ITALIANI
ALL’ESTERO
La
richiesta dei Comites di Colonia, Monaco di Baviera e Dortmund al Vice Ministro
Danieli
“Per potenziare la rete diplomatico-consolare
assumete personale locale”
KÖLN-MÜNCHEN-DORTMUND - Per potenziare la rete diplomatico-consolare
assumete personale locale. E’ questo,
in sintesi l’invito rivolto dai presidenti
dei Comites di Colonia (Rosella Benati), di Monaco di Baviera (Claudio Cumani)
e di Dortumund (Marilena Rossi). che hanno inviato al Vice ministro Franco Danieli una lettera (per conoscenza la
missiva è stata inviata anche all’Ambasciatore in Germania Antonio Puri Purini).
Di seguito il testo.
“Il nostro Ambasciatore a Berlino, S.E. Antonio Puri
Purini, ha chiesto alla Direzione Generale
per il Personale del Ministero degli Affari Esteri un aumento delle indennità di servizio “per
incentivare il personale di ruolo a candidarsi
sui posti pubblicizzati in Germania”, onde ovviare alle difficoltà operative delle rete diplomatico-consolare
italiana nella Repubblica Federale Tedesca.
Conosciamo le difficoltà in cui operano le nostre strutture
e possiamo quindi capire la ragione del
messaggio dell’Ambasciatore.
Però, signor Vice ministro, Le chiediamo: invece di elevare
ulteriormente le indennità di servizio
per il personale di ruolo temporaneamente all’estero - od indirizzarsi a scelte oggi “alla
moda”, che si basano sul lavoro precario,
sottopagato e quindi sottoqualificato - non sarebbe molto più produttivo procedere all’assunzione di personale
locale? Ormai fra gli italiani in Germania
non mancano più giovani diplomati o laureati, con specializzazioni ed esperienze qualificate.
Ed è ovvio che a parità di qualifica
il personale locale ha il grosso vantaggio di conoscere lingua, cultura e realtà locale e può così affrontare
molte problematiche con competenza e
rapidità. Senza tener conto che il personale locale costa all’Amministrazione molto, molto meno del personale
di ruolo temporaneamente distaccato dall’Italia.
Signor Vice ministro, la difficile situazione richiede
uno sforzo di fantasia, per individuare
priorità e razionalizzare le risorse (perché,
per esempio, mantenere sette Istituti Italiani di Cultura in Germania
contro due in Cina o uno in India?). Cerchiamo quindi di trovare soluzioni
incisive e non ripieghi i cui costi gravano su tutti i cittadini, senza
che alcun utente ne ricavi sensibili vantaggi”. (Inform)