NOVITA’ EDITORIALI
“Black Italians. Atleti
neri in maglia azzurra” di Mauro Valeri
ROMA - Il 3 ottobre prossimo, presso
l’ Auditorium dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta verrà presentato il libro
“Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra” dello scrittore Mauro Valeri, casa editrice Palombi editore.
Saranno presenti, oltre al Ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero,,Giovanni
Lolli Sottosegretario al Dipartimento Politiche giovanili e attività sportive
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Jean Leonard Touadì Assessore alle
Politiche giovanili, rapporti con l’università e sicurezza del Comune di Roma,
Mohamed A. Tailmoun e Lucia Ghebreghiorges, Rete G2 – Seconde Generazioni dell’Immigrazione.
Modererà l’incontro Paula Baudet Vivanco, giornalista di Metropoli. Nel corso
della presentazione Caterina Deregibus Ayelè leggerà alcuni brani tratti dal
libro stesso.
In questo testo Valeri, studioso,
sociologo, psicoteraupeuta ed esperto di fenomeni xenofobici in Italia. attraverso
testimonianze di atleti di “colore” che hanno gareggiato sotto il vessillo italiano,
racconta il lento cammino italiano verso l’integrazione che passa anche attraverso
lo sport. Le interviste, da lui condotte,
raccontano le storie di 39 atleti, tra cui Fiona May, Andrew Howe, il pugile
Sumbu Kalambay, il cestista Dan Gay, il calciatore Joseph Dayo Oshadogan e la
ginnasta Lucy Frasca, che hanno permesso l’affermazione dell’Italia in campo
sportivo internazionale. Le loro vicende dimostrano quanto la determinazione
sia importante non solo per raggiungere significativi successi agonistici ma
anche per combattere i pregiudizi razziali, e il loro esempio ha contribuito
in maniera determinante alla formazione di una società sempre più aperta e tollerante.
Significativo il titolo del libro
Black Italians che ricorda l’appellativo a lungo utilizzato, in senso dispregiativo,
per indicare e discriminare gli emigranti italiani negli Stati Uniti e in Australia.
Termine che gli stessi italiani, paradossalmente, hanno fatto proprio, con altrettanto
disprezzo, per indicare gli “italiani neri e meticci”, nati e cresciuti nelle
colonie e quindi non degni di essere considerati pienamente italiani.
Questo libro vuole ribaltare il
significato del termine, evidenziando come i Black Italians siano parte integrante
del nostro popolo, un popolo la cui storia è fondata anche sull’accoglienza
e sull’integrazione di popolazioni e culture differenti. Il libro è stato salutato
con grande entusiasmo dal Sindaco di Roma, Walter Veltroni, da sempre impegnato per la
creazione di una capitale solidale. Il primo cittadino, con una certa commozione,
ha ricordato il giorno in cui, alle Olimpiadi di Sidney del 2000, la delegazione
degli atleti italiani fu guidata da Carlton Myers, primo atleta di “colore”
a portare il vessillo italiano, sintesi mirabile di un paese ormai cambiato
che ha accolto in sé i sogni, la cultura e la passione di persone con origini
differenti. Anche in Black Italians, come nel precedente libro la "Razza
in campo", Valeri testimonia tante splendide storie di sport. La differenza
è che quì le esperienze di chi si racconta sono molto forti e a volte negative
per il disagio che molti di loro hanno provato nel dover superare la discriminazione
prima che gli avversari sulla pista. “ C’è un’Italia a cui è ancora negato il
diritto alla pari dignità. E’ l’Italia di quei neri e di quei meticci che per
decenni sono stati discriminati, emarginati, dimenticati nella vita quotidiana
ma anche dalla storia ufficiale. L’Italia multirazziale e mistirazziale non
è una novità, perché già l’avevamo conosciuta nell’emigrazione, nel colonialismo,
nelle storie d’amore che da sempre si beffano dei confini e dei pregiudizi sul
colore della pelle. E’ però indubbio che oggi, con i recenti processi migratori,
i neri e meticci italiani sono diventati una parte consistente del nostro paese.
Atleti italiani neri e meticci che, indossando la maglia azzurra, hanno rappresentato
e rappresentano l’Italia in campo sportivo, dimostrando ai razzisti e a chi
inveisce contro il meticciato che sono loro ad essere fuori dalla storia”. (Francesca
Mascellini-Inform)