ITALIANI
ALL’ESTERO
Vancouver's Society of Italians/
Il terzo volume di storia comunitaria a
cura di Ray Culos
VANCOUVER - Esce in questi giorni il terzo volume di
Vancouver's Society of Italians di Ray Culos. Fa seguito ai volumi primo e secondo,
pubblicati rispettivamente, sotto lo stesso titolo, nel 1998 e nel 2002. Stesso
formato, stessa elegante rilegatura. Impeccabili impaginazione e stampa, a cura
questa volta della Cusmano Communications di Montreal. Sono oltre duecento pagine
di cronaca e documentazione riguardanti soprattutto la più visibile istituzione
italiana di Vancouver: il Centro culturale italiano. Alla vigilia del trentesimo
anno dalla sua fondazione (il 29mo anniversario è stato celebrato questo 15
settembre) la realtà, le attività e gli interrogativi sul futuro del Centro
vengono esplorati e descritti da Ray Culos in dieci capitoli e 40 profili di
personaggi, il tutto arricchito da centinaia di fotografie.
L'autore, a ragione ritenuto lo storico della locale
comunità italiana, è un italocanadese di origine friulano-molisana. E' personaggio
ben noto non solo per l'apporto di professionalità dimostrato in oltre un trentennio
di lavoro con Pacific Press e Southam Newspaper Group, ma per il costante impegno
di volontariato in ambito comunitario. E la dimostrazione più lampante ne è
la scrupolosa documentazione raccolta nei tre volumi da lui curati: un secolo
di storia da quanto suo nonno, Pietro Culos, arrivò a Vancouver da San Giovanni
di Casarsa. Cento anni di ben radicate e consolidate radici in terra canadese,
mantenendo i fondamentali valori della famiglia, dell'onestà, della laboriosità,
del rispetto del prossimo.
Nel primo volume di Vancouver's Society of Italians erano
documentati la nascita e lo sviluppo - dall'inizio del secolo scorso e fino
al 1966 - delle associazioni di mutuo soccorso fondate dai pionieri. Il secondo
volume prendeva in esame la continuità e i mutamenti della presenza italiana
dopo l'arrivo della seconda grande ondata immigratoria, con la nascita del Centro
e le sue dinamiche. Il filo conduttore di questo terzo volume appare essere
una sorta di interrogativo: quale il futuro del nostro Centro comunitario? come
e quale, dopo anni di presenza e di impegno, di speranze e delusioni, di attese
e realizzazioni? quale e come il futuro di fronte alla quasi totale assenza
delle più giovani generazioni?... Il libro costituisce perciò un esame di coscienza
e nello stesso tempo dovrebbe essere di stimolo per gli onesti e i volonterosi
ad inventare e percorrere nuove e feconde vie di apertura, senza con ciò rinnegare
il passato, cioè la storia sulla quale si basa il presente che è naturale fondamento
del futuro.
Come per i due volumi precedenti, l'anteprima della presentazione
ufficiale - che avrà luogo il 19 settembre sera nella sede del Centro – è avvenuta
il 5 settembre scorso al Club Femminile Italiano, quando l'autore, invitato
dalla presidente Gemma Scotton, è stato a disposizione delle numerose socie
per illustrare la sua opera e rispondere ad una serie di quesiti. (Anna M. Zampieri
Pan-Inform)