CGIE
Nello Collevecchio : “Abolire il CGIE?
Non se ne parla”
CARACAS - “Il CGIE costa troppo, aboliamolo”. Questa
dichiarazione dell’onorevole Antonio Razzi, eletto nelle fila della Lista Di
Pietro, ha risollevato la discussione sul ruolo del Cgie, soprattutto dopo l’elezione
dei parlamentari all’estero. Razzi ha sottolineato come i tre milioni e mezzo
di euro necessari per questo organismo consultivo, quindi privo di poteri decisionali,
siano un vero e proprio spreco, ed ha suggerito di utilizzare meglio quelle
risorse, ad esempio rafforzando i Comites.
Nello Collevecchio, delegato per il Venezuela al CGIE,
intervistato telefonicamente, ha espresso una idea totalmente opposta: “Tutti
quelli che conoscono il CGIE veramente, sanno che è un’istituzione fortemente
voluta dalla collettività italiana. Adesso che abbiamo i nostri parlamentari,
ancor di più dobbiamo fare da tramite tra loro e la collettività, affinché non
diminuisca l’attenzione sui connazionali all’estero”.
Collevecchio ricorda come “se si sia arrivati al voto all’estero, è anche merito del CGIE”, ma soprattutto come siano ancora tante le battaglie che bisogna portare avanti “per la cittadinanza, per l’assistenza sociale e poi in Venezuela per il problema dei sequestri”. L’attenzione da parte dei delegati venezuelani sui sequestri è stata massima, fin dal primo semestre. “L’allora presidente del Senato Marcello Pera - ricorda Collevecchio - disse in aula in nostra presenza che gli italiani rapiti in Venezuela devono avere la stessa attenzione di quelli rapiti in Iraq, e questo fu senza dubbio un risultato importantissimo”. Eliminare il CGIE, conclude Collevecchio, equivale a privare gli italiani all’estero di una voce qualificata che può fare da pungolo affinché non si dimentichino le problematiche della collettività. (Piero Armenti - La Voce d’Italia/Inform)