INFORM - N. 175 - 20 settembre 2006


POLEMICHE

Carmelo Cicala (Intercomites Usa): “Gian Luigi Ferretti non finisce di stupire...”

“Auspichiamo un organismo  sostituivo del  CGIE che sia formato da rappresentanti dei Comites esistenti, eletto e non nominato, dagli eletti”

 

WASHINGTON – Gian Luigi Ferretti non finisce di stupire, e continua a disinformare con la sua demagogia e distorsione della realtà. Forse per ignoranza, o ancor peggio,  intenzionalmente,  non essendo capace di attenersi alla discussione dei temi in questione,  ricorre ad attacchi  personali al sottoscritto, con attributi come l'ultimo "apprendisti stregoni come il Cicala". Ma io preferisco restare sul tema "futuro dei Comites/Cgie", che alimentare il dibattito favorito dal Ferretti, senza reiterare però al Ferretti  stesso che quando mi guardo allo specchio io vedo Cicala e non Ferretti.

Ed ora ai fatti: asserisce il Ferretti in un suo intervento che Cicala è stato eletto settimo in una unica lista con 119 voti, da una lista che ha raggiunto 537 voti su 8.358 elettori, e per questo si sente autorizzato a "ritenere che si sia addirittura all'emergenza democratica". Legga bene quanto segue Ferretti e poi si faccia risentire. Di liste cosiddette "uniche" negli Stati Uniti  sono state presentate nelle circoscrizioni di Houston, Miami, Newark, San Francisco e Washington D.C. cioè cinque su undici, un segnale di armonia .

Nella circoscrizione di Washington, che appena supera i 3.000  di cittadinanza italiana di tutte le età ivi residenti e non tutti maggiorenni, e che ha votato per l'elezione del proprio Comites per la prima volta, sono stati inviati 1.924 plichi agli aventi diritto al voto, di questi 633 sono risultati validi  537, ben 32,9%, suffragio più alto negli Stati Uniti, dei quali 119 preferenze, senza aver partecipato ad una campagna a carattere personale, al sottoscritto, oltre il 20%. Questi i fatti. Faccio notare pertanto che nella circoscrizione di Houston, dove sono stati inviati 3.284 plichi, hanno votato solo il 28,3% e che fra i votati, Valter Della Nebbia, ha ricevuto, come direbbe il Ferretti, solo 97 preferenze su oltre 3000 votanti.

 Susseguentemente, con procedure democratiche, io sono stato eletto presidente del Comites di Washington e di seguito Coordinatore, e che candidato dal CTIM, Valter Della Nebbia, è stato eletto al CGIE. Come vede questi sono i fatti. Personalmente Ferretti non può vantare un solo suffragio, perché nominato e non eletto, e sono queste sue esternazioni, questa demagogia senza basi che ci spinge ad aspirare ad un organismo dettato da una rappresentanza democraticamente eletta. Ferretti ha tutto il diritto alle sue opinioni ma che restano tali e non imposte a chi non le condivide.

Ed ora, per l'ennesima volta ci sia permesso reiterare che il "programma Cicala" non prevede l'abolizione del CGIE, ma una riforma basilare che deve cominciare con la riforma della legge 6 novembre 1989 n. 368, poi modificata dalla legge 18 giugno 1998, n.198, con una ulteriore riforma  che tenga presente l'ottenuto diritto di voto per i connazionali residenti all'estero e le elezioni dei propri parlamentari eletti nel collegio estero dove gli  Comites  rappresentano il primo livello elettivo a diretto contatto col l'elettorato.

Serve una riforma che permetta la formazione di un organismo di raccordo con i parlamentari eletti, e non di raccordo con il Parlamento dove i cittadini residenti all'estero hanno democraticamente eletti i loro rappresentanti. Ecco perché insistiamo, che nella forma presente, il CGIE è un organismo superfluo. Certo nessuno vuole essere mandato a casa, ma noi lottiamo per la collettività non per l'individuo. Abbiamo ringraziato e continuiamo a ringraziare, senza distinzione, tutti coloro che ci hanno portati fin qua, ma ora è tutta un'altra situazione e bisogna aggiornarsi. Offriamo suggerimenti concreti, non astrattismi che il CGIE abbia  bisogno di essere riformato, noi suggeriamo metodi. Chi ci oppone che offre? Noi auspichiamo il potenziamento dei Comites, con adeguati uffici, che siano il punto di riferimento, sia per i cittadini che per i parlamentari; un punto di riferimento che serva ad accorciare le distanze che i concittadini devono affrontare per ricevere assistenza.

Auspichiamo un organismo  sostituivo del  CGIE che sia formato da rappresentanti dei Comites esistenti, eletto e non nominato, dagli eletti. Che si chiami Comitato, Consiglio, significa poco, ma istituito specificamente per assistere gli eletti al parlamento a rappresentare efficacemente i connazionali all'estero con i loro problemi, le loro aspirazioni che possono essere palesi solo a chi ci vive giornalmente. I risultati delle ultime elezioni devono aver rassicurato che la rappresentanza dei partiti non è stata disturbata in nessun modo.

Nel CGIE della presente forma, i "nominati' lo sono, primariamente per mantenere un equilibrio "partitico". Nel caso Ferretti, AN, il partito è presente per gli Stati Uniti, da ben due su cinque, Della Nebbia e Centofanti, entrambi militanti del CTIM. I sindacati, le associazioni,  dei "nominati" al CGIE, fanno tutte riferimento a delle formazioni partitiche: ci chiediamo, con  quale beneficio per gli Italiani all'estero?

 Noi all'estero abbiamo estrema fiducia nelle persone, che nelle varie liste di partito abbiamo elette al parlamento per rappresentarci. Siamo cresciuti, non abbiamo più bisogno di esser portati per mano dai "grandi fratelli" che vivendo in Italia, per noi vivono all'estero.

E se tutto questo può essere realizzato con un taglio alle spese, cosa c'è tanto da meravigliarsi? E meglio spendere inutilmente soldi per far girare il mondo a pochi, o destinarli a creare uffici per far "viaggiare meno" i tanti connazionali che per avere una procura o certificato che sia deve fare centinaia e centinaia di chilometri, magari per sentirsi dire dopo essere arrivato, lo sportello è chiuso torni domani. La lotta continua... (Carmelo Cicala, Presidente del Comites di Washington DC, Presidente Coordinatore, Intercomites USA)

Inform

Qui di seguito la sintetica replica di Gian Luigi Ferretti a Carmelo Cicala: “Vabbè, mi arrendo. Constato che Cicala rimane della sua opinione ed io della mia. E' la democrazia, baby”. G.L.F.


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