ITALIANI
ALL’ESTERO
Un seminario sugli italiani nel mondo apre
Annunciato da Danieli lo stanziamento di
un milione di euro in più per l’assistenza diretta. Alla firma di Prodi il decreto
per i nuovi componenti del CGIE di nomina governativa
Narducci.: "Il CGIE andrà riveduto
e corretto e dovrà avere un’altra missione"
Olivero; "Dobbiamo far capire che
esiste anche una società civile all’interno delle nostre comunità all’estero"
ROMA -
L’importanza del primo voto politico all’estero è stata
sottolineata anche da Giovanni Bianchi, ex deputato della Margherita e Presidente
dei Circoli Dossetti, che ha ricordato come a tutt’oggi in Parlamento si stia
giocando una partita difficile sul fronte della cittadinanza. Una sfida di estrema
complessità che interessa gli immigrati e tanti oriundi all’estero. "Il
mondo dell’associazionismo - ha detto sottolineando l’esigenza di far fronte
alle nuove richieste delle giovani generazioni - deve rimettersi in gioco e
interrogarsi sul suo ruolo". Bianchi ha inoltre auspicato una rivalutazione,
da parte delle grandi associazioni, del rapporto con le regioni italiane che
operano all’estero.
"Sarebbe un grave errore - ha affermato il Segretario
Generale del Cgie Franco Narducci ricordando il ruolo centrale svolto negli
ultimi 15 anni dal Cgie - pensare a forme future di rappresentanza che non contemplino
il Consiglio Generale. In ogni caso il Cgie andrà riveduto e corretto. Non potrà
più essere quello che è stato nella sua forma, nella composizione e nella finalità.
Dovrà avere un'altra missione". In questo contesto, secondo Narducci, il
nuovo Cgie non potrà comunque fare a meno di quell’associazionismo e di quella
società civile che dà forza ai Comites e che rappresenta uno stimolo critico
per i parlamentari eletti all’estero. Dal Segretario Generale sono inoltre state
chieste più risorse finanziarie, umane e telematiche per il rilancio della rete
consolare. Narducci ha annunciato la ripresa in ottobre dei lavori del Cgie
- l’esecutivo sta per varare il decreto con i nomi dei nuovi consiglieri di
nomina governativa - e l’intenzione di voler richiedere, in sede di finanziaria,
almeno il mantenimento degli attuali livelli dei capitoli di spesa per gli italiani
all’estero e maggiori risorse per i Comites. "Le Acli - ha concluso Narducci
- devono continuare a sviluppare la loro azione guardando al futuro e cercando
di dare una svolta e nuovo entusiasmo al ruolo dell’associazionismo. Bisogna
partire dai valori veri dell’Italia culturale che interessano soprattutto le
generazioni più giovani".
" Al centro dell’azione di governo - ha affermato
il Vice Ministro per gli Italiani nel mondo Franco Danieli - vi è anche il rapporto
con le strutture associative nella loro diversa natura. Esse sono una realtà
importante di collegamento con gli italiani nel mondo e in qualche caso erogano
servizi coadiuvando in questo l’attività delle istituzioni statuali. Da questo
punto di vista vi è la forte determinazione a lavorare con queste realtà per
rafforzarle. E’ opportuno che oggi le associazioni portino avanti una valutazione
del loro agire rispetto alle mutate condizioni delle comunità italiane nel mondo,
che non sono più emigrazione di massa, ma realtà di cittadini insediati nei
Paesi d’accoglienza e soprattutto nuova mobilità".
Danieli, per quanto riguarda le future iniziative del
governo, ha inoltre annunciato che, in sede di finanziaria, cercherà di difendere
le posizioni acquisite. Già decisa comunque l’erogazione di un milione di euro
in più, rispetto ai 13 previsti, per l’assistenza diretta degli italiani all’estero.
