INFORM - N. 178 - 25 settembre 2006


RAI INTERNATIONAL

Carlo Consiglio (CGIE) contrario

 all’eventuale accorpamento a RaiNews24

 

TORONTO - Durante l'ultima conferenza su RAI International del 24 luglio scorso è emerso che l'attuale maggioranza italiana avrebbe un progetto molto specifico sul futuro di RAI International. Se le indiscrezioni dovessero essere fondate, il futuro di noi italiani all'estero è nero che più nero non si può, nemmeno con il carbone.

Si parla infatti di un accorpamento a RAINEWS24, la rete che è già costata tanto agli italiani all'estero. Infatti RAINEWS24 fu inventata alcuni anni fa quando l'ex Direttore Morrione, uomo di sinistra che più sinistra non si può, lasciò la direzione di RAI International portando con se diverse decine di miliardi che la Presidenza del Consiglio paga per gli italiani all'estero.

A taglio di fondi non poteva non corrispondere una gestione in economia di RAI International con il risultato di quella schifezza di programmazione che siamo costretti a subirci.

Se oggi siamo a questo livello, figuriamoci cosa succederà dopo. RAINEWS24 continuerà a fagocitare miliardi aumentando quello che oggi spende; saremo costretti a subire un increscioso aumento della faziosità di sinistra, stante la circostanza che la redazione di RAINEWS24 è la più rossa che più rossa non si può della RAI; la programmazione di tutto quanto non è informazione scadrà ancora di più; l'informazione, in considerazione della  redazione più rossa che più rossa non si può sarà unilaterale e non certo equilibrata e corretta.

Sì ma ci diranno che in questo modo si potrà fare informazione di ritorno. Certo ma su una rete RAI che è sul digitale, che sull'analogico va solo dalle tre di notte alle 6 di mattina, e che quindi nessuno vede.

Non è questa l'informazione di ritorno che noi vogliamo. Noi vogliamo che servizi che ci riguardano vadano sulle edizioni regionali del TG3; vogliamo che gli italiani all'estero siano presenti nelle trasmissioni del mattino di RAI 1 e 2 con apposite finestre se non quotidiane, almeno settimanali; vogliamo che nelle trasmissioni di intrattenimento si faccia riferimento alle potenzialità per l'Italia del patrimonio che rappresentiamo. E potrei continuare per ore.

Mi auguro sinceramente che il progetto, che è sintomatico anche del fatto che i partiti di sinistra hanno più a cuore gli interessi propri che quelli degli italiani all'estero, si arresti. Non vorrei che tra qualche tempo noi italiani all'estero dovremmo essere costretti a dirci: si stava meglio quando si stava peggio. (Carlo Consiglio*-Inform)

* Consigliere CGIE in rappresentanza del CTIM.


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