INFORM - N. 173 - 18 settembre 2006


QUIRINALE

Cerimonia di apertura dell'anno scolastico

Napolitano agli studenti stranieri: “Conosciamo e comprendiamo le  vostre difficoltà: anche gli italiani sono stati emigranti e hanno dovuto affrontare gli stessi ostacoli”

Il monito: “Investire nella scuola è una priorità per una paese democratico e moderno, impegnato in Europa e aperto al mondo”

 

ROMA –“Vorrei rivolgere un particolare augurio agli studenti stranieri. So che siete molti, specie in alcune città e quartieri. E so che le difficoltà da superare sono per voi spesso più grandi. Sono difficoltà che ben conosciamo e comprendiamo: anche gli italiani sono stati emigranti e hanno dovuto affrontare gli stessi ostacoli. Ebbene, per voi è ancora più importante l'impegno a conquistare un patrimonio di conoscenze che vi aiuti a sentirvi sempre più cittadini in Italia: nuovi cittadini di una comune Patria”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che oggi in Quirinale , “la casa di tutti gli italiani”, ha salutato studenti e insegnanti in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico. Alla cerimonia presente il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.

Il Capo dello Stato ha invitato i giovani ad “ad avere passione per lo studi” e ricordato che “lo studio è fondamentale per il vostro futuro”. “Lo è soprattutto – ha avvertito - per quelli tra voi con i quali la sorte è stata più avara: se non avete avuto la fortuna di nascere in una famiglia particolarmente ricca di mezzi o di cultura, la scuola può darvi una buona mano a recuperare”.“Pensate allo studio – ha incitato Napolitano - come a un dono molto importante che fate all'amico più caro: voi stessi. E' un dono che nessuno potrà mai portarvi via e che vi servirà sempre. Non si impara una volta per tutte, ma ciò che adesso apprendete a scuola vi servirà nella vita”.  .

Scuola palestra di vita. Una “palestra” che, ha ricordato Napolitano, “ha oggi ampliato i suoi confini perché accoglie tanti studenti stranieri. Sui banchi di scuola c'è sempre stato un confronto di idee, di tradizioni, di abitudini diverse. Oggi le tradizioni e le culture che si incontrano sono ancora più numerose e varie, quindi – ha sottolineato - sempre più saranno le occasioni per prepararsi a vivere insieme in uno spirito di tolleranza e di libertà nel rispetto di valori e regole condivisi”.

La scuola  ”è un bene comune” ha rimarcato Napolitano. E “sappiamo quanto grande sia questa responsabilità per i pubblici poteri e per la società”. La scuola , ha proseguito “rappresenta uno strumento di equità e di sviluppo, un luogo ideale di confronto, uno spazio aperto a tutti. Senza preferenze e discriminazioni”. Di qui il caldo invito a sentire “la presenza degli studenti stranieri come una risorsa, in un paese che ha bisogno di giovani energie ed intelligenze”.

E' questo “un impegno in più, soprattutto per gli insegnanti”, ha ricordato Napolitano. Sottolineando che il loro “è un lavoro delicato e difficile, che deve esser maggiormente riconosciuto e valorizzato”.

Per Napolitano “investire nella scuola è una priorità per una paese democratico e moderno, impegnato in Europa e aperto al mondo”. “L'Europa ci chiede – ha rimarcato - di accrescere l'efficienza dei sistemi scolastici, con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze e di elevare la competitività della nostra economia”. “Certo, non basta la scuola per contrastare le disuguaglianze di origine familiare e territoriale, ma la scuola è il primo luogo dove le si possono combattere. Voi insegnanti siete in prima linea in questa battaglia” ha detto Napolitano. Che in conclusione dell’intervento ha ricordato i valori della pace: “Vorrei raccogliere, insieme a tutti voi, il grido di dolore e l'appello di pace che una giovane studentessa libanese mi ha rivolto qualche giorno fa in terra di Puglia – ha detto Napolitano -  La pace è un valore che è nel cuore di tutti. Costruire la pace nella giustizia è un dovere e un impegno a cui non possiamo sottrarci”.(Inform)


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