INFORM - N. 166 - 7 settembre 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Un seminario sugli italiani nel mondo apre la II Assemblea della Federazione Acli Internazionali

Annunciato da Danieli lo stanziamento di un milione di euro in più per l’assistenza diretta. Alla firma di Prodi il decreto per i nuovi componenti del CGIE di nomina governativa

Narducci.: "Il CGIE andrà riveduto e corretto e dovrà avere un’altra missione"

Olivero; "Dobbiamo far capire che esiste anche una società civile all’interno delle nostre comunità all’estero"

 

ROMA - La Federazione Acli Internazionali (FAI) è oggi presente in 18 paesi e può contare su circa 25.000 iscritti. Una radicata presenza sul territorio, quella del movimento aclista, che accompagna da sempre i nostri connazionali all’estero. La seconda Assemblea congressuale della FAI si è aperta a Roma - i lavori si concludono ad Orvieto - con il seminario dal titolo "Gli italiani nel mondo: più cittadinanza, più partecipazione, più rappresentanza. Ruolo dell’associazionismo". L’incontro è stato introdotto e moderato da Roberto Volpini, coordinatore delle Acli per gli italiani nel mondo, che ha sottolineato come a tutt’oggi il nostro associazionismo all’estero, nonostante le note difficoltà di rinnovamento generazionale, possa contribuire e garantire la crescita educativa, politica e sociale dei cittadini. Michele Consiglio, responsabile delle Acli per l’emigrazione e l’immigrazione, ha ricordato come il voto dell’aprile 2006 "abbia rappresentato una svolta fondamentale per la percezione politica dell’emigrazione nel nostro Paese". Una presenza, quelle degli italiani nel mondo, che va rapidamente evolvendo sia sul fronte delle giovani generazioni, sia su quello delle nuove migrazioni. Realtà con esigenze diverse da quelle del passato che vanno comprese dalle associazioni e affrontate con politiche nuove tese a garantire i diritti culturali e quelli del lavoro. Consiglio ha inoltre segnalato il problema del progressivo invecchiamento delle nostre comunità all’estero - un quinto degli italiani nel mondo hanno più di 65 anni - e la necessità di potenziare, anche con una maggiore presenza della società civile, i Comites e il Cgie. Strutture di rappresentanza che, dopo l’elezione dei parlamentari della circoscrizione Estero, rischiano di essere scavalcate e svuotate di significato. Chiesta da Consiglio, che auspica più strumenti operativi per la Consulta Nazionale Emigrazione, anche maggiore informazione per gli italiani all’estero e l’attuazione della legge che contempla la stipula delle convenzioni fra i patronati ed il Mae.

L’importanza del primo voto politico all’estero è stata sottolineata anche da Giovanni Bianchi, ex deputato della Margherita e Presidente dei Circoli Dossetti, che ha ricordato come a tutt’oggi in Parlamento si stia giocando una partita difficile sul fronte della cittadinanza. Una sfida di estrema complessità che interessa gli immigrati e tanti oriundi all’estero. "Il mondo dell’associazionismo - ha detto sottolineando l’esigenza di far fronte alle nuove richieste delle giovani generazioni - deve rimettersi in gioco e interrogarsi sul suo ruolo". Bianchi ha inoltre auspicato una rivalutazione, da parte delle grandi associazioni, del rapporto con le regioni italiane che operano all’estero.

