ITALIANI ALL’ESTERO
“Il risveglio della lingua italiana attraverso
la comunicazione”: due giorni a Montevideo all’insegna della “hermanidad” e
dell’intenso lavoro
MONTEVIDEO - Due giorni all’insegna dell’hermanidad. Due giorni in cui Italia e Uruguay sono andati ancora di più a braccetto confermando l’amore per la lingua di Dante. Due giorni che hanno attirato l’attenzione di tutto il continente latino-americano su questo progetto pilota fortemente voluto dalla Fondazione Italia nelle Americhe, supportato dall’IIla in maniera egregia, e “sponsorizzato” dal governo di Tabarè Vazquez con straordinaria partecipazione.
Due giorni di intenso lavoro e di grandi riconoscimenti per il lavoro portato a termine dalla Fondazione Italia nelle Americhe con il supporto dell’IIla: laurea “honoris causa” (proposta dalla Decana della Facoltà di Diritto della Università della Repubblica dell’Uruguay, Esc. Dora Bagdassarian) al vice ministro degli esteri Franco Danieli ed al presidente della Fondazione Domenico Porpiglia; Gran Medaglia Ad Honorem, il più alto riconoscimento della Università Católica dell’Uruguay conferita al vice ministro Danieli ed al presidente Porpiglia per i “loro meriti umani ed accademici”.
Per due giorni infatti Montevideo ha ospitato il Convegno su “Il risveglio della lingua italiana attraverso la comunicazione”, promosso dall’IILA, Istituto Italo Latino Americano e realizzato dalla Fondazione Italia nelle Americhe. Due giorni densi di interventi, di relazioni, una ventina, durante i quali i relatori, accademici e giornalisti, si sono alternati, affrontando l’insieme delle molte problematiche poste dal tema.
Già la scelta dell’Uruguay come “laboratorio”, cioè centro di sperimentazione culturale nel quadro dei programmi della Cooperazione allo sviluppo, e’ significativa degli obiettivi di questo Convegno. L’Uruguay ha una particolarità condivisa in America latina con l’Argentina, di essere il paese a più alta densità di popolazione di origine italiana. Appare evidente che, nel momento in cui si affronta la tematica di come “risvegliare” la lingua italiana attraverso la comunicazione,i Mass Media, sia quelli tradizionali, come la carta stampata, TV e radio, sia quelli della nuova generazione tecnologica , Internet, sistema interattivi e satellitari, cellulari ecc., il primo problema da affrontare è l’”utenza”. A chi e come trasmettere i messaggi.
La comunità italiana dell’Uruguay, sotto questo profilo, offre le condizioni ottimali come test. E’ una comunità con solidi radici ed identità. Con un impatto culturale ed etnico, che riguarda circa il 40 per cento della popolazione di 3 milioni e mezzo di abitanti. Una comunità che, proprio in questi giorni è impegnata a salvaguardare l’insegnamento della nostra lingua nelle scuole del paese. Trovando, peraltro, comprensione ed attenzione da parte di una classe dirigente, nella quale rilevante e’ la presenza degli oriundi, disponibile a trovare le soluzioni più proprie alla cultura, la tradizione e l’identità storica dell’Uruguay.
I lavori del Convegno, inaugurato dall’Ambasciatore d’Italia Guido Scalici presenti per l’IILA, Istituto Italo latino Americano, il Ministro Plenipotenziario Salvatori Sebastiano. Il Presidente della Fondazione nelle Americhe Dott. Domenico Porpiglia, il Dott. Felice Longobardi, Direttore dell’UTL, della Direzione Generale allo Sviluppo del Ministero dgeli Esteri, ed il Coordinatore del progetto stesso, Avvocato Marco Rago. Ha coordinato le due giornate il giornalista dott. Giorgio Torchia. presidente del Comitato scientifico del progetto.
I lavori si sono articolati su due essenziali tematiche. La prima riguarda i mass media analizzati in relazione non solo alla loro realtà tecnologica e sociologica, ma al bacino di “utenza”, gli italiani nel mondo, ma più propriamente ,in America latina e nell’Uruguay in particolare. Le relazioni della professoressa Rita Librandi e dei Professori Giuseppe Richeri e Gianni Raso, hanno spaziato , nella prima giornata, su questo tema. Integrato da interventi di grande spessore culturale, come quello Della Professoressa Renata Gerone, Presidente della Dante Alighieri, che ha ricostruito le tappe della presenza e della cultura italiana in Uruguay.
Las seconda giornata si è aperta con la relazione del giornalista-scrittore dott. Federico Guiglia, che è stata riassuntiva dello spirito e dell’obiettivo di questo convegno. Guiglia, italiano quanto uruguayano di nascita, ma rivendica un duplice patriottismo, ha appunto analizzato l’Uruguay come laboratorio” di questa strategia della diffusione della lingua italiana attraverso la comunicazione.
Si sono, poi, alternati Padre Antonio Ocana, padrone di casa ,in quanto il convegno e’ stato ospitato nell’Università Católica, e della storica Susana Monreal che hanno esposto, l’uno il rapporto tra l’Università, di cui e’ Rettore e la cultura italiana, la seconda il contributo che le Congregazioni italiane hanno dato al consolidamento della Chiesa uruguayana.
Il rapporto italiani-Uruguay, centrale nella valutazione delle possibili proiezioni della comunicazione, tra storia ed attualità, è stato esposto dal professore Abelardo Garcia Viera che ha attinto ad un suo magistrale saggio su questo tema, scoprendo all’uditorio un orizzonte di notizie e curiosità.
La questione della diffusione e della salvaguardia della lingua italiana è stata affrontata, con due diverse angolazioni, dal Professore Enrique Tutte’ , che ha riferito sulla sua originale esperienza dell’”Italiano volante,” cioè di una ricerca tra popolazione uruguayana della sua conoscenza o interesse della nostra lingua. Il Professore Mario Bianchi, invece, ha svolto un’appassionata, quanto approfondita, relazione sul problema che si e’ rivelato centrale di questo convengo, collegandosi in particolare a Federico Guglia, Mario Bianchi ha esposto, tra ragione ed emozione, l’indissolubilità dei rapporti storici, culturali ed etnici che rendono interdipendente l’Uruguay e gli italiani , che hanno contribuito a costruirlo. In una visione, ripetutamente sottolineata nel convengo evidenziata nella sua esposizione bilingüe, da Federico Guiglia, del “doppio binario”. La diffusione dell’italiano in America latina, primo binario, è parallela alla comprensione e diffusione dello spagnolo, per restare al caso dell’America hispanica.
Renato Palermo peri il Comites e Filomena Narducci per il CGIE hanno portato al Convegno il loro saluto, unitamente ad adesione ed apprezzamento.
Giorgio Torchia ha riassunto i due giorni di lavoro. Il rappresentante dell’IILA Ministro Plenipotenziario Sebastiano Salvatori, il presidente della Fondazione Italia nelle Americhe Domenico Porpiglia, il Console italiano a Montevideo, Michele Pala, ed il Coordinatore del progetto Marco Rago hanno concluso il Convegno, seguito da un uditorio attento e partecipe. (Gente d’Italia/Inform)