INFORM - N. 173 - 18 settembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Vancouver's Society of Italians/

Il terzo volume di storia comunitaria a cura di Ray Culos

 

VANCOUVER - Esce in questi giorni il terzo volume di Vancouver's Society of Italians di Ray Culos. Fa seguito ai volumi primo e secondo, pubblicati rispettivamente, sotto lo stesso titolo, nel 1998 e nel 2002. Stesso formato, stessa elegante rilegatura. Impeccabili impaginazione e stampa, a cura questa volta della Cusmano Communications di Montreal. Sono oltre duecento pagine di cronaca e documentazione riguardanti soprattutto la più visibile istituzione italiana di Vancouver: il Centro culturale italiano. Alla vigilia del trentesimo anno dalla sua fondazione (il 29mo anniversario è stato celebrato questo 15 settembre) la realtà, le attività e gli interrogativi sul futuro del Centro vengono esplorati e descritti da Ray Culos in dieci capitoli e 40 profili di personaggi, il tutto arricchito da centinaia di fotografie.

L'autore, a ragione ritenuto lo storico della locale comunità italiana, è un italocanadese di origine friulano-molisana. E' personaggio ben noto non solo per l'apporto di professionalità dimostrato in oltre un trentennio di lavoro con Pacific Press e Southam Newspaper Group, ma per il costante impegno di volontariato in ambito comunitario. E la dimostrazione più lampante ne è la scrupolosa documentazione raccolta nei tre volumi da lui curati: un secolo di storia da quanto suo nonno, Pietro Culos, arrivò a Vancouver da San Giovanni di Casarsa. Cento anni di ben radicate e consolidate radici in terra canadese, mantenendo i fondamentali valori della famiglia, dell'onestà, della laboriosità, del rispetto del prossimo.

Nel primo volume di Vancouver's Society of Italians erano documentati la nascita e lo sviluppo - dall'inizio del secolo scorso e fino al 1966 - delle associazioni di mutuo soccorso fondate dai pionieri. Il secondo volume prendeva in esame la continuità e i mutamenti della presenza italiana dopo l'arrivo della seconda grande ondata immigratoria, con la nascita del Centro e le sue dinamiche. Il filo conduttore di questo terzo volume appare essere una sorta di interrogativo: quale il futuro del nostro Centro comunitario? come e quale, dopo anni di presenza e di impegno, di speranze e delusioni, di attese e realizzazioni? quale e come il futuro di fronte alla quasi totale assenza delle più giovani generazioni?... Il libro costituisce perciò un esame di coscienza e nello stesso tempo dovrebbe essere di stimolo per gli onesti e i volonterosi ad inventare e percorrere nuove e feconde vie di apertura, senza con ciò rinnegare il passato, cioè la storia sulla quale si basa il presente che è naturale fondamento del futuro.

Come per i due volumi precedenti, l'anteprima della presentazione ufficiale - che avrà luogo il 19 settembre sera nella sede del Centro – è avvenuta il 5 settembre scorso al Club Femminile Italiano, quando l'autore, invitato dalla presidente Gemma Scotton, è stato a disposizione delle numerose socie per illustrare la sua opera e rispondere ad una serie di quesiti. (Anna M. Zampieri Pan-Inform)


Vai a: