ITALIANI
ALL’ESTERO
Trovato l'aereo scomparso in Venezuela.
Nessun superstite
Il padre di uno dei tre italo-venezolani
dispersi accusa: ricerche inadeguate, "ci hanno lasciati soli".
CARACAS - Sono stati ritrovati i resti dell'aereo scomparso
nella zona del parco Henry Pittier, sul quale viaggiavano sei persone tra i quali i giovani italovenezolani
Franco Rotunno Diaz, Vincenzo Efrain Rotunno Oteiza e Gabriel Venturi Ariza.
E' stato il direttore della Protezione civile, Antonio Rivero, a confermare
che i relitti localizzati nel settore
A quanto affermato da Bruno Venturi, padre di uno dei dispersi, a bordo sarebbero tutti morti. E'
immediatamente partita una missione di soccorso, seriamente ostacolata però
dalla fittissima vegetazione che ricopre la zona, che per più di un mese ha
nascosto il relitto alle ricerche le quali, accusa ora il signor Venturi, sono
state gravemente carenti: "Voglio dire che questo aereo l'abbiamo trovato
noialtri - ha detto Venturi, intervistato da Globovision, - da oltre 15 giorni
il SAR (Servicio de Búsqueda y Salvamento, ndr) ci ha privato di ogni strumento,
la ricerca abbiamo dovuto farcela da soli. Non c'era volontà di ritrovare il
relitto".
Il luogo dell'impatto è stato rilevato da un elicottero
privato nel pomeriggio di sabato. La notizia è stata prontamente segnalata all'Unità
di crisi della Farnesina, incaricata dal viceministro Danieli di seguire la
vicenda. La stessa “Voce” ha seguito da vicino la lotta disperata del signor
Venturi per ritrovare l'aereo con il figlio e il nipote scomparsi. Ritenendo
insufficienti le operazioni intraprese dalle autorità venezolane, con fondi
propri – per una spesa dichiarata di 10 mila dollari al giorno - la famiglia
Venturi ha dato il via a una ricerca parallela reclutando uomini, mobilitando
macchine, arrivando a chiedere i tracciati radar satellitari al controllo aereo
Usa. Parallelamente, si rivolgeva alle autorità italiane e spagnole in Venezuela
(alcuni scomparsi avevano la doppia cittadinanza) chiedendo invii di uomini
e mezzi per coadiuvare l'attività di ricerca venezolana.
Una richiesta ritenuta, da spagnoli e italiani, impraticabile.
"I costi sarebbero stati troppo alti - ha spiegato il consigliere d'ambasciata
Alberto Pieri. - Però con il nostro intervento abbiamo fatto in modo che l'esercito
venezolano utilizzasse due elicotteri a turbina dei tre che hanno a disposizione:
di solito ne mettono a disposizione solo uno".
La famiglia Venturi arrivò a offrire una ricompensa da
200 milioni di bolivares per chi fosse riuscito a trovare l'aereo scomparso.
Ora, la ricerca è terminata. Ma la zona in cui è scomparso il Cessna con a bordo
il figlio di Venturi e gli altri - una vasta area che include Ocumare, Choroni,
Cuyagua. El Castaño,