INFORM - N. 170 - 13 settembre 2006


ASSOCIAZIONI

A Zurigo gemellaggio tra Gente Camuna e Mantovani nel Mondo

Daniele Marconcini sulle politiche per gli italiani all’estero e per l’immigrazione

 

ZURIGO - Si è svolto nei giorni scorsi in Svizzera il gemellaggio tra l’Associazione dei Mantovani nel Mondo e il Circolo Gente Camuna di Zurigo presieduto da Emilia Sina. L’iniziativa è stata accompagnata da un concerto del pianista mantovano Stefano Gueresi (autore tra l’altro di un brano dedicato a Marcinelle) grazie alla collaborazione, oltre che di Gente Camusa, del  Circolo Italiano di Rapperwil-Jonale e delle Acli Intercantonali. Il concerto, tenutosi nella prestigiosa Rittersaal dell’antico Castello sul lago di Zurigo è stato replicato presso la Missione Don Bosco sempre a Zurigo.

Hanno onorato l’evento con la loro presenza l’on. Franco Narducci segretario del CGIE, Michele Schiavone consigliere del CGIE, il presidente delle ACLI in Svizzera Ennio Carin, il presidente del Comites di Zurigo Luciano Alban, il rappresentante consolare italiano Berardino Mancini e numerosi rappresentanti dell’associazionismo lombardo e italiano in Svizzera.

Nel corso della cerimonia Emilia Sina, presidente del Circolo zurighese di Gente Camuna, ha evidenziato l’importanza di questo gemellaggio di alto valore morale che accomunerà le due associazione di volontariato lombarde per rafforzare il legame con la Regione Lombardia e l’Italia. Un impegno comune che comporterà anche un contributo partecipato alla stesura della nuova legge sui Lombardi nel mondo presentata dalla Regione all’ultima Consulta dell’Emigrazione lombarda.

Daniele Marconcini nel presentare l’attività del sodalizio virgiliano ha evidenziato come l’AMM Onlus svolga attività sia a favore degli italiani all’estero che di cooperazione internazionale e a favore della comunità latino-americana di origine italiana nella provincia di Mantova. Un impegno volto a favorire anche una valorizzazione del ruolo dell’associazionismo regionale in nome del manifesto UNAIE  per favorire un diritto di cittadinanza ai migranti con il loro riconoscimento negli statuti regionali, un diritto alla rappresentazione regionale con leggi che consentano di dare voce all’emigrazione all’estero e un diritto alla partecipazione con la valorizzazione delle Consulte regionali.

Il Presidente dell’AMM ha poi esaltato il ruolo delle Associazioni che debbono affrontare  una nuova sfida per legare all’Italia i giovani di seconda e terza generazione in un mondo globalizzato che tende ad omogeneizzare valori ed identità,offrendo oltre che diritti politici anche opportunità culturali ed economiche da parte del Sistema Italia e delle Regioni italiane, ma lamentando una carenza di strategia istituzionale che non è andata al di là dei proclami e delle buone intenzioni. Marconcini ha poi allargato il tema al rapporto tra emigrazione ed immigrazione, evidenziando che non  devono essere fomentate conflittualità e di strumentalizzazioni, relativamente a diritti e doveri, con particolare riferimento ai provvedimenti introdotti dall’attuale governo.

 “Occorre - ha detto - nel momento che si intende dare la cittadinanza agli immigrati in Italia dopo cinque anni di permanenza, tenere presente anche gli oriundi italiani all’estero in  attesa a loro volta per anni, anch’essi, della sospirata cittadinanza”. Un tema, secondo Marroncini, che deve comportare forti investimenti a favore della nostra rete consolare come auspicato da tutti i parlamentari italiani eletti all’estero. Parlamentari che debbono certamente rendere conto della loro attività ma che devono anche essere aiutati a legiferare dalle nostre comunità all’estero e dalla rete associazionistica. Secondo il Presidente dell’AMM, al diritto al voto non è seguita in questi anni un’adeguata attività legislativa a sostegno della cultura e lingua italiana e a favore dei nostri connazionali indigenti. La comunità in Svizzera, la più organizzata avendo eletto ben quattro parlamentari, ha in tal senso una grande responsabilità.

Marconcini ha proseguito affermando che “bisogna assicurare agli immigrati in Italia il diritto al voto amministrativo perché possano godere di quegli stessi diritti civili e politici per cui si sono battuti per anni, nei vari paesi, i nostri connazionali all’estero. Dal mondo dell’emigrazione inoltre si deve attingere esperienze e suggerimenti legislativi per favorire una emigrazione legale ed ordinata, ammettendo finalmente la necessità per la nostra economia e per la nostra struttura sociale e previdenziale di avere l’apporto decisivo degli immigrati”.

E’ evidente a tutti, sempre secondo Marconcini, “il fallimento nelle politiche migratorie di tutti i governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi 20 anni costretti a ben cinque sanatorie in quindici anni per regolarizzare quasi due milioni di extracomunitari irregolari.Un fallimento dovuto anche ad un’assenza di strategia europea di cui l’Italia ha pagato le maggiori conseguenze,essendo divenuto dopo gli Stati Uniti il secondo paese  per numero di immigrati”. Una responsabilità anche della comunità internazionale per aver abbandonato a se stesse vaste aree del pianeta, a cominciare dall’Africa, che spinge masse disperate di migranti verso il miraggio di un occidente ricco ed opulento. Marconcini ha concluso auspicando anche un confronto coraggioso del mondo dell’emigrazione italiana con le comunità di fede musulmana presenti in Europa, composta da ben venti milioni di persone con la cittadinanza europea. Confronto che deve essere rafforzato  per trovare comuni principi e valori universali, legati alla democrazia, ai diritti civili e al rispetto dell’uomo “da opporre alla cultura di morte e violenza del terrorismo che si vuole scatenare per alimentare uno scontro di civiltà”.

Daniele Marconcini per l’AMM ed Emilia Sina per Gente Camuna di Zurigo hanno infine annunciato una serie di iniziative comuni in Lombardia e Svizzera, aperte al contributo di tutto l’associazionismo italiano. Emilia Sina, su invito dei Mantovani nel Mondo, sarà presente alla Festa dell’Emigrazione mantovana e lombarda a Magnacavallo, in provincia di Mantova, il 10 aprile dell’anno prossimo. (Inform)


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