QUIRINALE
Cerimonia
di apertura dell'anno scolastico
Napolitano agli studenti stranieri: “Conosciamo
e comprendiamo le vostre difficoltà:
anche gli italiani sono stati emigranti e hanno dovuto affrontare gli stessi
ostacoli”
Il monito: “Investire nella scuola è una
priorità per una paese democratico e moderno, impegnato in Europa e aperto al
mondo”
ROMA
–“Vorrei rivolgere un particolare augurio agli studenti stranieri. So che siete
molti, specie in alcune città e quartieri. E so che le difficoltà da superare
sono per voi spesso più grandi. Sono difficoltà che ben conosciamo e comprendiamo:
anche gli italiani sono stati emigranti e hanno dovuto affrontare gli stessi
ostacoli. Ebbene, per voi è ancora più importante l'impegno a conquistare un
patrimonio di conoscenze che vi aiuti a sentirvi sempre più cittadini in Italia:
nuovi cittadini di una comune Patria”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano che oggi in Quirinale , “la casa di tutti gli italiani”, ha salutato
studenti e insegnanti in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico.
Alla cerimonia presente il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.
Il
Capo dello Stato ha invitato i giovani ad “ad avere passione per lo studi” e
ricordato che “lo studio è fondamentale per il vostro futuro”. “Lo è soprattutto
– ha avvertito - per quelli tra voi con i quali la sorte è stata più avara:
se non avete avuto la fortuna di nascere in una famiglia particolarmente ricca
di mezzi o di cultura, la scuola può darvi una buona mano a recuperare”.“Pensate
allo studio – ha incitato Napolitano - come a un dono molto importante che fate
all'amico più caro: voi stessi. E' un dono che nessuno potrà mai portarvi via
e che vi servirà sempre. Non si impara una volta per tutte, ma ciò che adesso
apprendete a scuola vi servirà nella vita”. .
Scuola
palestra di vita. Una “palestra” che, ha ricordato Napolitano, “ha oggi ampliato
i suoi confini perché accoglie tanti studenti stranieri. Sui banchi di scuola
c'è sempre stato un confronto di idee, di tradizioni, di abitudini diverse.
Oggi le tradizioni e le culture che si incontrano sono ancora più numerose e
varie, quindi – ha sottolineato - sempre più saranno le occasioni per prepararsi
a vivere insieme in uno spirito di tolleranza e di libertà nel rispetto di valori
e regole condivisi”.
La
scuola ”è un bene comune” ha rimarcato
Napolitano. E “sappiamo quanto grande sia questa responsabilità per i pubblici
poteri e per la società”. La scuola , ha proseguito “rappresenta uno strumento
di equità e di sviluppo, un luogo ideale di confronto, uno spazio aperto a tutti.
Senza preferenze e discriminazioni”. Di qui il caldo invito a sentire “la presenza
degli studenti stranieri come una risorsa, in un paese che ha bisogno di giovani
energie ed intelligenze”.
E'
questo “un impegno in più, soprattutto per gli insegnanti”, ha ricordato Napolitano.
Sottolineando che il loro “è un lavoro delicato e difficile, che deve esser
maggiormente riconosciuto e valorizzato”.
Per
Napolitano “investire nella scuola è una priorità per una paese democratico
e moderno, impegnato in Europa e aperto al mondo”. “L'Europa ci chiede – ha
rimarcato - di accrescere l'efficienza dei sistemi scolastici, con l'obiettivo
di ridurre le disuguaglianze e di elevare la competitività della nostra economia”.
“Certo, non basta la scuola per contrastare le disuguaglianze di origine familiare
e territoriale, ma la scuola è il primo luogo dove le si possono combattere.
Voi insegnanti siete in prima linea in questa battaglia” ha detto Napolitano.
Che in conclusione dell’intervento ha ricordato i valori della pace: “Vorrei
raccogliere, insieme a tutti voi, il grido di dolore e l'appello di pace che
una giovane studentessa libanese mi ha rivolto qualche giorno fa in terra di
Puglia – ha detto Napolitano - La pace è un valore che è nel cuore di tutti.
Costruire la pace nella giustizia è un dovere e un impegno a cui non possiamo
sottrarci”.(Inform)