ASSOCIAZIONI
A Zurigo gemellaggio tra Gente Camuna e
Mantovani nel Mondo
Daniele Marconcini sulle politiche per
gli italiani all’estero e per l’immigrazione
ZURIGO - Si è svolto nei giorni scorsi in Svizzera il
gemellaggio tra l’Associazione dei Mantovani nel Mondo e il Circolo Gente Camuna
di Zurigo presieduto da Emilia Sina. L’iniziativa è stata accompagnata da un
concerto del pianista mantovano Stefano Gueresi (autore tra l’altro di un brano
dedicato a Marcinelle) grazie alla collaborazione, oltre che di Gente Camusa,
del Circolo Italiano di Rapperwil-Jonale
e delle Acli Intercantonali. Il concerto, tenutosi nella prestigiosa Rittersaal
dell’antico Castello sul lago di Zurigo è stato replicato presso
Hanno onorato l’evento con la loro presenza l’on. Franco
Narducci segretario del CGIE, Michele Schiavone consigliere del CGIE, il presidente
delle ACLI in Svizzera Ennio Carin, il presidente del Comites di Zurigo Luciano
Alban, il rappresentante consolare italiano Berardino Mancini e numerosi rappresentanti
dell’associazionismo lombardo e italiano in Svizzera.
Nel corso della cerimonia Emilia Sina, presidente del
Circolo zurighese di Gente Camuna, ha evidenziato l’importanza di questo gemellaggio
di alto valore morale che accomunerà le due associazione di volontariato lombarde
per rafforzare il legame con
Daniele Marconcini nel presentare l’attività del sodalizio
virgiliano ha evidenziato come l’AMM Onlus svolga attività sia a favore degli
italiani all’estero che di cooperazione internazionale e a favore della comunità
latino-americana di origine italiana nella provincia di Mantova. Un impegno
volto a favorire anche una valorizzazione del ruolo dell’associazionismo regionale
in nome del manifesto UNAIE per favorire un diritto di cittadinanza ai migranti
con il loro riconoscimento negli statuti regionali, un diritto alla rappresentazione
regionale con leggi che consentano di dare voce all’emigrazione all’estero e
un diritto alla partecipazione con la valorizzazione delle Consulte regionali.
Il Presidente dell’AMM ha poi esaltato il ruolo delle
Associazioni che debbono affrontare una
nuova sfida per legare all’Italia i giovani di seconda e terza generazione in
un mondo globalizzato che tende ad omogeneizzare valori ed identità,offrendo
oltre che diritti politici anche opportunità culturali ed economiche da parte
del Sistema Italia e delle Regioni italiane, ma lamentando una carenza di strategia
istituzionale che non è andata al di là dei proclami e delle buone intenzioni.
Marconcini ha poi allargato il tema al rapporto tra emigrazione ed immigrazione,
evidenziando che non devono essere fomentate
conflittualità e di strumentalizzazioni, relativamente a diritti e doveri, con
particolare riferimento ai provvedimenti introdotti dall’attuale governo.
“Occorre - ha
detto - nel momento che si intende dare la cittadinanza agli immigrati in Italia
dopo cinque anni di permanenza, tenere presente anche gli oriundi italiani all’estero
in attesa a loro volta per anni, anch’essi,
della sospirata cittadinanza”. Un tema, secondo Marroncini, che deve comportare
forti investimenti a favore della nostra rete consolare come auspicato da tutti
i parlamentari italiani eletti all’estero. Parlamentari che debbono certamente
rendere conto della loro attività ma che devono anche essere aiutati a legiferare
dalle nostre comunità all’estero e dalla rete associazionistica. Secondo il
Presidente dell’AMM, al diritto al voto non è seguita in questi anni un’adeguata
attività legislativa a sostegno della cultura e lingua italiana e a favore dei
nostri connazionali indigenti. La comunità in Svizzera, la più organizzata avendo
eletto ben quattro parlamentari, ha in tal senso una grande responsabilità.
Marconcini ha proseguito affermando che “bisogna assicurare
agli immigrati in Italia il diritto al voto amministrativo perché possano godere
di quegli stessi diritti civili e politici per cui si sono battuti per anni,
nei vari paesi, i nostri connazionali all’estero. Dal mondo dell’emigrazione
inoltre si deve attingere esperienze e suggerimenti legislativi per favorire
una emigrazione legale ed ordinata, ammettendo finalmente la necessità per la
nostra economia e per la nostra struttura sociale e previdenziale di avere l’apporto
decisivo degli immigrati”.
E’ evidente a tutti, sempre secondo Marconcini, “il fallimento
nelle politiche migratorie di tutti i governi nazionali che si sono succeduti
negli ultimi 20 anni costretti a ben cinque sanatorie in quindici anni per regolarizzare
quasi due milioni di extracomunitari irregolari.Un fallimento dovuto anche ad
un’assenza di strategia europea di cui l’Italia ha pagato le maggiori conseguenze,essendo
divenuto dopo gli Stati Uniti il secondo paese
per numero di immigrati”. Una responsabilità anche della comunità internazionale
per aver abbandonato a se stesse vaste aree del pianeta, a cominciare dall’Africa,
che spinge masse disperate di migranti verso il miraggio di un occidente ricco
ed opulento. Marconcini ha concluso auspicando anche un confronto coraggioso
del mondo dell’emigrazione italiana con le comunità di fede musulmana presenti
in Europa, composta da ben venti milioni di persone con la cittadinanza europea.
Confronto che deve essere rafforzato per
trovare comuni principi e valori universali, legati alla democrazia, ai diritti
civili e al rispetto dell’uomo “da opporre alla cultura di morte e violenza
del terrorismo che si vuole scatenare per alimentare uno scontro di civiltà”.
Daniele Marconcini per l’AMM ed Emilia Sina per Gente
Camuna di Zurigo hanno infine annunciato una serie di iniziative comuni in Lombardia
e Svizzera, aperte al contributo di tutto l’associazionismo italiano. Emilia
Sina, su invito dei Mantovani nel Mondo, sarà presente alla Festa dell’Emigrazione
mantovana e lombarda a Magnacavallo, in provincia di Mantova, il 10 aprile dell’anno
prossimo. (Inform)