INFORM - N. 181 - 28 settembre 2006


INFORMAZIONE

Il Presidente Napolitano riceve i vincitori del Premio Saint Vincent

“Nessuno può sottovalutare il ruolo dell’informazione libera, indipendente, critica per garantire saldezza delle istituzioni e consenso su cui esse poggiano”

Il Capo dello Stato interviene sulla vertenza che contrappone editori e giornalisti

 

ROMA – “Voi esprimete i valori della libertà e del pluralismo dell’informazione. Ripetere il riconoscimento alla fondamentale importanza di questi valori forse può sembrare pleonastico e retorico. Nessuno che conosca le tradizioni più alte e i punti di forza storici delle democrazie occidentali, nessuno che conosca le discriminante essenziali tra sistemi democratici e sistemi autoritari può sottovalutare il ruolo dell’informazione libera, indipendente, critica per garantire la saldezza delle istituzioni repubblicane e il consenso su cui esse poggiano” Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevendo in Quirinale i vincitori del Premio Saint-Vincent di giornalismo, Giunto alla 41ma edizione, il premio è indetto dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con l’avallo della Federazione Nazionale della Stampa Italiana  (Fnsi) e dell’Ordine dei Giornalisti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Presenti alla cerimonia  il presidente della Valle d'Aosta, Luciano Caveri, il presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, il presidente e il segretario generale Fnsi Franco Siddi e Paolo Serventi Longhi e il sindaco di Saint Vincent Sara Bordet.

Il premio principale è andato a Federico Rampini, editorialista e inviato de “la Repubblica”, attualmente corrispondente da Pechino. Il premio “Indro Montanelli-Testimone del XX secolo” è stato assegnato all’ex direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò . La  Grolla d’oro alla Comunicazione-Premio Regione Valle d’Aosta, è andata a Evelina Christillin, vice presidente vicario del Toroc con delega alla cultura, “per la promozione internazionale delle peculiarità locali, del particolarismo alpino e della cultura del territorio, in particolare con l’organizzazione dei Giochi olimpici di Torino 2006”.

Napolitano si è espresso in favore dei giornalisti e sulla libertà di informazione . “L’unico limite della libertà di stampa accettabile sta nel comune impegno contro l’illegalità, compresa la violazione del diritto alla privacy”. E per questo i giornalisti devono “loro stessi mondarsi dai loro peccati” professionali.

Ma vanno anche riconosciuti loro i diritti e “tra i diritti primari che si devono riconoscere ai giornalisti c’è quello ad avere un contratto di lavoro regolarmente rinnovato”.

Nel corso della cerimonia , dunque, il richiamo del Capo dello Stato alla situazione della categoria dei giornalisti. E Napolitano ha rilevato che “con molto rammarico purtroppo il tentativo del Governo di riaprire le trattative senza chiusure pregiudiziali e senza intransigenze per il rinnovo del contratto è andato fallito”. Difatti, la Federazione Italiana Editori di Giornali (Fieg) dopo un incontro con il Ministro del Lavoro Cesare Damiano aveva diramato una nota. La Fieg, si legge nella nota, “ha illustrato le ragioni per cui non ritiene, in questa fase, di accogliere l’invito del Governo a riprendere le trattative con la Federazione della Stampa per il rinnovo del contratto giornalistico scaduto nel marzo del 2005”'. E’ un braccio di ferro quello tra editori e giornalisti. Da un anno e mezzo la categoria aspetta il rinnovo del contratto. Il 29 e il 30 settembre sciopereranno i giornalisti della carta stampata e delle agenzie di informazione, mentre quelli impegnati nella radio e nella televisione incroceranno le braccia il 6 e il 7 ottobre.

“Mi permetto di incoraggiare - ha aggiunto Napolitano- il Ministro del Lavoro ad insistere nel suo sforzo e mi auguro, per davvero, che si possa giungere presto ad una soluzione soddisfacente anche nell’interesse del regolare svolgimento dell’attività dell’informazione’’. Non bisogna infatti dimenticare, ha osservato il Capo dello Stato, che la funzione dei giornalisti rappresenta uno dei “punti di forza delle democrazie occidentali”.

Ignorarlo significa “sottovalutare il ruolo di una informazione libera”. Anche il mio lavoro di Presidente, ha spiegato Napolitano, è stato aiutato in maniera determinante dai giornalisti che si occupano del Quirinale: “Senza l’aiuto della stampa non avrei avuto successo” nella mia azione volta a creare un “clima meno esasperato tra gli schieramenti”, a sottolineare l’esistenza della piaga del lavoro in nero o sottopagato, a sottolineare il diritto alla vita.

 “Parole che pesano come pietre quelle pronunciate oggi dal Capo dello Stato sulla vertenza contrattuale dei giornalisti. Mi auguro davvero che le affermazioni di Giorgio Napolitano vengano ascoltate dagli editori della Fieg e che sia rapidamente accolto l’invito del Ministro del Lavoro Cesare Damiano alla riapertura del dialogo” ha commentato a fine cerimonia il segretario generale Fnsi Paolo Serventi Longhi. Mentre il presidente Fnsi Franco Siddi già nel suo indirizzo di saluto al Capo dello Stato aveva sottolineato che “c’è un compito per i giornalisti, ce n’è uno per gli editori, ce n’è uno per le Istituzioni” . “Il contratto – aveva aggiunto -  è e deve rimanere la carta della dignità del lavoro e dell’autonomia professionale; la carta di riferimento e di reciproca garanzia in corretto rapporto impresa-lavoro. Un nuovo contratto dei giornalisti è oggi rivendicato dalla Federazione della Stampa per chi ha già un’occupazione in qualche modo regolata e per le migliaia di precari massicciamente impiegati e minimamente considerati” . E il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca rivolgendosi a Napolitano: “Negare ai giornalisti il diritto ad avere un contratto rinnovato equivale a tagliarci un braccio”.

Le parole di Napolitano sono state molto apprezzate dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano. Quello del Capo dello Stato è un “giusto richiamo” per il Ministro. 

“Il Presidente della Repubblica – ha detto Damiano - ha esposto una tesi ed un richiamo giusti a proposito del rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti che va favorito perché nel Paese abbiamo bisogno di dialogo e confronto un metodo che va a vantaggio delle imprese, dei lavoratori e dell’opinione pubblica considerando la particolare funzione svolta da questa categoria”. Del resto, ha aggiunto Damiano , “è lo stesso invito che il Ministro del Lavoro ha rivolto alle parti perché riprenda il tavolo di trattativa”.(S.P.-Inform)


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