INFORM - N. 176 - 21 settembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Si conclude la missione Antica Babilonia. Ma Parisi assicura: “Non voltiamo le spalle all'Iraq”. D’Alema sul passaggio di consegne agli iracheni: “Una pietra miliare nel processo di costruzione di un Iraq sovrano e democratico”

In Iraq e in Afghanistan perdono la vita in incidenti stradali  due militari italiani

 

ROMA - “Lasciamo questo territorio con il contingente militare, ma non voltiamo le spalle all'Iraq”. Lo assicura il Ministro della Difesa Arturo Parisi a Nassiriya per il passaggio di consegne tra i militari italiani e le forze irachene che assumono formalmente il controllo della sicurezza nella provincia di Dhi Qar. Con la cerimonia di oggi nella base di Camp Ur, alla quale ha partecipato anche il Premier iracheno Nour Al Maliki, si conclude ufficialmente la missione Antica Babilonia.

Il nostro contingente rientrerà gradualmente in Italia fino ai primi di dicembre. Data che segnerà il ritiro completo. Fino a quel momento i militari italiani saranno supervisori e interverranno nella provincia di Dhi Qar su richiesta delle Forze armate e della polizia irachena. Dal 2003 fino ad oggi il nostro contingente ha addestrato 13 mila poliziotti e 1700 militari iracheni

“Ora il traguardo è tagliato, la missione è compiuta ed il contingente italiano completerà nel prossimo periodo tutte le operazioni che porteranno a concludere il rientro” ha detto Parisi, ribadendo però anche che l’impegno del nostro Paese continuerà in altri modi. “L'Italia – ha sottolineato – non è un Paese che si ritira, è un Paese che mantiene i suoi impegni e completa le sue missioni. E allorché l'Italia promette che resterà sino a quando le condizioni di sicurezza non saranno pienamente ristabilite in un'area, voi sapete e dovete sapere che potete contare sulla sua promessa quali che siano le condizioni”.

Parisi nel corso della cerimonia si è anche soffermato sul sacrificio dei caduti italiani : sono “perdite dolorosissime” ha detto. “La sicurezza dell'intera area è un bene prezioso, che è stato fecondato dal sangue dei nostri due popoli” ha aggiunto il Ministro.

Proprio oggi, peraltro, un militare italiano è deceduto per un incidente stradale in Iraq. Il caporalmaggiore Massimo Vitaliano, 26 anni, era in servizio presso la task force Alfa di Nassiriya. In forza al 19° Reggimento guide di Salerno. Era nato a Galatone (Lecce) e quella in Iraq era la sua settima missione all'estero: era stato, infatti, quattro volte in Kossovo, una in Afghanistan e una in Iraq. E sempre oggi un nostro  militare è morto anche a Kabul, in Afghanistan, vittima anch’egli di un incidente stradale. Si tratta del caporalmaggiore Giuseppe Orlando, di 28 anni di Palermo. Nell’incidente sono rimasti contusi altri due militari italiani , il caporalmaggiore Massimo Rizzo ed il caporale Giuseppe Fontana. Tutti e tre in forza alla 22a compagnia alpini del Reggimento di Cuneo.

Il sacrificio dei militari italiani è stato ricordato da New York anche dal Ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “Non possiamo dimenticare – ha detto - che il nostro contingente per conseguire tale importante risultato ha dovuto pagare un elevato prezzo anche in termini di vite umane, da ultimo oggi stesso a Nassiriya”.

Per quanto riguarda il passaggio di consegne in Iraq , il capo della diplomazia italiana ha evidenziato che “l'assunzione da parte irachena della responsabilità della sicurezza nella provincia del Dhi Qar costituisce una pietra miliare per Governo e popolo iracheno nel processo di costruzione di un Iraq sovrano, democratico, federale e unito”. “Tale  risultato - ha aggiunto D'Alema - è stato reso possibile anche grazie al sostegno determinante fornito dal contingente italiano alla ricostituzione di una capacità autonoma delle autorità irachene nel campo della sicurezza, unitamente ai numerosi progetti di ricostruzione e interventi in campo civile a sostegno della popolazione locale”.

“Si apre oggi - ha osservato il Ministro - una fase nuova dell'impegno italiano per la ricostruzione dell'Iraq, alla quale l'Italia intende continuare a contribuire fattivamente nel contesto delle iniziative assunte dalla comunità internazionale per favorire il consolidamento della democrazia e la piena stabilizzazione del paese”. Un impegno che è stato in questi giorni ribadito da D'Alema sia al Presidente Talebani sia al Ministro degli Esteri Zebari in occasione degli incontri avuti a margine della 61a Assemblea generale delle Nazioni Unite. (S.P.-Inform)


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