INFORM - N. 183 - 2 ottobre 2006

ITALIANI ALL’ESTERO

La richiesta dei Comites di Colonia, Monaco di Baviera e Dortmund al Vice Ministro Danieli

“Per potenziare la rete diplomatico-consolare assumete  personale locale”

 

KÖLN-MÜNCHEN-DORTMUND - Per potenziare la rete diplomatico-consolare assumete  personale locale. E’ questo, in sintesi  l’invito rivolto dai presidenti dei Comites di Colonia (Rosella Benati), di Monaco di Baviera (Claudio Cumani) e di Dortumund (Marilena Rossi).  che hanno inviato al Vice ministro  Franco Danieli una lettera (per conoscenza la missiva è stata inviata anche all’Ambasciatore in Germania Antonio Puri Purini).

Di seguito il testo.

“Il nostro Ambasciatore a Berlino, S.E. Antonio Puri Purini, ha chiesto  alla Direzione Generale per il Personale del Ministero degli Affari Esteri  un aumento delle indennità di servizio “per incentivare il personale di  ruolo a candidarsi sui posti pubblicizzati in Germania”, onde ovviare alle  difficoltà operative delle rete diplomatico-consolare italiana nella  Repubblica Federale Tedesca.

Conosciamo le difficoltà in cui operano le nostre strutture e possiamo  quindi capire la ragione del messaggio dell’Ambasciatore.

Però, signor Vice ministro, Le chiediamo: invece di elevare ulteriormente  le indennità di servizio per il personale di ruolo temporaneamente  all’estero - od indirizzarsi a scelte oggi “alla moda”, che si basano sul  lavoro precario, sottopagato e quindi sottoqualificato - non sarebbe molto  più produttivo procedere all’assunzione di personale locale? Ormai fra gli  italiani in Germania non mancano più giovani diplomati o laureati, con  specializzazioni ed esperienze qualificate. Ed è ovvio che a parità di  qualifica il personale locale ha il grosso vantaggio di conoscere lingua,  cultura e realtà locale e può così affrontare molte problematiche con  competenza e rapidità. Senza tener conto che il personale locale costa  all’Amministrazione molto, molto meno del personale di ruolo  temporaneamente distaccato dall’Italia.

Signor Vice ministro, la difficile situazione richiede uno sforzo di  fantasia, per individuare priorità e razionalizzare le risorse (perché,  per esempio, mantenere sette Istituti Italiani di Cultura in Germania  contro due in Cina o uno in India?). Cerchiamo quindi di trovare soluzioni  incisive e non ripieghi i cui costi gravano su tutti i cittadini, senza  che alcun utente ne ricavi sensibili vantaggi”. (Inform)

 

 


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