STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Un
articolo del senatore Nino Randazzo (Ulivo) sui quotidiani d’Australia “Il Globo”
di Melbourne e “
Il governo Prodi reggerà, l’opposizione...
meno
C’è un luogo comune, puntualissimo e quasi inevitabile,
del giornalismo politico italiano alla vigilia di ogni dibattito parlamentare
su programmi, proposte e disegni di legge di peso rilevante o natura controversa:
“Entrare in fibrillazione”. Pertanto è d’obbligo per i media in questa decisiva
fase preparatoria della legge finanziaria concentrarsi sulle “fibrillazioni”,
quelle vere e quelle presunte, del governo Prodi e dell’intera coalizione di
centrosinistra.
In realtà le vivaci discussioni ed anche le espressioni
di dissenso in seno alla maggioranza sull’aggiustamento dei conti pubblici per
il nuovo anno, in relazione alle normative europee ed al futuro di pensioni
e pensionati oltre che dell’interesse generale della società, lungi dal costituire
sintomi di debolezza e imminente sfascio della coalizione sono segni di un sistema
democratico robusto e vigoroso dove gli alleati si confrontano liberamente sui
più scottanti temi sociali del momento. E fra questi, appunto, quelli del lavoro,
del welfare, della sanità. Sono segni positivi di civile sensibilità alle esigenze
di sicurezza delle fasce di popolazione più deboli ed esposte alle variazioni
di clima economico, pur nel quadro di rigorose norme per il rilancio della produttività
nazionale e il recupero di ingenti fette di redditi sommersi e relativi contributi
fiscali evasi.
Non esiste dubbio che a conclusione, entro fine settembre-inizio
ottobre, un punto di convergenza verrà raggiunto e il Parlamento avrà di fronte
una Finanziaria 2007 dai contorni chiari, con regole moderate, tagli ragionati
e sostenibili ed obiettivi precisi. Senza caduta della maggioranza neppure in questo
delicato passaggio.
La cronaca recente dovrebbe insegnare. La maggioranza
ha retto, anche al Senato, in circostanze di estrema difficoltà nei passaggi
di questo principio di legislatura - dal Dpef alla ricerca sulle staminali,
al decreto Visco-Bersani, al rifinanziamento della missione in Afghanistan,
all’indulto ed a varie altre incisive misure di legge - quando i più avventati
esponenti del centrodestra avevano già “decretato” la fine del governo al grido
ritmato, da scolaretti indispettiti, e pappallescamente ripetuto ogni volta
in aula “A casa, a casa!”
E il governo reggerà anche all’impegnativa prova della
Finanziaria. Me lo fanno fra l’altro presentire con particolare percezione certe
scontate reazioni ad una mia recente dichiarazione in un’intervista a questo
giornale in merito a “voci” e “indiscrezioni molto consistenti” - ormai di pubblico
dominio a Roma - circa la prospettiva, o sarebbe meglio dire “ipotesi”, di un
graduale trasloco, in tempi ovviamente imprecisabili, di una decina di parlamentari
dalla Casa delle Libertà al centrosinistra. È successo in passato, tale dosato
“allargamento di maggioranza”, è normale, prevedibilissimo e quasi fisiologico
che, dopo le batoste elettorali subite dalla squadra del Cavaliere alle regionali,
alle politiche, alle comunali, al referendum costituzionale, torni a ripetersi.
Mi trova per molti versi d’accordo l’affermazione della senatrice Casellati
di Forza Italia, secondo cui “il buco dell’ozono sembra avere effetti devastanti
in Australia”. È vero, gli “effetti devastanti” ci sono stati. Sul centrodestra.
Comprensibile anche il grido del collega Trematerra dell’UDC: “
Quanto alla “indignazione” di qualche referente forzista
in Australia per la messa in dubbio dell’unità del centrodestra, ci sarebbe
da osservare che l’indignato sembra non aver saputo, letto o capito come, fino
all’insolito mutismo del Cavaliere per una ventina di giorni, dal mese di maggio
un giorno sì e un giorno no Berlusconi, Fini e Casini si siano scambiate pubblicamente
impietose vicendevoli espressioni di sfiducia. La leadership di Berlusconi rimane
il problema centrale della CdL. Lo sarà ancora maggiormente nell’immediato futuro
con la predisposizione del progetto di legge sul conflitto d’interessi e la
regolamentazione del settore televisivo. (Nino Randazzo-Il Globo-La Fiamma/Inform)