CINEMA
Emanuele Crialese a Catania per presentare
il suo “NuovoMondo”
CATANIA - Sicilia. Inizi del Novecento. Una decisione
cambierà la vita di una famiglia intera: lasciarsi alle spalle il passato ed
iniziare una nuova vita nel Nuovo Mondo. Salvatore vende tutto: la casa, la
terra, gli animali, per portare i figli e la vecchia madre dove ci sarà più
lavoro e più pane per tutti. Salvatore è uno dei milioni di emigranti italiani
nel mondo che misero in gioco tutto. Non è un eroe, è un uomo semplice, non
va in cerca di grandi fortune né di gloria, ma è guidato da una lucida consapevolezza
che lo spinge ad affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso l'oceano
per giungere a New York agli albori del XX secolo. Un lavoro e una casa per
i suoi familiari sono il suo unico obiettivo. Salvatore è uno dei protagonisti
del film di Emanuele Crialese “NuovoMondo”, storia di un viaggio verso una terra
promessa, di un percorso iniziatico che trasforma gli uomini. “NuovoMondo” ha
vinto il Leone d'Argento- Rivelazione
alla Mostra del Cinema di Venezia, premio creato apposta per il film del regista
di origine siciliana.
La pellicola uscirà nelle sale italiane il 22 settembre
. E il 22 settembre Crialese sarà a Catania per la presentazione alla stampa
e al pubblico della sua opera. Appuntamenti al Cinema Alfieri (Via Duca degli
Abruzzi, 8) alle ore 11 e alle ore 16 all’Hotel Excelsior (Piazza G. Verga ,
39) Saranno presenti i produttore Fabrizio
Mosca, e gli attori Vincenzo Amato, Rory Quattrocchi, Francesco Casisa, Filippo
Puccillo
Emanuele Crialese, romano di origini siciliane, si è
trasferito nel 1991 negli Stati Uniti per studiare regia alla New York University
dove si è laureato nel 1995. Dopo aver girato diversi corti, ha esordito nel
lungometraggio nel 1997 con Once We Were Strangers con cui ha partecipato al
Sundance Film Festival. Nel
“La scelta di raccontare questa storia – spiega Crialese
in una intervista pubblicata da ZaBrisKIe pOInt Onlus http://www.zabriskiepoint.net - nasce
da una visita al Museo di Ellis Island. Sono rimasto colpito dagli sguardi sospesi,
catturati dall’obiettivo, dei migranti di tutto il mondo: sembrava fossero appena
sbarcati sulla Luna. Non è stata una scelta politica, né tantomeno il desiderio
di descrivere sociologicamente quegli avvenimenti. Inizialmente ho studiato
molto la documentazione storica; poi ho smesso per dedicarmi alla lettura di
centinaia di lettere, le “parole di carta” che si scrivevano gli immigrati.
L’uomo d’altri tempi era sempre positivo, nonostante le tragedie e la miseria,
un atteggiamento verso la vita molto diverso da quello dei giorni nostri, in
cui mi sono immedesimato. Queste persone - continua Crialese - lasciavano tutto,
terra, famiglia, affetti, nella speranza di una vita migliore. Noi italiani
siamo il popolo che è emigrato di più, nella storia: venti milioni, e non solo
in America, ma in tutto il mondo. Ovunque siamo riusciti a mantenere viva la
nostra identità, e siamo conosciuti per la nostra operosità. Non sono bravo
nel lanciare messaggi attraverso i miei film, ma domande e interrogativi. In
molti vengono nel nostro paese alla ricerca di un lavoro; non sono certo criminali,
e noi dovremmo ricordare di più il nostro passato”. Il film è stato girato a
Buenos Aires, e ogni comparsa è stata scelta personalmente dal regista, su un
campione di circa settecento persone. Sono tutti figli e nipoti di emigrati
italiani . Riguardo alla scelta di lasciare spesso parlare i protagonisti in
dialetto siciliano – con sottotitoli in italiano – Crialese spiega: “Per
me il suono e l’immagine sono la cosa più importante. I dialetti, tutti i dialetti,
hanno una carica musicale che l’italiano non possiede. Sono più carnali, più
sanguigni”. (Inform)