INFORM - N. 179 - 26 settembre 2006


ASSOCAMERESTERO

Tessile: aumenta l’import dalla Bulgaria. E crescono le aziende italiane che aprono stabilimenti nel Paese

 

ROMA - La Bulgaria è la nuova frontiera per il tessile, non solo italiano.  L'abbigliamento è la prima voce del nostro import da quel Paese, con una  crescita nei primi quattro mesi del 2006, rispetto allo stesso periodo del  2005, dell'11%. Il nostro export di macchinari per il tessile,  l'abbigliamento e il cuoio è cresciuto del 71%, raggiungendo la quota di 9  milioni e 390 mila euro. E sono sempre di più le imprese italiane che  decidono di aprire stabilimenti in Bulgaria. Oramai sono almeno 25 le  nostre aziende del settore presenti nel Paese. Assocamerestero riferisce che secondo uno studio della  Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, nonostante l'indebolimento del  dollaro e il rialzo dei costi produttivi, il settore del tessile e  dell'abbigliamento è riuscito a mantenere alti livelli di produzione. Ad oggi vi lavorano oltre 177 mila addetti.

D'altronde produrre in Bulgaria è ancora molto conveniente. Un operaio  specializzato costa al massimo 350 euro al mese. Circa l'80% della  produzione totale va verso l'estero, per un valore di oltre un miliardo e  600 milioni di dollari. La bilancia commerciale per il tessile vede un  surplus di 311 milioni di euro, dovuta principalmente alle esportazioni di  materie prime . Nell'Unione Europa, l'Italia rimane il secondo mercato di  sbocco con un ammontare degli scambi commerciali per 308 milioni di euro,  ma non si può escludere che si tratti soprattutto di prodotti lavorati da  industrie italiane che hanno stabilimenti in loco. (Inform)


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