STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” del 13 settembre l’editoriale
del direttore Marco Basti
Sarà giunto davvero il tempo delle risposte?
BUENOS AIRES - “Abbiamo ascoltato per decenni le problematiche
dei nostri connazionali all’estero e ora è giunto il tempo delle risposte”.
Queste le parole dette da Franco Danieli Vice ministro agli Esteri con delega
per gli Italiani nel mondo, cioè il “nostro” vice ministro, domenica scorsa
in Toscana durante
Inoltre il Vice ministro ha parlato degli “inaccettabili
tempi di attesa” che si registrano nell’America meridionale per il riconoscimento
della cittadinanza ai discendenti degli italiani emigrati, facendo notare inoltre
che ci vuole anche una azione perché siano migliorate le condizioni dei Paesi
della regione, in modo che non ci siano le crisi ricorrenti che portano tanti
discendenti a cercare nel passaporto italiano, la chiave per entrare in altri
Paesi dell’Ue o negli Stati Uniti. In altre parole, che chi chiede il passaporto,
lo faccia veramente perché sente il legame con la terra
degli avi e non perché non ha altra scelta
per salvarsi dalla
realtà della crisi che periodicamente attanaglia i Paesi della regione.
Altra definizione importante di Danieli, quella che sostiene
che per risolvere alcuni degli annosi problemi delle nostre comunità, sono necessarie
consistenti risorse economiche, ma che le soluzioni per altri, si trovano
anche a costi molto contenuti o vicini allo zero.
Altri temi d’interesse sui quali ha parlato Danieli,
riguardano la rete consolare, la legge sul voto, il voto per l’elezione di rappresentanti
dall’estero nei Consigli regionali e l’azione delle Regioni nei confronti dei
corregionali all’estero, la vitalità e il futuro delle Associazioni, la diffusione
della cultura italiana ed altri ancora.
Come è stato sottolineato a suo tempo, quando al sen.
Danieli è stata affidata la delega per gli italiani all’estero, si tratta di
una persona che oltre ad aver fatto anche egli personalmente la esperienza dell’emigrazione,
è un conoscitore delle nostre problematiche, per cui è chiaro che sa che esse
sono note, conosciute, analizzate e attendono - da anni - solo una risposta.
A questo punto però si pone fatalmente la domanda su cosa significa “è giunto
il tempo”. E’ l’annuncio di un presente che comincia a trascorrere? Pensiamo
che non sia proprio così. Si tratta forse dell’imminenza di un nuovo tempo? Auguriamoci che sia così. In questo caso l’imminenza
e la conferma di un nuovo tempo, dovrebbero
arrivare in primo luogo dai numeri della Finanziaria.
Ma proprio stando alle porte di questo importante, fondamentale
appuntamento, è lecito avere qualche dubbio sull’imminenza del nuovo tempo.
Infatti, a leggere con attenzione la cronaca dell’intervento del Vice ministro
davanti alla platea delle Acli a Roma, a leggerla in modo completo, non si può
non tenere conto della prudenza di Danieli che, secondo il cronista ha fatto
presente che, per quanto riguarda le future iniziative del governo, il Vice
ministro ha annunciato che, in sede di
finanziaria, cercherà di difendere le posizioni acquisite. Parole che, se non
sbagliamo, vanno interpretate come l’annuncio della difesa del mantenimento
dei fondi assegnati l’anno scorso ai vari capitoli del bilancio dello Stato
che riguardano gli italiani all’estero, battendosi perché non ci siano tagli.
Un traguardo certo non eclatante, ma visti i tempi che
corrono...
Ma oltre alla Finanziaria, altri appuntamenti potrebbero
testimoniare la nascita del tempo delle risposte. Due tra essi di enorme importanza
per la nostra comunità. Uno è l’assegno
sociale, o di solidarietà, che da anni reclamano i nostri rappresentanti. C’è
un progetto di legge alla Camera presentato da una esponente dell maggioranza,
eletta all’estero, ci sono appoggi sul fondo della questione, da parte di altri
parlamentari eletti all’estero e da parte di operatori del mondo degli italiani
all’estero dei partiti dell’opposizione e in più, sembra che perfino il presidente
del Consiglio ha dichiarato che la sua approvazione non comporterebbe una grande
spesa. A questo si aggiunga che si tratta di un problema profondamente sentito
dalla nostra comunità, la più numerosa in America.
L’altro è l’inaugurazione della nuova sede consolare
d’Italia a Buenos Aires. A questo riguardo va sottolineata l’iniziativa dell’on.
Ricardo Merlo che ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al
governo per conoscere i motivi per i quali, pur essendo conclusi già da parecchio
i lavori di adeguamento dell’edificio di via Reconquista, non è stato ancora
deciso il trasferimento alla nuova sede. L’on. Merlo, ha accompagnato la sua
richiesta con copie degli articoli pubblicati dal nostro giornale. Ebbene, questo
caso sembra uno di quelli che il ministro ha definito come problemi che trovano
una soluzione a costi molto contenuti o vicini allo zero, dato che i lavori
sono conclusi. Perché continuare ad aspettare con tutte le sequele negative
di questo costante rinvio?
Tre esempi, tre traguardi, tre occasioni per dimostrare
che effettivamente si potrebbe già iniziare un tempo nuovo nei rapporti tra
l’Italia e gli italiani residenti all’estero. Se queste occasioni fossero sciupate,
mal si potrebbe parlare di tempo delle risposte.
A meno che le risposte siano solo negative. (Marco Basti-Tribuna
Italiana/Inform)
(marcobasti@tribunaitaliana.com.ar)