ASSOCAMERESTERO
Tessile: aumenta l’import dalla Bulgaria.
E crescono le aziende italiane che aprono stabilimenti nel Paese
ROMA - La Bulgaria è la nuova frontiera per il tessile, non solo italiano. L'abbigliamento è la prima voce del nostro import da quel Paese, con una crescita nei primi quattro mesi del 2006, rispetto allo stesso periodo del 2005, dell'11%. Il nostro export di macchinari per il tessile, l'abbigliamento e il cuoio è cresciuto del 71%, raggiungendo la quota di 9 milioni e 390 mila euro. E sono sempre di più le imprese italiane che decidono di aprire stabilimenti in Bulgaria. Oramai sono almeno 25 le nostre aziende del settore presenti nel Paese. Assocamerestero riferisce che secondo uno studio della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, nonostante l'indebolimento del dollaro e il rialzo dei costi produttivi, il settore del tessile e dell'abbigliamento è riuscito a mantenere alti livelli di produzione. Ad oggi vi lavorano oltre 177 mila addetti.
D'altronde produrre in Bulgaria è ancora molto conveniente. Un operaio specializzato costa al massimo 350 euro al mese. Circa l'80% della produzione totale va verso l'estero, per un valore di oltre un miliardo e 600 milioni di dollari. La bilancia commerciale per il tessile vede un surplus di 311 milioni di euro, dovuta principalmente alle esportazioni di materie prime . Nell'Unione Europa, l'Italia rimane il secondo mercato di sbocco con un ammontare degli scambi commerciali per 308 milioni di euro, ma non si può escludere che si tratti soprattutto di prodotti lavorati da industrie italiane che hanno stabilimenti in loco. (Inform)