REGIONE
LAZIO
Presentata la ricerca "Nuovi servizi
per nuovi utenti"
Monitorate le buone pratiche per gli immigrati
delle biblioteche, delle associazioni e delle università
ROMA- Lezioni multimediali per i bambini, corsi di lingua,
incontri nelle scuole, scavi archeologici, progetti di cooperazione scientifica,
programmi di formazione professionale ed universitaria nei Paesi di provenienza.
Queste sono solo alcune delle iniziative e delle buone pratiche, messe in atto
per gli immigrati dalle biblioteche, dalle Ong e dagli Atenei del Lazio, che
vengono illustrate nel libro "Nuovi servizi per nuovi utenti. Il popolo
dei migranti alla ricerca del sociale nel Lazio". Una ricerca, redatta
in italiano e francese, che è stata realizzata dalla Regione Lazio e dall’Università
della Tuscia nell’ambito del progetto comunitario "Euromedinculture".
Un programma che si prefigge di promuovere l’integrazione culturale nel bacino
euro–mediterraneo. L’indagine, che si propone di configurare la nuova fisionomia
multiculturale delle biblioteche e di monitorare i progetti di cooperazione
e ricerca delle università del Lazio, è stata presentata presso la sede romana
del Goethe- Institut che presto ospiterà la nuova Biblioteca Europea.
L’incontro è stato introdotto da Susanne Hohn, Direttore
generale delle sedi in Italia del Goethe Institut, che ha sottolineato come
ormai anche in Germania, dove la presenza degli stranieri ha carattere strutturale,
l’attività bibliotecaria, basata sulla promozione della lingua e dell’istruzione,
sia considerata come uno strumento irrinunciabile per una politica di immigrazione
e integrazione di successo.
"E’ positivo - ha poi detto
Elisabetta Forte, coordinatrice del progetto per
Dal canto suo Giovanni Solimine, coordinatore del Comitato
Scientifico della ricerca e docente di biblioteconomia all’Università della
Tuscia, ha spiegato come i ricercatori abbiano voluto censire le iniziative
già esistenti e costruire una rete di esperienze che andasse al di là dell’ambito
temporale del progetto.
Fra gli scopi dell’iniziativa, oltre al monitoraggio
dell’evoluzione del concetto di multiculturalità e delle buone pratiche esportabili,
l’analisi dell’emergente produzione culturale degli immigrati. Una realtà, quest’ultima,
che si manifesta con la pubblicazione di giornali, libri ed opere letterarie.
"Per individuare una dimensione comune di elaborazione culturale euromediterranea
che possa aiutare tutti i Paesi a crescere - ha aggiunto Solimine dopo aver
annunciato la donazione di tutto il materiale raccolto alla nuova Biblioteca
Europea del Goethe-Institut - abbiamo avviato un sondaggio fra enti di ricerca
e le istituzioni scolastiche. Progetti che spaziano nei vari Paesi d’emigrazione
con iniziative molto diverse che riguardano ad esempio l’ambiente, le infrastrutture
e la cultura".
" Con questa indagine - ha detto Fulvio Stacchetti
dell’ufficio istituzione biblioteche del comune di Roma - volevamo verificare
se la biblioteca pubblica stesse al passo, anche per quanto riguarda i mezzi,
con la nuova dimensione interculturale verso cui sta evolvendo la società".
Stacchetti ha inoltre ricordato come dal 1992 la città di Roma si sia attivata
per l’adeguamento del servizio bibliotecario anche alle esigenze degli immigrati.
Un progetto che ha portato alla creazione nelle librerie pubbliche dello scaffale
multiculturale. Una raccolta di giornali e libri volta a far conoscere ai cittadini
romani la realtà degli immigrati, che oggi appare però superata. Alla luce della
sempre più radicata presenza degli immigrati nella capitale quello che occorre,
secondo Stacchetti, è infatti un maggiore coordinamento delle iniziative multiculturali
sviluppate dalle biblioteche e un diverso approccio degli operatori delle strutture
bibliotecarie verso l’utente che non deve essere classificato in fasce più o
meno privilegiate, ma visto come un soggetto interculturale.
Segnaliamo infine l’intervento del responsabile dell’ufficio
per i beni culturali della Provincia di Frosinone Benedetto Volpe, che ha ricordato
la complessa attività svolta dai 33 servizi bibliotecari della provincia e l’imminente
varo di un corso formazione sulla multiculturalità per gli operatori del settore.
Una rete ancora incompleta, quella delle biblioteche del frusinate, che comunque
riesce a coprire due terzi della popolazione e tutti i comuni con più di 5.000
abitanti.(Goffredo Morgia-Inform)