INFORM - N. 184 - 3 ottobre 2006


RIFUGIATI

Afghanistan: aumenta il numero di sfollati interni in seguito agli scontri nel sud del paese. La preoccupazione dell’Unhcr

 

ROMA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per il sensibile aumento del numero di sfollati interni nell'Afghanistan meridionale a causa dei recenti scontri fra forze governative, NATO e forze antigovernative. Le stime indicano che dal mese di luglio 15mila famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni nelle province meridionali di Kandahar, Uruzgan e Helmand. Queste nuove migrazioni forzate interne comportano ulteriori difficoltà per una popolazione che già ospita 116.400 persone precedentemente costrette a spostarsi, a causa del conflitto e della siccità.

Il governo afghano ha istituito a Kandahar un Comitato per la gestione dei disastri, che ha il compito di coordinare le attività di assistenza. Il Comitato sta lavorando in collaborazione con le Nazioni Unite, dirette dall'UNAMA, la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan. A Panjwai e Zhare Dasht, nella provincia di Kandahar, l'UNHCR e il Fondo ONU per l'Infanzia (UNICEF) hanno distribuito a circa 3.200 famiglie aiuti non alimentari, come teli di plastica, coperte e abiti pesanti per bambini. Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) si sta invece occupando della distribuzione degli aiuti alimentari. Il governo sta attualmente valutando le esigenze degli sfollati nelle province meridionali e l'UNHCR è pronto ad intervenire per prestare soccorso alla popolazione sfollata non appena ne saranno state verificate le necessità.

Si prevede che, fino a quando le condizioni di sicurezza non saranno state ristabilite e la popolazione non potrà far ritorno negli insediamenti d'origine, potranno verificarsi ulteriori migrazioni forzate interne. Alcune famiglie di sfollati hanno riferito di essere rientrate, durante il giorno, nelle aree di Panjwai e Zhare Dasht, ma di essere ritornate la sera nella città di Kandahar perché giudicavano troppo pericoloso trascorrervi la notte. L'UNHCR non dispone di informazioni su spostamenti di popolazione verso altri distretti. (Inform)


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