RAI
INTERNATIONAL
Carlo Consiglio (CGIE) contrario
all’eventuale accorpamento a RaiNews24
TORONTO - Durante l'ultima conferenza su RAI International
del 24 luglio scorso è emerso che l'attuale maggioranza italiana avrebbe un
progetto molto specifico sul futuro di RAI International. Se le indiscrezioni
dovessero essere fondate, il futuro di noi italiani all'estero è nero che più
nero non si può, nemmeno con il carbone.
Si parla infatti di un accorpamento a RAINEWS24, la rete
che è già costata tanto agli italiani all'estero. Infatti RAINEWS24 fu inventata
alcuni anni fa quando l'ex Direttore Morrione, uomo di sinistra che più sinistra
non si può, lasciò la direzione di RAI International portando con se diverse
decine di miliardi che
A taglio di fondi non poteva non corrispondere una gestione
in economia di RAI International con il risultato di quella schifezza di programmazione
che siamo costretti a subirci.
Se oggi siamo a questo livello, figuriamoci cosa succederà
dopo. RAINEWS24 continuerà a fagocitare miliardi aumentando quello che oggi
spende; saremo costretti a subire un increscioso aumento della faziosità di
sinistra, stante la circostanza che la redazione di RAINEWS24 è la più rossa
che più rossa non si può della RAI; la programmazione di tutto quanto non è
informazione scadrà ancora di più; l'informazione, in considerazione della redazione
più rossa che più rossa non si può sarà unilaterale e non certo equilibrata
e corretta.
Sì ma ci diranno che in questo modo si potrà fare informazione
di ritorno. Certo ma su una rete RAI che è sul digitale, che sull'analogico
va solo dalle tre di notte alle 6 di mattina, e che quindi nessuno vede.
Non è questa l'informazione di ritorno che noi vogliamo.
Noi vogliamo che servizi che ci riguardano vadano sulle edizioni regionali del
TG3; vogliamo che gli italiani all'estero siano presenti nelle trasmissioni
del mattino di RAI 1 e 2 con apposite finestre se non quotidiane, almeno settimanali;
vogliamo che nelle trasmissioni di intrattenimento si faccia riferimento alle
potenzialità per l'Italia del patrimonio che rappresentiamo. E potrei continuare
per ore.
Mi auguro sinceramente che il progetto, che è sintomatico
anche del fatto che i partiti di sinistra hanno più a cuore gli interessi propri
che quelli degli italiani all'estero, si arresti. Non vorrei che tra qualche
tempo noi italiani all'estero dovremmo essere costretti a dirci: si stava meglio
quando si stava peggio. (Carlo Consiglio*-Inform)
* Consigliere CGIE in rappresentanza del CTIM.