PREMI
Jarmilla Ockayova e Laila Wadia le vincitrici
dell’edizione 2006 del Premio Popoli in Cammino
PESARO - Sono JarmIlla
Ockayova e Laila Wadia le vincitrici dell’edizione 2006 del Premio Popoli in
Cammino, istituito dalla Festa Nazionale de l’Unità.
La giuria, che si è riunita lo scorso lunedì 11 settembre,
dopo aver esaminato le opere dei ventisette autori in concorso, ha assegnato
alla slovacca Ockayova il premio “opera edita” per il romanzo Occhio a Pinocchio, della Cosmo Jannone Editore (2006, pp. 190).
Il primo premio “opera inedita”, invece, è andato alla
scrittrice indiana Laila Wadia per il romanzo Via Ungaretti.
La giuria ha voluto inoltre sottolineare il valore complessivo,
per qualità e quantità, delle opere in concorso, sia edite che inedite, e ringraziare
i ventisette autori che hanno partecipato a questa terza edizione del Premio.
In modo particolare
Tra gli inediti
Sul sito www.dsonline.it
sono pubblicate notizie sulle opere e sugli autori che hanno partecipato al
premio, che verrà consegnato alla Festa nazionale de l’Unità di Pesaro, il prossimo
16 settembre, presso lo spazio libreria Garcia Lorca, alle ore 20:00. Durante
la cerimonia di premiazione verranno letti brani delle opere segnalate.
Jarmilla Ockayova nata in Slovacchia, vive in Italia
dal 1974. Ockayova ha pubblicato in lingua italiana tre romanzi per l'editore
milanese Baldini & Castoldi, Verrà la vita e avrà i tuoi occhi (1995),
L'essenziale è invisibile agli occhi (1997) e Requiem per tre padri (1998), oltre ad un racconto lungo
Appuntamenti nel bosco (1998, Trieste, Edizioni EL). Molto importante
per la sua stessa immaginazione letteraria è la traduzione della raccolta delle
antiche fiabe slovacche compilata da Pavol Dobsinsky (Il re del tempo e altre
fiabe slovacche, Palermo, Sellerio, 1988).
Con questo quarto romanzo Occhio a Pinocchio (2006)
la scrittrice si cimenta con una riscrittura della favola di Collodi dal punto
di vista del suo protagonista, Pinocchio, che vivendo un vero e proprio viaggio
iniziatico traduce in prima persona la propria storia, rivelandone retroscena
sconosciuti ai lettori, abituali frequentatori del capolavoro collodiano. Nella
storia di Pinocchio si cela quella della condizione umana, ed è per questo che
svelate le illusioni della maschera del personaggio, privati dallo sguardo indiretto
della letteratura e dai sogni della favola, una volta terminata la lettura di
questo nuovo Pinocchio resta tra le mani ad ognuno di noi la nuda responsabiltà
della propria libertà.
Come gran parte degli scrittori migranti che eleggono
quale lingua letteraria quella del paese di arrivo, Ockayova appare intendere
ancora una volta l’uso dell’italiano come un modo per evitare l’autoisolamento
interiore e soprattutto come un'occasione giocata anche sul piano letterario
e finalizzata alla elaborazione di un modello culturale dell’identità basato
sulla positività della diversità.
Laila Wadia è di
origine indiana e vive a Trieste. Il
romanzo della Wadia è un vivace ritratto e ironico di una piccola comunità di
migranti da vari paesi alle prese con il problema della integrazione intesa
come costruzione di una rete interpersonale, di amicizia, di assunzione della
difficoltà del vivere degli altri. Tra questi anche un italiano che si fa ambasciatore
della poesia italiana, insegnando alla piccola indiana – la primavera della
sua vita – le poesie di Ungaretti e di Saba. (Inform)