Plenaria del Cgie. Seguiremo il dibattito finale, e poi  scriveremo e vi informeremo. Vogliamo che gli italiani all'estero, ovunque essi risiedano, si sentano sempre più vicini alla politica italiana ma soprattutto a tutto ciò che riguarda loro direttamente. Solo così, informandosi e creandosi  una propria coscienza critica, potranno capire i non facili ingranaggi del mondo politico e decidere seriamente e con criterio da che parte stare. (Ricky Filosa - Italia chiama Italia/Inform)

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