ITALIANI
ALL’ESTERO
Si conclude la missione
Antica Babilonia. Ma Parisi assicura: “Non voltiamo le spalle all'Iraq”. D’Alema
sul passaggio di consegne agli iracheni: “Una pietra miliare nel processo di
costruzione di un Iraq sovrano e democratico”
In Iraq e in Afghanistan perdono la vita
in incidenti stradali due militari italiani
ROMA - “Lasciamo questo territorio con il contingente
militare, ma non voltiamo le spalle all'Iraq”. Lo assicura il Ministro della
Difesa Arturo Parisi a Nassiriya per il passaggio di consegne tra i militari
italiani e le forze irachene che assumono formalmente il controllo della sicurezza
nella provincia di Dhi Qar. Con la cerimonia di oggi nella base di Camp Ur,
alla quale ha partecipato anche il Premier iracheno Nour Al Maliki, si conclude
ufficialmente la missione Antica Babilonia.
Il nostro contingente rientrerà gradualmente in Italia
fino ai primi di dicembre. Data che segnerà il ritiro completo. Fino a quel
momento i militari italiani saranno supervisori e interverranno nella provincia
di Dhi Qar su richiesta delle Forze armate e della polizia irachena. Dal 2003
fino ad oggi il nostro contingente ha addestrato 13 mila poliziotti e 1700 militari
iracheni
“Ora il traguardo è tagliato, la missione è compiuta
ed il contingente italiano completerà nel prossimo periodo tutte le operazioni
che porteranno a concludere il rientro” ha detto Parisi, ribadendo però anche
che l’impegno del nostro Paese continuerà in altri modi. “L'Italia – ha sottolineato
– non è un Paese che si ritira, è un Paese che mantiene i suoi impegni e completa
le sue missioni. E allorché l'Italia promette che resterà sino a quando le condizioni
di sicurezza non saranno pienamente ristabilite in un'area, voi sapete e dovete
sapere che potete contare sulla sua promessa quali che siano le condizioni”.
Parisi nel corso della cerimonia si è anche soffermato
sul sacrificio dei caduti italiani : sono “perdite dolorosissime” ha detto.
“La sicurezza dell'intera area è un bene prezioso, che è stato fecondato dal
sangue dei nostri due popoli” ha aggiunto il Ministro.
Proprio oggi, peraltro, un militare italiano è deceduto
per un incidente stradale in Iraq. Il caporalmaggiore Massimo Vitaliano, 26
anni, era in servizio presso la task force Alfa di Nassiriya. In forza al 19°
Reggimento guide di Salerno. Era nato a Galatone (Lecce) e quella in Iraq era
la sua settima missione all'estero: era stato, infatti, quattro volte in Kossovo,
una in Afghanistan e una in Iraq. E sempre oggi un nostro
militare è morto anche a Kabul, in Afghanistan, vittima anch’egli di
un incidente stradale. Si tratta del caporalmaggiore Giuseppe Orlando, di 28
anni di Palermo. Nell’incidente sono rimasti contusi altri due militari italiani
, il caporalmaggiore Massimo Rizzo ed il caporale Giuseppe Fontana. Tutti e
tre in forza alla 22a compagnia alpini del Reggimento di Cuneo.
Il sacrificio dei militari italiani è stato ricordato
da New York anche dal Ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “Non possiamo dimenticare
– ha detto - che il nostro contingente per conseguire tale importante risultato
ha dovuto pagare un elevato prezzo anche in termini di vite umane, da ultimo
oggi stesso a Nassiriya”.
Per quanto riguarda il passaggio di consegne in Iraq
, il capo della diplomazia italiana ha evidenziato che “l'assunzione da parte
irachena della responsabilità della sicurezza nella provincia del Dhi Qar costituisce
una pietra miliare per Governo e popolo iracheno nel processo di costruzione
di un Iraq sovrano, democratico, federale e unito”. “Tale risultato - ha aggiunto D'Alema - è stato reso
possibile anche grazie al sostegno determinante fornito dal contingente italiano
alla ricostituzione di una capacità autonoma delle autorità irachene nel campo
della sicurezza, unitamente ai numerosi progetti di ricostruzione e interventi
in campo civile a sostegno della popolazione locale”.
“Si apre oggi - ha osservato il Ministro - una fase nuova
dell'impegno italiano per la ricostruzione dell'Iraq, alla quale l'Italia intende
continuare a contribuire fattivamente nel contesto delle iniziative assunte
dalla comunità internazionale per favorire il consolidamento della democrazia
e la piena stabilizzazione del paese”. Un impegno che è stato in questi giorni
ribadito da D'Alema sia al Presidente Talebani sia al Ministro degli Esteri
Zebari in occasione degli incontri avuti a margine della 61a Assemblea generale
delle Nazioni Unite. (S.P.-Inform)