INFORM - N. 175 - 20 settembre 2006


PREMI LETTERARI

Premio Popoli in Cammino: Vincono Jarmilla Ockayova e Laila Wadia con due romanzi di fantasia che raccontano la realtà dell'uomo

 

PESARO- Da tre anni il Premio Popoli in Cammino consegna tangibili riconoscimenti a scrittori migranti che raccontano in italiano la realtà del vivere insieme. La premiazione di quest’anno si è svolta a Pesaro, presso lo spazio libreria della Festa Nazionale dell’Unità dedicato a Garcia Lorca, sotto una pioggia battente che ha accompagnato l’intero evento. I riconoscimenti - ogni vincitore ha ricevuto 2.000 euro - sono stati assegnati all’autrice slovacca, che vive in Italia dal 1974, Jarmilla Ockayova, per l’opera edita dalla Cosmo Iannone " Occhio a Pinocchio", e alla scrittrice indiana Laila Wadia per il romanzo inedito "Via Ungaretti".

"Il Premio Popoli in Cammino - ha detto durante la manifestazione Graziella Falconi, vice responsabile nazionale dei Ds per la formazione politica - è stato istituito allo scopo di premiare lo sforzo d’integrazione dei migranti nel nostro Paese. Siamo soddisfatti per l’andamento del premio - ha proseguito la Falconi - che quest’anno ha visto la partecipazione di 27 autori, fra questi molti scrittori dell’America latina, albanesi slovacchi ed italiani residenti in Europa, e la presentazione di oltre 50 opere fra edite ed inedite. Una grande varietà di voci che da conto di un processo di integrazione composito e complesso su cui bisognerà riflettere evitando conclusioni affrettate". La Falconi ha inoltre evidenziato come con il passare degli anni il Premio venga arricchito dalla partecipazione di un numero crescente di case editrici, coma ad esempio la E.O., che si vanno ad affiancare a quelle specializzate che si occupano in maniera costante di migrazione come la pugliese Besa Editrice, l’Extra e la Cosmo Iannone.

E’ stata poi la volta dell’attrice Lucia Ferrati che ha letto alcuni passi delle opere segnalate dalla giuria. Fra questi ricordiamo le storie degli autori albanesi Artur Spanjolli e Ron Kubati, già vincitore della prima edizione del premio, e della poetessa e giornalista Rosanna Cristian Da Costa nativa di San Paolo del Brasile che da alcuni anni vive in Italia.

In assenza della scrittrice Jarmilla Ockayova, che non ha potuto seguire l’evento per motivi di salute, il primo premio per l’opera edita è stato consegnato a Norberto Lombardi della Cosmo Iannone Editore. Le motivazioni del riconoscimento sono state lette dalla componente della giuria e docente di letteratura comparata dell’Università di Roma Franca Sinopoli. "Nella storia di pinocchio - spiega la nota della giuria - si cela quella della condizione umana, ed è per questo che svelate le illusioni della maschera del personaggio, privati dallo sguardo indiretto della letteratura e dai sogni della favola, una volta terminata la lettura di questo nuovo Pinocchio resta tra le mani ad ognuno di noi la nuda responsabiltà della propria libertà".

L’altro riconoscimento, quello per l’opera inedita, è stato invece direttamente ritirato dalla vincitrice Laila Wadia. "Il romanzo - chiarisce la motivazione della giuria - è un ritratto vivace ed ironico di una piccola comunità di migranti proveniente da vari paesi, alle prese con il problema dell’integrazione intesa come costruzione di una rete interpersonale, di amicizia e di assunzione della difficoltà del vivere degli altri". Nel consegnare il premio alla scrittrice indiana Silvana Sanlorenzo, responsabile nazionale dei Ds per la cultura, ha sottolineato come l’agire di un Paese democratico si qualifichi nella capacità di instaurare il dialogo fra culture e nell’attenzione che pone alla soluzione dei problemi delle sue minoranze. Una realtà, quella degli immigrati, che ormai in Italia sta diventando strutturale e significativa. La Sanlorenzo ha inoltre citato una ricerca, realizzata dall’Eurisco e pubblicata dal Corriere della Sera, in cui si evidenzia come a tutt’oggi la maggioranza degli immigrati lavorino (80%) e guadagnino mediamente circa 1.100 euro al mese. Molti degli stranieri intervistati hanno inoltre un conto in banca (60%), possiedono una casa (18%) e sono proprietari di auto (55%) e cellulari (91%). Una realtà composita e radicata sul territorio, quella degli immigrati che, secondo l’esponente dei Ds, impone una riflessione sui modelli culturali che devono essere adottati, come ad esempio quello del multiculturalismo, per fronteggiare questo fenomeno sociale.

"Il mio romanzo - ci ha spiegato al termine della premiazione Laila Wadia che da 20 anni vive in Italia dove lavora come lettrice di inglese presso l’Università di Trieste - parla delle vicende di quattro famiglie di immigrati che vivono in una palazzina e sono alle prese con lo sfratto. ‘Via Ungaretti’ è una strada immaginaria di Trieste che deve il suo nome alla passione per le poesie di questo poeta dell’unico inquilino italiano del palazzo. Un anziano che all’inizio è molto ostile alla presenza di questi stranieri ma che poi, con l’aiuto della poesia e della letteratura, supera questa barriera culturale e comincia ad insegnare le poesie di Ungaretti e di Saba a una piccola indiana. Con questo libro - ha aggiunto la scrittrice - voglio semplicemente ricordare che l’integrazione è possibile. La vicenda di queste quattro donne che lottano con le loro famiglie ci insegna che bisogna lavorare molto per raggiungere un’integrazione culturale piena che permetta però di conservare anche l’identità d’origine. Nel mio libro voglio inoltre far emergere quella Trieste che si sta formando, dove gli italiani convivono insieme a famiglie albanesi, cinesi, bosniache e indiane. Una realtà che i triestini stentano a vedere ed accettare".(Goffredo Morgia- Inform)


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