RIFUGIATI
Afghanistan: aumenta il numero di sfollati
interni in seguito agli scontri nel sud del paese. La preoccupazione dell’Unhcr
ROMA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per il sensibile aumento del numero
di sfollati interni nell'Afghanistan meridionale a causa dei recenti scontri
fra forze governative, NATO e forze antigovernative. Le stime indicano che dal
mese di luglio 15mila famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni
nelle province meridionali di Kandahar, Uruzgan e Helmand. Queste nuove migrazioni
forzate interne comportano ulteriori difficoltà per una popolazione che già
ospita 116.400 persone precedentemente costrette a spostarsi, a causa del conflitto
e della siccità.
Il governo afghano ha istituito a Kandahar un Comitato
per la gestione dei disastri, che ha il compito di coordinare le attività di
assistenza. Il Comitato sta lavorando in collaborazione con le Nazioni Unite,
dirette dall'UNAMA,
Si prevede che, fino a quando le condizioni di sicurezza
non saranno state ristabilite e la popolazione non potrà far ritorno negli insediamenti
d'origine, potranno verificarsi ulteriori migrazioni forzate interne. Alcune
famiglie di sfollati hanno riferito di essere rientrate, durante il giorno,
nelle aree di Panjwai e Zhare Dasht, ma di essere ritornate la sera nella città
di Kandahar perché giudicavano troppo pericoloso trascorrervi la notte. L'UNHCR
non dispone di informazioni su spostamenti di popolazione verso altri distretti.
(Inform)