INFORM - N. 170 - 13 settembre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” del 13 settembre  l’editoriale del direttore Marco Basti

Sarà giunto davvero il tempo delle risposte?

 

BUENOS AIRES - “Abbiamo ascoltato per decenni le problematiche dei nostri connazionali all’estero e ora è giunto il tempo delle risposte”. Queste le parole dette da Franco Danieli Vice ministro agli Esteri con delega per gli Italiani nel mondo, cioè il “nostro” vice ministro, domenica scorsa in Toscana durante la Giornata dei Toscani all’estero,  riportate dalle agenzie. Sono di notevole interesse queste e le altre dichiarazioni del sen. Danieli, che riportiamo qui a fianco e che continuano a pagina 7. Oltre all’annuncio del nuovo tempo - ma sarà giunto davvero? - il sen. Danieli ha parlato di un aumento da inserire nella Finanziaria, più simbolico che sostanziale, da 13 a 14 milioni di euro per l’assistenza diretta ai connazionali bisognosi che risiedono all’estero che, se sarà approvato, segnerà anche un cambio nella tendenza decrescente che registrava tale capitolo negli ultimi due anni.

Inoltre il Vice ministro ha parlato degli “inaccettabili tempi di attesa” che si registrano nell’America meridionale per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti degli italiani emigrati, facendo notare inoltre che ci vuole anche una azione perché siano migliorate le condizioni dei Paesi della regione, in modo che non ci siano le crisi ricorrenti che portano tanti discendenti a cercare nel passaporto italiano, la chiave per entrare in altri Paesi dell’Ue o negli Stati Uniti. In altre parole, che chi chiede il passaporto, lo faccia veramente perché sente il legame con la terra  degli avi e non perché non ha  altra  scelta  per  salvarsi  dalla realtà della crisi che periodicamente attanaglia i Paesi della regione.

Altra definizione importante di Danieli, quella che sostiene che per risolvere alcuni degli annosi problemi delle nostre comunità, sono necessarie  consistenti risorse economiche, ma che le soluzioni per altri, si trovano anche a costi molto contenuti o vicini allo zero.

Altri temi d’interesse sui quali ha parlato Danieli, riguardano la rete consolare, la legge sul voto, il voto per l’elezione di rappresentanti dall’estero nei Consigli regionali e l’azione delle Regioni nei confronti dei corregionali all’estero, la vitalità e il futuro delle Associazioni, la diffusione della cultura italiana ed altri ancora.

Come è stato sottolineato a suo tempo, quando al sen. Danieli è stata affidata la delega per gli italiani all’estero, si tratta di una persona che oltre ad aver fatto anche egli personalmente la esperienza dell’emigrazione, è un conoscitore delle nostre problematiche, per cui è chiaro che sa che esse sono note, conosciute, analizzate e attendono - da anni - solo una risposta. A questo punto però si pone fatalmente la domanda su cosa significa “è giunto il tempo”. E’ l’annuncio di un presente che comincia a trascorrere? Pensiamo che non sia proprio così. Si tratta forse dell’imminenza di un nuovo tempo?  Auguriamoci che sia così. In questo caso l’imminenza e la conferma di un  nuovo tempo, dovrebbero arrivare in primo luogo dai numeri della Finanziaria.

Ma proprio stando alle porte di questo importante, fondamentale appuntamento, è lecito avere qualche dubbio sull’imminenza del nuovo tempo. Infatti, a leggere con attenzione la cronaca dell’intervento del Vice ministro davanti alla platea delle Acli a Roma, a leggerla in modo completo, non si può non tenere conto della prudenza di Danieli che, secondo il cronista ha fatto presente che, per quanto riguarda le future iniziative del governo, il Vice ministro ha  annunciato che, in sede di finanziaria, cercherà di difendere le posizioni acquisite. Parole che, se non sbagliamo, vanno interpretate come l’annuncio della difesa del mantenimento dei fondi assegnati l’anno scorso ai vari capitoli del bilancio dello Stato che riguardano gli italiani all’estero, battendosi perché non ci siano tagli.

Un traguardo certo non eclatante, ma visti i tempi che corrono...

Ma oltre alla Finanziaria, altri appuntamenti potrebbero testimoniare la nascita del tempo delle risposte. Due tra essi di enorme importanza per la nostra comunità.  Uno è l’assegno sociale, o di solidarietà, che da anni reclamano i nostri rappresentanti. C’è un progetto di legge alla Camera presentato da una esponente dell maggioranza, eletta all’estero, ci sono appoggi sul fondo della questione, da parte di altri parlamentari eletti all’estero e da parte di operatori del mondo degli italiani all’estero dei partiti dell’opposizione e in più, sembra che perfino il presidente del Consiglio ha dichiarato che la sua approvazione non comporterebbe una grande spesa. A questo si aggiunga che si tratta di un problema profondamente sentito dalla nostra comunità,  la più numerosa in America.

L’altro è l’inaugurazione della nuova sede consolare d’Italia a Buenos Aires. A questo riguardo va sottolineata l’iniziativa dell’on. Ricardo Merlo che ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al governo per conoscere i motivi per i quali, pur essendo conclusi già da parecchio i lavori di adeguamento dell’edificio di via Reconquista, non è stato ancora deciso il trasferimento alla nuova sede. L’on. Merlo, ha accompagnato la sua richiesta con copie degli articoli pubblicati dal nostro giornale. Ebbene, questo caso sembra uno di quelli che il ministro ha definito come problemi che trovano una soluzione a costi molto contenuti o vicini allo zero, dato che i lavori sono conclusi. Perché continuare ad aspettare con tutte le sequele negative di questo costante rinvio?

Tre esempi, tre traguardi, tre occasioni per dimostrare che effettivamente si potrebbe già iniziare un tempo nuovo nei rapporti tra l’Italia e gli italiani residenti all’estero. Se queste occasioni fossero sciupate,  mal si potrebbe parlare di tempo delle risposte.

A meno che le risposte siano solo negative. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

 (marcobasti@tribunaitaliana.com.ar)


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