UNIONE
EUROPEA
BRUXELLES - In una comunicazione adottata l’8 settembre,
“Sistemi d’istruzione
e di formazione efficienti possono avere un notevole impatto positivo sulla
nostra economia e società” ha affermato Ján Figel’, Commissario europeo per
l’istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo, “ma le disuguaglianze
nell’istruzione e nella formazione hanno consistenti costi occulti che raramente
appaiono nei sistemi di contabilità pubblica. Se dimentichiamo la dimensione
sociale dell’istruzione e della formazione, rischiamo di incorrere in seguito
in notevoli spese riparative. La presente comunicazione invita gli Stati membri
ad aumentare gli sforzi per migliorare l’efficienza e l’equità dei sistemi di
istruzione e di formazione, allo scopo di garantire che tutti i cittadini, in
particolare quelli svantaggiati, possano svolgere pienamente il loro ruolo nella
società e nell’economia.”
L’analisi della Commissione conclude che le politiche
d’istruzione e di formazione devono mirare a migliorare conoscenze, capacità
e competenze dei cittadini, in particolare di quelli più svantaggiati, e della
società in generale. Esse devono accrescere l’efficienza aumentando il livello
medio di capacità della popolazione e ridurre le disuguaglianze migliorando
le opportunità di vita dei più bisognosi e diminuendo il divario tra le persone
diversamente qualificate. Ma questi obiettivi non si escludono a vicenda. Raggiungere
una qualità elevata non significa necessariamente sacrificare opportunità, accesso,
trattamento e risultati equi per i singoli cittadini europei. La comunicazione
sottolinea quattro punti principali: 1. Gli Stati membri devono investire maggiormente
nell’istruzione preelementare. I dati di numerosi Stati membri dimostrano che
l’istruzione preelementare determina risultati migliori in termini di rendimento
e di adattamento sociale dei bambini. Essa costituisce il mezzo più efficace
per creare le basi di ulteriore apprendimento, poiché previene l’abbandono scolastico,
aumenta l’equità dei risultati ed eleva il livello generale delle capacità.
2. Gli Stati membri non devono separare gli studenti in “percorsi” educativi
diversi a un’età troppo precoce. È stato riscontrato che questa pratica esaspera
l’effetto delle origini socioeconomiche sulle prestazioni scolastiche e non
aumenta l’efficienza a lungo termine. 3. Contrariamente a quanto spesso si suppone,
i sistemi di istruzione superiore “gratuiti”, interamente finanziati dallo stato,
non garantiscono un accesso e una partecipazione equi. I sistemi finanziati
interamente dallo stato possono infatti condurre a una distribuzione inversa
dai meno abbienti ai più abbienti, poiché tutti i contribuenti, anche quelli
che non hanno fruito dell’istruzione universitaria, devono sostenere i costi
del sistema.
L’efficienza e l’equità saranno un tema prioritario in
queste attività e l’UE darà particolare rilievo allo sviluppo di una cultura
di valutazione e allo scambio di prassi migliori sulle questioni sollevate nella
presente comunicazione. (per maggiori informazioni http://ec.europa.eu/education/policies/2010/back_gen_en.html
) (Aiccre http://www.aiccre.it/ /Inform)