DIALOGO
FRA I POPOLI
Festival
“Il Lazio tra Europa e Mediterraneo”
Marrazzo: "Civiltà del dialogo sempre
più forte della barbarie dell’odio E’ tempo di impegnarsi per una stabilità
duratura”
ROMA – “In questo momento in cui l’unità dei Paesi del
Mediterraneo appare poco più che una chimera è arrivato il tempo di impegnarsi
per la creazione di una stabilità duratura”. Sono le parole del presidente della
Regione Lazio Piero Marrazzo che ha aperto i lavori del Forum Internazionale
“Il Mediterraneo alle soglie del nuovo millennio” nell’ambito del Festival “Il
Lazio tra Europa e Mediterraneo” (v. Inform n.163 del 4 settembre). A villa
Piccolomini hanno parlato i rappresentanti di diciotto Paesi bagnati dal mediterraneo.
Seduti a un unico tavolo si sono confrontati i portavoce
delle Ambasciate di Israele, Libano, Autorità nazionale palestinese, Albania,
Bosnia, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Marocco, Malta, Montenegro,
Portogallo, Principato di Monaco, Slovenia, Spagna e Turchia. Perché “il metodo
del dialogo è l’unico possibile. È un metodo difficile che però porta a grandi
risultati”, ha detto il Presidente Marrazzo. “La differenza la fa la volontà
– ha aggiunto - l’impegno di ciascuno
a guardare oltre i propri confini geografici, politici e culturali. L’Europa
non può non puntare la progetto Euromediterraneo, Bisogna ripartire da Barcellona,
che forse è stata una scelta troppo ambiziosa, che ha anticipato i tempi”. Il
Festival, che durerà fino al 14 ottobre, ha in cartellone una serie di iniziative
che prevedono mostre e convegni in tutto il territorio regionale sul tema del
dialogo culturale tra l’Europa e i Paesi del Mediterraneo.
Un’occasione di confronto multietnico non solo dal punto
di vista strettamente geografico e culturale, ma anche politico. “La civiltà
del dialogo è sempre più forte della barbarie dell’odio - ha ribadito il presidente
Marrazzo - Ogni volta che parliamo di Mediterraneo, dobbiamo però ricordare
che questo è anche un mare di tragedie e di speranze tradite. “Un mare – ha
concluso - di immigrati che hanno perso la vita mentre cercavano la salvezza.
Soprattutto a loro voglio dedicare questo festival perché questo è il mare che
vogliamo contribuire a cambiare”.(Inform)