INFORM - N. 182 - 29 settembre 2006


REGIONE LAZIO

Presentata la ricerca "Nuovi servizi per nuovi utenti"

Monitorate le buone pratiche per gli immigrati delle biblioteche, delle associazioni e delle università

 

ROMA- Lezioni multimediali per i bambini, corsi di lingua, incontri nelle scuole, scavi archeologici, progetti di cooperazione scientifica, programmi di formazione professionale ed universitaria nei Paesi di provenienza. Queste sono solo alcune delle iniziative e delle buone pratiche, messe in atto per gli immigrati dalle biblioteche, dalle Ong e dagli Atenei del Lazio, che vengono illustrate nel libro "Nuovi servizi per nuovi utenti. Il popolo dei migranti alla ricerca del sociale nel Lazio". Una ricerca, redatta in italiano e francese, che è stata realizzata dalla Regione Lazio e dall’Università della Tuscia nell’ambito del progetto comunitario "Euromedinculture". Un programma che si prefigge di promuovere l’integrazione culturale nel bacino euro–mediterraneo. L’indagine, che si propone di configurare la nuova fisionomia multiculturale delle biblioteche e di monitorare i progetti di cooperazione e ricerca delle università del Lazio, è stata presentata presso la sede romana del Goethe- Institut che presto ospiterà la nuova Biblioteca Europea.

L’incontro è stato introdotto da Susanne Hohn, Direttore generale delle sedi in Italia del Goethe Institut, che ha sottolineato come ormai anche in Germania, dove la presenza degli stranieri ha carattere strutturale, l’attività bibliotecaria, basata sulla promozione della lingua e dell’istruzione, sia considerata come uno strumento irrinunciabile per una politica di immigrazione e integrazione di successo.

"E’ positivo - ha poi detto la Hohn dopo aver auspicato una maggiore tutela da parte delle biblioteche per tutti i contesti culturali - che molti sistemi bibliotecari dei paesi di accoglienza si dotino di infrastrutture per una attività multiculturale in cui svolgano un ruolo di primo piano i progetti per la promozione del multilinguismo"

Elisabetta Forte, coordinatrice del progetto per la Regione Lazio, ha ricordato come questo programma sperimentale abbia preso il via nel 2004 e sia nato dal più ampio progetto comunitario Euromed. Un’iniziativa, quella di "Euromedinculture, che nel corso del suo itinerario ha più volte rischiato di perdere di vista gli obiettivi prioritari ed ha incontrato non poche difficoltà per quanto riguarda l’armonizzazione del lavoro dei tanti e variegati soggetti coinvolti. La Forte ha inoltre evidenziato come questa ricerca, elaborata dal Comitato scientifico messo in piedi dalla Regione per l’occasione, non sia completa e rappresenti solo un primo spaccato di una realtà fatta di tante iniziative e ben più ampia.

Dal canto suo Giovanni Solimine, coordinatore del Comitato Scientifico della ricerca e docente di biblioteconomia all’Università della Tuscia, ha spiegato come i ricercatori abbiano voluto censire le iniziative già esistenti e costruire una rete di esperienze che andasse al di là dell’ambito temporale del progetto.

Fra gli scopi dell’iniziativa, oltre al monitoraggio dell’evoluzione del concetto di multiculturalità e delle buone pratiche esportabili, l’analisi dell’emergente produzione culturale degli immigrati. Una realtà, quest’ultima, che si manifesta con la pubblicazione di giornali, libri ed opere letterarie. "Per individuare una dimensione comune di elaborazione culturale euromediterranea che possa aiutare tutti i Paesi a crescere - ha aggiunto Solimine dopo aver annunciato la donazione di tutto il materiale raccolto alla nuova Biblioteca Europea del Goethe-Institut - abbiamo avviato un sondaggio fra enti di ricerca e le istituzioni scolastiche. Progetti che spaziano nei vari Paesi d’emigrazione con iniziative molto diverse che riguardano ad esempio l’ambiente, le infrastrutture e la cultura".

" Con questa indagine - ha detto Fulvio Stacchetti dell’ufficio istituzione biblioteche del comune di Roma - volevamo verificare se la biblioteca pubblica stesse al passo, anche per quanto riguarda i mezzi, con la nuova dimensione interculturale verso cui sta evolvendo la società". Stacchetti ha inoltre ricordato come dal 1992 la città di Roma si sia attivata per l’adeguamento del servizio bibliotecario anche alle esigenze degli immigrati. Un progetto che ha portato alla creazione nelle librerie pubbliche dello scaffale multiculturale. Una raccolta di giornali e libri volta a far conoscere ai cittadini romani la realtà degli immigrati, che oggi appare però superata. Alla luce della sempre più radicata presenza degli immigrati nella capitale quello che occorre, secondo Stacchetti, è infatti un maggiore coordinamento delle iniziative multiculturali sviluppate dalle biblioteche e un diverso approccio degli operatori delle strutture bibliotecarie verso l’utente che non deve essere classificato in fasce più o meno privilegiate, ma visto come un soggetto interculturale.

Segnaliamo infine l’intervento del responsabile dell’ufficio per i beni culturali della Provincia di Frosinone Benedetto Volpe, che ha ricordato la complessa attività svolta dai 33 servizi bibliotecari della provincia e l’imminente varo di un corso formazione sulla multiculturalità per gli operatori del settore. Una rete ancora incompleta, quella delle biblioteche del frusinate, che comunque riesce a coprire due terzi della popolazione e tutti i comuni con più di 5.000 abitanti.(Goffredo Morgia-Inform)


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