Stanziati anche sei milioni di euro per un’iniziativa di aggiornamento professionale
che partirà in autunno a San Paolo, Buenos Aires e Montevideo. Varato inoltre
il piano per il fondo sociale europeo che prevede una richiesta di 60 milioni
di euro e che probabilmente riuscirà ad ottenere dall’U.E un finanziamento di
circa 40 milioni di euro.
Per quanto riguarda i consolati il Vice Ministro ha ricordato
che eventuali iniziative di razionalizzazione della rete saranno avviate solo
dopo la mappatura dell’attuale situazione. Un’analisi approfondita delle eventuali
carenze che sarà pronta entro il 15 settembre. In ogni caso è già stato avviato
il progetto di informatizzazione delle anagrafi per l’estero che consentirà
di mettere in rete e aggiornare in tempo reale i dati dei consolati, del Mae,
del Ministero dell’Interno e dei comuni italiani. Danieli, dopo aver confermato
l’imminente firma da parte di Prodi del decreto sul Cgie, ha auspicato un aumento
dell’informazione e delle voci televisive per gli italiani all’estero e il rapido
varo, dopo opportuna concertazione con tutte le parti interessate, di quattro
progetti normativi sulle istituzioni scolastiche nel mondo, sui corsi di lingua,
sui patronati e sull’associazionismo.
"Le azioni per le nostre comunità all’estero delle
Regioni - ha aggiunto Danieli che convocherà intorno ad un tavole le rappresentanze
regionali per avviare progetti condivisi sul fronte degli Istituti di Cultura
e per la realizzazione di una ‘Card’ che consentirà ai nostri connazionali di
ottenere degli sconti per il turismo di ritorno - vanno inquadrate in una comune
cornice strategica volta a fare sistema della proiezione internazionale del
nostro Paese". Il Vice Ministro ha infine auspicato un nuovo Cgie profondamente
riformato, meno autoreferenziale e più aperto verso l’esterno. Una Consiglio
Generale che potrebbe essere affiancato nella sua azione da nuovi Comites, dotati
di specifici uffici istituzionali finalizzati al supporto informativo dei parlamentari
eletti all’estero.
"Il ruolo delle Acli in ambito internazionale -
ha infine spiegato il Presidente delle Acli e della Fai Andrea Olivero - si
è venuto a rinnovare dal momento che la politica si è finalmente interessata
degli italiani nel mondo. Noi dobbiamo far capire che esiste anche una società
civile all’interno delle nostre comunità all’estero che vuole essere rappresentativa,
avere uno spazio ed ascolto. E questo perché la politica tradizionale dei partiti,
che ha portato in Parlamento anche gli italiani nel mondo, sa rappresentare
una parte di interessi, ma non tutti e quindi non esaurisce la complessità della
realtà sociale. Le Acli - ha proseguito Olivero - possono essere in questo un
soggetto dinamico e capace di venire incontro alle esigenze della gente, come
hanno fatto nei sessanta anni di presenza al fianco dei cittadini italiani nel
mondo". Il Presidente delle Acli, che ha chiesto il rafforzamento delle
forme di rappresentanza per gli italiani all’estero, ha ricordato come la cittadinanza
del futuro sia non solo un grande impegno politico e istituzionale, ma anche
una sfida culturale. Per questo motivo dal mondo associativo dovrà scaturire
una proposta "che sappia scaldare il cuore degli italiani all’estero per
una cittadinanza piena e partecipe".
Fra gli altri interventi del dibattito segnaliamo, oltre
a quello del delegato Fai dell’Argentina Alfonso Grassi, che si è lamentato
per la mancata operatività della nuova sede del consolato italiano di Buenos
Aires ed ha chiesto il varo dell’assegno sociale per i connazionali indigenti,
la riflessione del delegato della Germania Gianfranco Rizzuti che ha chiesto
di sostenere l’azione dei nostri parlamentari all’estero, sui quali pesano le
aspettative di tanti italiani nel mondo, con un fattivo potenziamento del Cgie.(Goffredo
Morgia-Inform)