ITALIANI
ALL’ESTERO
L’onorevole Romagnoli (FI) sul CGIE
ROMA – Di seguito
l’intervista di Salvatore Viglia all’on Massimo Romagnoli (Forza Italia), eletto
nella ripartizione Europa
- «Questo così com’è è inutile. A questo punto passo
la parola ai deputati dell’Unione e chiedo: perché deve essere utile? Perché?
Quali sono le risposte che il CGIE ha dato alla comunità italiana all’estero?»
Si esprima sulla
utilità del CGIE. Il dibattito si fa stringente negli ultimi tempi
Allora? Lo vuole
o non lo vuole?
Il CGIE deve essere valorizzato e, per fare questo, si
deve intervenire sugli obiettivi, bisogna adoperare dei cambiamenti.
Cioè?
Se il CGIE, nella prossima assemblea plenaria non viene
migliorato e resta così com’è, non vedo per quale motivo debba restare.
Quindi si può
fare a meno del CGIE
Faccio un esempio banale, se c’è un problema per gli
italiani all’estero, poniamo, sulle pensioni, sulla sanità, sull’oscuramento
della Rai, i Comites si possono mettere in comunicazione direttamente con uno
dei deputati o uno dei senatori che li rappresentano. Così come, ovviamente,
potrebbero rivolgersi ad uno qualunque dei rimanenti parlamentari esponendo
direttamente le proprie istanze alla Camera o alla Commissione di pertinenza.
Perché passare attraverso il CGIE?
Cosa propone
allora che si debba fare?
Prima di tutto, diminuire notevolmente il numero dei
suoi consiglieri. Non esiste che ci siano 5 consiglieri, per esempio, per
Lei dà ragione
all’on. Razzi quando dice che il CGIE è costoso
Sì, così com’è, è inutile, l’ho ribadito anche a Bruxelles.
Così com’è è inutile, il CGIE è utile solo se diventa veramente operativo. Da
due anni sono consigliere CGIE, rappresentante di Spagna, Grecia, Turchia ed
Israele, a tutti i miei quesiti, e sono stati veramente tanti, il CGIE non ha
mai fatto seguire una risposta. E’ un organo che non è in grado di dare risposte.
Non sarebbe,
tutto sommato, un gran danno allora se fosse abolito
Io penso che non sarebbe un grave danno, infatti, per
motivi tecnici interni, non è funzionante dal dicembre 2005 ad oggi 27 settembre
2006 e non penso che gli italiani all’estero ne abbiano sentito la mancanza.
Presenterà una
proposta di legge insieme all’on. Picchi per abolirlo?
Non posso fare la proposta di legge per abolirlo, parliamoci
chiaro, io ho combattuto tanto per farne parte. Ho fatto l’intera campagna elettorale
in Turchia, Grecia, Spagna ed Israele per cui sono legato anche sentimentalmente
a questa organizzazione. Abolirlo no, rivederlo, modificarne gli obiettivi per
renderlo utile, sì.
Tutti i parlamentari
dell’Unione eletti all’estero sono d’accordo a tenere il CGIE. Tutti lo reputano
una istituzione importantissima...
Ha chiesto loro perché?
Abbiamo chiesto
perché, perché fa da raccordo tra i Comites ed i deputati e senatori eletti
all’estero presenti a Roma. Fa un lavoro di sintesi di tutte le istanze provenienti
da parte dei Comites…
L’on. Picchi, è stato eletto senza far parte né dei Comites
né del GCIE, stessa cosa per Rebuzzi, non faceva parte né dei Comites, né dei
CGIE. Quindi ci sono due casi viventi di deputati eletti anche senza CGIE. Questo
così com’è è inutile. A questo punto passo la parola ai deputati dell’Unione
e chiedo: perché deve essere utile? Perché? Quali sono le risposte che il CGIE
ha dato alla comunità italiana all’estero? (Salvatore Viglia-www.lideale.it-Eureka/Inform)