INFORM - N. 168 - 11 settembre 2006


INTERVENTI

Ricky Filosa: Il Ponte sullo Stretto, ovvero la coerenza della sinistra

Già 20 anni fa era "una priorità", ora è "un'opera inutile"

 

ROMA - La sinistra la menzogna ce l'ha nel suo DNA- scrive Ricky Filosa in un articolo apparso su “Gente d’Italia” -. Sentite, per esempio, cosa dichiarava in una intervista del 15 settembre 1985 a Panorama l'allora Presidente dell'IRI, a proposito del Ponte sullo Stretto: "il Ponte lo faremo, parola di Prodi", è un'opera di "prevalente interesse nazionale"; lo Stretto di Messina è "una barriera naturale che penalizza la Sicilia". Queste le parole  di Prodi più di vent'anni fa. Anche i suoi colleghi  non scherzano mica.  Francesco Rutelli, nel chiudere la campagna elettorale dell’Ulivo del 2001 affermò in pieno comizio a Messina "il Ponte noi lo faremo ed io mi prenoto fin da ora per essere presente alla sua inaugurazione nel 2012".

Invece, qual è stata la prima dichiarazione da parte del Ministro Bianchi? Non aveva ancora preso il suo posto, che già giurava ai giornalisti che il Ponte sullo Stretto non si sarebbe fatto mai, perchè la considerava " l’opera più inutile e dannosa che è stata progettata in Italia negli ultimi 100 anni". Perbacco! Uno per uno, i protagonisti della coalizione di centrosinistra, sono caduti come birilli e hanno seguito l'esempio di Bianchi, aggiungendo le loro voci alla sua.

Lo ha ricordato la settimana scorsa persino il Presidente di Sicilia Mondo, Mimmo Azzia, in una intervista  rilasciata a Mauro Montanari per il "Corriere d’Italia" di Francoforte: a proposito del comportamento di questa maggioranza - che maggioranza non è - ha detto: "La "parola" e la "coerenza", una volta virtù dell’uomo politico, espressione della sua immagine, del suo carisma, ma anche carta di credito indiscussa sembrano favole di altri tempi. Eppure la nostra fiducia è forte perché le cause giuste si vincono sempre. Con l’avvento dell’attuale Governo dell’Unione a guida politica Pecoraro Scanio-Diliberto, è stato posto un drastico stop alla sua costruzione suscitando stupore ed una forte reazione da parte di tutto il mondo che si aspettava dall’Italia "l’ottava meraviglia del Mondo". Sicilia Mondo non ci sta, e continuerà a farsi sentire. Azzia ha tutto il nostro appoggio e la nostra comprensione, così come tutti i siciliani nel mondo: è brutto che le promesse fatte non vengano mantenute, ancora di più in questo caso dove c'era di mezzo un'opera importantissima, di cui si parla da anni, e che finalmente pareva potesse incominciare ad essere costruita.

Insomma, con queste persone non si sa proprio da che parte va l'Italia: per fortuna, ancora non è detta l'ultima parola. Già se ne sta accorgendo anche qualcuno di loro: il senatore Sergio De Gregorio, al centro della cronaca parlamentare per essere stato eletto presidente della commissione Difesa di Palazzo Madama con i voti della Casa delle libertà, ha dichiarato di essere pronto a lasciare il partito l'Italia dei Valori. "L'annuncio l'ha dato lui stesso - si legge in una nota di agenzia - . Sergio De Gregorio si dedicherà "anima e corpo" alla realizzazione di una grande coalizione alla tedesca, dando vita ad una nuova formazione, "Italiani nel mondo", nei gruppi Misti parlamentari. Due gli obiettivi: no alla legge sul conflitto di interessi; no ai tagli alla Difesa. De Gregorio prevede un incontro con Di Pietro per "una dolorosa separazione consensuale". Praticamente, appoggerà il centrodestra in molte battaglie.  (Ricky Filosa - Gente D'Italia/Inform)


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