ASSOCIAZIONI
L’Anea
celebra la ventottesima Giornata dei Migranti
Cittadinanza italiana e Italiani all’estero
PADOVA –. Alla XXVIII Giornata dei Migranti, celebrata
dall’ Associazione Nazionale Emigrati ed Ex emigrati in Australia e Americhe
(ANEA) domenica 1° ottobre a Cittadella (Padova), il convegno del mattino, tenutosi
nella Sala Consiliare a Villa Rina, ha avuto come tema la questione del riacquisto
della cittadinanza italiana perduta dagli emigrati e loro figli naturalizzati nel
Paese di residenza in forza della vecchia
legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912, art.13. Riacquisto che, in via transitoria, poteva avvenire, con
domanda specifica presentata alle autorità diplomatiche o consolari nel Paese
di residenza, in base all’art. 17 della nuova legge n. 91/1992, entro i termini
di due anni, cioè entro il 16 agosto 1994, termini estesi poi fino al 15 agosto
1995 ed infine al 31 dicembre 1997.
Dopo quella fatidica data è calato il sipario sulla transitorietà
e la possibilità del riacquisto venne condizionata ad un anno di residenza in
Italia, alla fine del quale il riacquisto diveniva automatico. Le motivazioni
di questa scelta sono state politiche e non appaiono certo nelle normative.
Ma coloro che, come le associazioni in emigrazione, conoscono le situazioni
degli emigrati italiani e dei loro discendenti (chiamati ora italiani nel mondo),
situazioni spesso molto pesanti, per le quali essi vengono a conoscenza delle
novità molto tardivamente o trovano le sedi diplomatiche e consolari tanto sprovviste
di mezzi da ritardare per anni l’espletamento delle pratiche, si sono dichiarati
del tutto contrari alla transitorietà. E hanno cercato in ogni maniera, ma inutilmente,
di far correggere quella che era ritenuta una ingiustizia di fronte ad un diritto
riconosciuto che dura fino alla scomparsa degli aventi diritto. Chiedevano,
perciò, l’abbattimento di ogni termine, in pratica l’abrogazione dell’art. 17.
Approfittando di un nuovo Parlamento e di un mutamento
di sensibilità politica della società odierna, compresi i suoi legislatori,
l’ANEA ha pensato di ritornare su questa spinosa situazione, anche per il fatto
che in Parlamento ci sono ora 18 membri inviati dalle comunità italiane all’estero.
La pressione politica delle associazioni e dei benpensanti, però, deve avvenire
anche in Italia, attraverso l’intervento di parlamentari residenti in Italia,
sensibilizzati dagli stessi gruppi associativi
coinvolti nel mondo dell’emigrazione, i cui aderenti esprimono il loro voto
politico in Italia, oltre che all’estero. Parecchia enfasi è stata posta nel
corso degli interventi sul mutato concetto di nazionalità, sul superamento della
rigidità dei confini territoriali e sul riconoscimento dei valori dell’etnia
d’origine che può vivere ed operare legittimamente
oltre ogni confine geografico. Di conseguenza anche le normative sulla cittadinanza
dovrebbero adattarsi alla nuova realtà.
L’illustrazione del tema è stato compito di Gioacchino
Bratti, presidente dell’associazione Bellunesi nel Mondo. Sono seguiti, nell’ordine,
gli interventi di Aldo Lorigiola, presidente nazionale dell’ANEA, del sen. Antonio
De Poli, dell’on. Luigi D’Agrò, di Egidio Pistore, inviato dall’assessore veneto
ai Flussi migratori Oscar De Bona. Lorenzo Strano, console generale d’Australia
presso l’ambasciata del suo Paese, ha puntualizzato gli interventi legislativi
del Parlamento di Canberra nel 2000, relativi all’aggiornamento della
Legge sulla cittadinanza del 1948, atti a venire incontro alle esigenze dei
cittadini dei quali si parlava nel convegno.
La stessa ANEA aveva, a suo tempo, esercitato una forte pressione politica nelle
principali città australiane.
A conclusione dei lavori è stato approvato un ordine
del giorno, teso ad impegnare sulla questione i parlamentari.