INFORM - N. 173 - 18 settembre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce d’Italia” di Buenos Aires 

Franco Arena nel programma radio Italia Tricolore

 ha intervistato a sorpresa Nicola Adamo,

 vice presidente della Giunta regionale della Calabria

 

BUENOS AIRES - Da anni Franco Arena, conduttore  del programma radio Italia Tricolore, in onda in Radio Splendid la domenica mattina, ci sorprende con le sue interviste a sorpresa e con il suo stile chiaro ed incisivo. Assedia i suoi intervistati con domande chiare;  incalza , insiste,  ripete; alcuni ci cascano, altri riescono a schivare quelle poco comode. Domenica 10 settembre ha telefonato al  vicepresidente diessino della Giunta Regionale della Calabria, Nicola Adamo, accusato con la moglie Enza Bruno Bossio, esperta in informatica, di associazione a delinquere, truffa e abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta su presunta truffa ai danni dell’Unione Europea.

Premettendo che tutti sono innocenti fino a quando si dimostra il contrario, Adamo, assunto a fama internazionale grazie anche alla love story con l’ex  sindaco di Cosenza Eva Catizone, dalla cui ha avuto anche un figlio, vanta un passato di tutto rispetto, completamente trasparente.

Durante l’intervista di Arena, il vicepresidente è  riuscito a superare la sorpresa del momento: “Ma , chi Le ha dato il mio numero, come l’ha avuto?”- “Segreti del mestiere - ha risposto Franco- non posso rivelarle il nome del mia fonte” ed a cavalcare l’onda dell’improvvisa intervista sempre a suo vantaggio, riuscendoci più o meno bene, a seconda delle domande  e insistendo sulla sua innocenza e quella della consorte. All’affermazione di Arena: “La Calabria è in progresso l’ultima delle Regioni d’Europa, forse proprio a causa di una certa corruzione”, Adamo ha risposto che questa situazione si deve ai governi anteriori, che bisogna sentirsi orgogliosi di essere calabresi e che la ricetta per cambiare questa realtà esiste e, l’ha data: morale, vivere coniugando i propri interessi a quelli degli altri, mettere l’interesse collettivo prima di quello individuale. In sintesi, ha schivato il dardo, scusandosi dietro l’idea che, corruzione e  malavita organizzata in Calabria sono un pregiudizio.

Di questo ha fatto quasi una bandiera. Bravo ad evitare domande scomode ed a girarle a suo favore. “Cosa pensa degli immigrati? Bisogna dargli la cittadinanza?” , “Certo noi siamo una società multietnica” ha risposto.  “ Non sarà per il loro voto che gli volete dare la cittadinanza? Nel mondo ci sono molti emigrati italiani, molti figli di emigrati, non sarebbe meglio dare a loro una possibilità di lavoro in Italia, si salvaguarderebbe così anche l’identità italiana” ha incalzato Arena, allora il diessino, in un vero duello di prontezza di spirito, dopo aver affermato che bisogna dare agli immigrati la possibilità di vivere degnamente, saltando la prima parte della domanda, si è ricordato dei tanti parenti, fratelli e sorelle, sembravano moltissimi,  che ha in giro per il mondo e si è ricordato degli emigrati. Ha rivolto a tutti un saluto, soprattutto a quelli di Buenos Aires, ha detto che sono stati obbligati ad andarsene per le circostanze avverse ed ha promesso che presto, a spese sue, naturalmente,  perché si è sempre comportato così, sarebbe venuto a trovarci a Buenos Aires.

Un duello di acutezza veramente interessante, uno stimolo per l’intelligenza dei radio ascoltatori. (Edda Cinarelli, Voce d’Italia, Buenos Aires)

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