INFORMAZIONE
Il Presidente Napolitano riceve i vincitori
del Premio Saint Vincent
“Nessuno può sottovalutare il ruolo dell’informazione
libera, indipendente, critica per garantire saldezza delle istituzioni e consenso
su cui esse poggiano”
Il Capo dello Stato interviene sulla vertenza
che contrappone editori e giornalisti
ROMA
– “Voi esprimete i valori della libertà e del pluralismo dell’informazione.
Ripetere il riconoscimento alla fondamentale importanza di questi valori forse
può sembrare pleonastico e retorico. Nessuno che conosca le tradizioni più alte
e i punti di forza storici delle democrazie occidentali, nessuno che conosca
le discriminante essenziali tra sistemi democratici e sistemi autoritari può
sottovalutare il ruolo dell’informazione libera, indipendente, critica per garantire
la saldezza delle istituzioni repubblicane e il consenso su cui esse poggiano”
Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevendo in Quirinale
i vincitori del Premio Saint-Vincent di giornalismo, Giunto alla 41ma edizione,
il premio è indetto dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con l’avallo della
Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e dell’Ordine dei Giornalisti, sotto
l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Presenti alla cerimonia il presidente della Valle d'Aosta, Luciano Caveri,
il presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, il presidente
e il segretario generale Fnsi Franco Siddi e Paolo Serventi Longhi e il sindaco
di Saint Vincent Sara Bordet.
Il
premio principale è andato a Federico Rampini, editorialista e inviato de “
Napolitano
si è espresso in favore dei giornalisti e sulla libertà di informazione . “L’unico
limite della libertà di stampa accettabile sta nel comune impegno contro l’illegalità,
compresa la violazione del diritto alla privacy”. E per questo i giornalisti
devono “loro stessi mondarsi dai loro peccati” professionali.
Ma
vanno anche riconosciuti loro i diritti e “tra i diritti primari che si devono
riconoscere ai giornalisti c’è quello ad avere un contratto di lavoro regolarmente
rinnovato”.
Nel
corso della cerimonia , dunque, il richiamo del Capo dello Stato alla situazione
della categoria dei giornalisti. E Napolitano ha rilevato che “con molto rammarico
purtroppo il tentativo del Governo di riaprire le trattative senza chiusure
pregiudiziali e senza intransigenze per il rinnovo del contratto è andato fallito”.
Difatti,
“Mi
permetto di incoraggiare - ha aggiunto Napolitano- il Ministro del Lavoro ad
insistere nel suo sforzo e mi auguro, per davvero, che si possa giungere presto
ad una soluzione soddisfacente anche nell’interesse del regolare svolgimento
dell’attività dell’informazione’’. Non bisogna infatti dimenticare, ha osservato
il Capo dello Stato, che la funzione dei giornalisti rappresenta uno dei “punti
di forza delle democrazie occidentali”.
Ignorarlo
significa “sottovalutare il ruolo di una informazione libera”. Anche il mio
lavoro di Presidente, ha spiegato Napolitano, è stato aiutato in maniera determinante
dai giornalisti che si occupano del Quirinale: “Senza l’aiuto della stampa non
avrei avuto successo” nella mia azione volta a creare un “clima meno esasperato
tra gli schieramenti”, a sottolineare l’esistenza della piaga del lavoro in
nero o sottopagato, a sottolineare il diritto alla vita.
“Parole che pesano come pietre quelle pronunciate
oggi dal Capo dello Stato sulla vertenza contrattuale dei giornalisti. Mi auguro
davvero che le affermazioni di Giorgio Napolitano vengano ascoltate dagli editori
della Fieg e che sia rapidamente accolto l’invito del Ministro del Lavoro Cesare
Damiano alla riapertura del dialogo” ha commentato a fine cerimonia il segretario
generale Fnsi Paolo Serventi Longhi. Mentre il presidente Fnsi Franco Siddi
già nel suo indirizzo di saluto al Capo dello Stato aveva sottolineato che “c’è
un compito per i giornalisti, ce n’è uno per gli editori, ce n’è uno per le
Istituzioni” . “Il contratto – aveva aggiunto -
è e deve rimanere la carta della dignità del lavoro e dell’autonomia
professionale; la carta di riferimento e di reciproca garanzia in corretto rapporto
impresa-lavoro. Un nuovo contratto dei giornalisti è oggi rivendicato dalla
Federazione della Stampa per chi ha già un’occupazione in qualche modo regolata
e per le migliaia di precari massicciamente impiegati e minimamente considerati”
. E il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca rivolgendosi
a Napolitano: “Negare ai giornalisti il diritto ad avere un contratto rinnovato
equivale a tagliarci un braccio”.
Le
parole di Napolitano sono state molto apprezzate dal Ministro del Lavoro Cesare
Damiano. Quello del Capo dello Stato è un “giusto richiamo” per il Ministro.
“Il
Presidente della Repubblica – ha detto Damiano - ha esposto una tesi ed un richiamo
giusti a proposito del rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti che va
favorito perché nel Paese abbiamo bisogno di dialogo e confronto un metodo che
va a vantaggio delle imprese, dei lavoratori e dell’opinione pubblica considerando
la particolare funzione svolta da questa categoria”. Del resto, ha aggiunto
Damiano , “è lo stesso invito che il Ministro del Lavoro ha rivolto alle parti
perché riprenda il tavolo di trattativa”.(S.P.-Inform)