INFORM - N. 180 - 27 settembre 2006
ISTITUZIONI
REGIONALI
Lombardia: prende il via il progetto di
autonomia regionale
MILANO - La
Giunta regionale della Lombardia ha dato il via ufficiale all'iniziativa
per ottenere maggiori competenze e una maggiore autonomia rispetto allo Stato
centrale. Su proposta del presidente Roberto Formigoni ha infatti approvato
un Documento di indirizzo che contiene una prima indicazione delle materie su
cui Regione Lombardia intende esercitare una maggiore responsabilità. Tra ambiente,
energia, ricerca, grandi infrastrutture, aeroporti, sanità, istruzione, agricoltura
e turismo spicca il capitolo dedicato ai rapporti internazionali e al commercio
con l'estero. Su questa base il Consiglio regionale, che si riunirà in apposita
seduta il 24, 25 e 26 ottobre prossimi, elaborerà un testo che verrà sottoposto
all’esame del Governo italiano prima di farlo approdare in Parlamento per la
sua approvazione definitiva.
"Apprezzo molto la decisione assunta oggi dalla
Giunta – precisa il Presidente del Consiglio regionale, Ettore Albertoni - di
approvare un documento che avvia anche formalmente le procedure affinché la Lombardia possa avere precise
forme di autonomia legislativa, esecutiva e fiscale. L'iniziativa della Giunta
è conseguente all'ampio dibattito consiliare avvenuto nel luglio scorso conclusosi
con un primo documento di indirizzo che ha visto la convergenza tra la maggioranza
federalista che governa la Lombardia, e che è autosufficiente, con una parte
consistente e qualificata dell'opposizione. Un ringraziamento particolare va
quindi al Presidente della Regione, Roberto Formigoni, per la capacità di iniziativa
e la collaborazione con il Consiglio Regionale che è, lo ribadisco, il Parlamento
di tutti i lombardi. Mi auguro - conclude il Presidente del Parlamento regionale
lombardo - che altrettanta concretezza e lealtà costituzionale ci sia da parte
del Governo nazionale e del Parlamento e che tutti i consiglieri della Regione
Lombardia siano consapevoli del loro ruolo costituente e dell'importanza dell'esempio
che viene a tutto il Paese dalla nostra Regione".
"Il Documento – aveva detto il presidente Formigoni
all’atto della sua presentazione – fissa il significato e l'orizzonte della
nostra iniziativa che è contemporaneamente incentrata sulla attivazione degli
articoli 116, 117 e 119 della Costituzione vigente: i primi stabiliscono che
le singole Regioni possano vedersi attribuite competenze aggiuntive in materie
concorrenti, il 119 introduce il federalismo fiscale. Si tratta - ha proseguito
Formigoni - di un Documento aperto, perché le materie che noi chiediamo saranno
definite attraverso un processo di consultazione su due fronti: da un lato le
forze politiche del Consiglio regionale, dall'altro l'intera società lombarda.
Parte qualcosa di estremamente innovativo. Il federalismo che noi vogliamo non
è infatti un gioco di potere tra Enti, ma uno strumento a favore dei cittadini
e delle realtà sociali".
Il capo delegazione della Lega Nord, il mantovano Davide
Boni, ha salutato con favore l'inizio "di una lunga marcia" destinata
a compiere un cambiamento "anche culturale dell'assetto dello Stato".
Per il milanese Massimo Corsaro (Alleanza
nazionale), "ottenendo un più ampio spazio di intervento diretto, la
Lombardia rafforzerà il ruolo di riferimento che le è riconosciuto
nell'ambito socio-economico, a beneficio di tutte le articolazioni dello Stato
e dell'interesse della collettività nazionale". Soddisfazione è stata espressa
anche dal pavese Gian Carlo Abelli (Forza Italia) per l'esito di un processo
"iniziato da un confronto sereno in Consiglio regionale, con un atteggiamento
responsabile di alcune forze dell'opposizione. Ora siamo al banco di prova del
passaggio dalle buone intenzioni ai fatti concreti".
Segnali d’apertura arrivano dai maggiori gruppi di opposizione.
Per il gruppo della Margherita “si tratta di linee di indirizzo condivisibili
– dice il capogruppo Guido Galperti, bresciano – per chiedere allo Stato più
competenze legislative. Poi sarà necessario circostanziare le materie da cui
vogliamo partire per avere più autonomia ma la discussione generale va fatta
nel merito”. Secondo i Democratici di sinistra “l’autonomia serve a garantire
maggiore forza alle specificità del nostro territorio – dice il capogruppo Giuseppe
Benigni, bergamasco – Per crescere e competere. Siamo convinti che una regione
come la Lombardia
possa legittimamente chiedere forme particolari di autonomia su materie particolari.
La piattaforma presentata da Formigoni – conclude Benigni – può rappresentare
una bozza di discussione interessante. In questa fase è importante il metodo”.
Critiche invece da parte di Rifondazione comunista, per la quale “se tale progetto
venisse attuato – ha detto il capogruppo Mario Agostinelli – determinerebbe
una differenza di poteri e risorse tra le Regioni che si tradurrebbe in disparità
di diritti e di reddito per i cittadini. Per questa ragione – continua Agostinelli
– risulta evidente come occorra opporsi con
determinazione a un disegno che mira alla negazione di qualsiasi forma di uguaglianza
e solidarietà” . (Giulio Rezzola- www.lombardinelmondo.org/Inform)
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