INFORM - N. 185 - 4 ottobre 2006


ASSOCIAZIONI

L’Anea celebra la ventottesima Giornata dei Migranti

Cittadinanza italiana e Italiani all’estero

 

PADOVA –. Alla XXVIII Giornata dei Migranti, celebrata dall’ Associazione Nazionale Emigrati ed Ex emigrati in Australia e Americhe (ANEA) domenica 1° ottobre a Cittadella (Padova), il convegno del mattino, tenutosi nella Sala Consiliare a Villa Rina, ha avuto come tema la questione del riacquisto della cittadinanza italiana perduta  dagli emigrati e loro figli naturalizzati nel Paese di residenza  in forza della vecchia legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912, art.13. Riacquisto  che, in via transitoria, poteva avvenire, con domanda specifica presentata alle autorità diplomatiche o consolari nel Paese di residenza, in base all’art. 17 della nuova legge n. 91/1992, entro i termini di due anni, cioè entro il 16 agosto 1994, termini estesi poi fino al 15 agosto 1995 ed infine al 31 dicembre 1997.

Dopo quella fatidica data è calato il sipario sulla transitorietà e la possibilità del riacquisto venne condizionata ad un anno di residenza in Italia, alla fine del quale il riacquisto diveniva automatico. Le motivazioni di questa scelta sono state politiche e non appaiono certo nelle normative. Ma coloro che, come le associazioni in emigrazione, conoscono le situazioni degli emigrati italiani e dei loro discendenti (chiamati ora italiani nel mondo), situazioni spesso molto pesanti, per le quali essi vengono a conoscenza delle novità molto tardivamente o trovano le sedi diplomatiche e consolari tanto sprovviste di mezzi da ritardare per anni l’espletamento delle pratiche, si sono dichiarati del tutto contrari alla transitorietà. E hanno cercato in ogni maniera, ma inutilmente, di far correggere quella che era ritenuta una ingiustizia di fronte ad un diritto riconosciuto che dura fino alla scomparsa degli aventi diritto. Chiedevano, perciò, l’abbattimento di ogni termine, in pratica l’abrogazione dell’art. 17.

Approfittando di un nuovo Parlamento e di un mutamento di sensibilità politica della società odierna, compresi i suoi legislatori, l’ANEA ha pensato di ritornare su questa spinosa situazione, anche per il fatto che in Parlamento ci sono ora 18 membri inviati dalle comunità italiane all’estero. La pressione politica delle associazioni e dei benpensanti, però, deve avvenire anche in Italia, attraverso l’intervento di parlamentari residenti in Italia, sensibilizzati  dagli stessi gruppi associativi coinvolti nel mondo dell’emigrazione, i cui aderenti esprimono il loro voto politico in Italia, oltre che all’estero. Parecchia enfasi è stata posta nel corso degli interventi sul mutato concetto di nazionalità, sul superamento della rigidità dei confini territoriali e sul riconoscimento dei valori dell’etnia d’origine  che può vivere ed operare legittimamente oltre ogni confine geografico. Di conseguenza anche le normative sulla cittadinanza dovrebbero adattarsi alla nuova realtà.

L’illustrazione del tema è stato compito di Gioacchino Bratti, presidente dell’associazione Bellunesi nel Mondo. Sono seguiti, nell’ordine, gli interventi di Aldo Lorigiola, presidente nazionale dell’ANEA, del sen. Antonio De Poli, dell’on. Luigi D’Agrò, di Egidio Pistore, inviato dall’assessore veneto ai Flussi migratori Oscar De Bona. Lorenzo Strano, console generale d’Australia presso l’ambasciata del suo Paese, ha puntualizzato gli interventi legislativi  del Parlamento di Canberra nel 2000, relativi all’aggiornamento della Legge sulla cittadinanza del 1948, atti a venire incontro alle esigenze dei cittadini dei quali si  parlava nel convegno. La stessa ANEA aveva, a suo tempo, esercitato una forte pressione politica nelle principali città australiane.

A conclusione dei lavori è stato approvato un ordine del giorno, teso ad impegnare sulla questione i parlamentari. La Regione del Veneto non mancherà di mettere in agenda la stessa istanza in occasione della riunione della Consulta dei Veneti nel Mondo che si terrà a Mendoza (Argentina) agli inizi di novembre. Giuseppe Pan, vicesindaco e assessore alla Cultura dell’amministrazione cittadellese, ha auspicato, in chiusura, che le istanze presentate trovino un fattivo ascolto.(A.L.-Anea/Inform) 


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