"Sarebbe un grave errore - ha affermato il Segretario Generale del Cgie Franco Narducci ricordando il ruolo centrale svolto negli ultimi 15 anni dal Cgie - pensare a forme future di rappresentanza che non contemplino il Consiglio Generale. In ogni caso il Cgie andrà riveduto e corretto. Non potrà più essere quello che è stato nella sua forma, nella composizione e nella finalità. Dovrà avere un'altra missione". In questo contesto, secondo Narducci, il nuovo Cgie non potrà comunque fare a meno di quell’associazionismo e di quella società civile che dà forza ai Comites e che rappresenta uno stimolo critico per i parlamentari eletti all’estero. Dal Segretario Generale sono inoltre state chieste più risorse finanziarie, umane e telematiche per il rilancio della rete consolare. Narducci ha annunciato la ripresa in ottobre dei lavori del Cgie - l’esecutivo sta per varare il decreto con i nomi dei nuovi consiglieri di nomina governativa - e l’intenzione di voler richiedere, in sede di finanziaria, almeno il mantenimento degli attuali livelli dei capitoli di spesa per gli italiani all’estero e maggiori risorse per i Comites. "Le Acli - ha concluso Narducci - devono continuare a sviluppare la loro azione guardando al futuro e cercando di dare una svolta e nuovo entusiasmo al ruolo dell’associazionismo. Bisogna partire dai valori veri dell’Italia culturale che interessano soprattutto le generazioni più giovani".

" Al centro dell’azione di governo - ha affermato il Vice Ministro per gli Italiani nel mondo Franco Danieli - vi è anche il rapporto con le strutture associative nella loro diversa natura. Esse sono una realtà importante di collegamento con gli italiani nel mondo e in qualche caso erogano servizi coadiuvando in questo l’attività delle istituzioni statuali. Da questo punto di vista vi è la forte determinazione a lavorare con queste realtà per rafforzarle. E’ opportuno che oggi le associazioni portino avanti una valutazione del loro agire rispetto alle mutate condizioni delle comunità italiane nel mondo, che non sono più emigrazione di massa, ma realtà di cittadini insediati nei Paesi d’accoglienza e soprattutto nuova mobilità".

Danieli, per quanto riguarda le future iniziative del governo, ha inoltre annunciato che, in sede di finanziaria, cercherà di difendere le posizioni acquisite. Già decisa comunque l’erogazione di un milione di euro in più, rispetto ai 13 previsti, per l’assistenza diretta degli italiani all’estero. Stanziati anche sei milioni di euro per un’iniziativa di aggiornamento professionale che partirà in autunno a San Paolo, Buenos Aires e Montevideo. Varato inoltre il piano per il fondo sociale europeo che prevede una richiesta di 60 milioni di euro e che probabilmente riuscirà ad ottenere dall’U.E un finanziamento di circa 40 milioni di euro.

Per quanto riguarda i consolati il Vice Ministro ha ricordato che eventuali iniziative di razionalizzazione della rete saranno avviate solo dopo la mappatura dell’attuale situazione. Un’analisi approfondita delle eventuali carenze che sarà pronta entro il 15 settembre. In ogni caso è già stato avviato il progetto di informatizzazione delle anagrafi per l’estero che consentirà di mettere in rete e aggiornare in tempo reale i dati dei consolati, del Mae, del Ministero dell’Interno e dei comuni italiani. Danieli, dopo aver confermato l’imminente firma da parte di Prodi del decreto sul Cgie, ha auspicato un aumento dell’informazione e delle voci televisive per gli italiani all’estero e il rapido varo, dopo opportuna concertazione con tutte le parti interessate, di quattro progetti normativi sulle istituzioni scolastiche nel mondo, sui corsi di lingua, sui patronati e sull’associazionismo.

"Le azioni per le nostre comunità all’estero delle Regioni - ha aggiunto Danieli che convocherà intorno ad un tavole le rappresentanze regionali per avviare progetti condivisi sul fronte degli Istituti di Cultura e per la realizzazione di una ‘Card’ che consentirà ai nostri connazionali di ottenere degli sconti per il turismo di ritorno - vanno inquadrate in una comune cornice strategica volta a fare sistema della proiezione internazionale del nostro Paese". Il Vice Ministro ha infine auspicato un nuovo Cgie profondamente riformato, meno autoreferenziale e più aperto verso l’esterno. Una Consiglio Generale che potrebbe essere affiancato nella sua azione da nuovi Comites, dotati di specifici uffici istituzionali finalizzati al supporto informativo dei parlamentari eletti all’estero.

"Il ruolo delle Acli in ambito internazionale - ha infine spiegato il Presidente delle Acli e della Fai Andrea Olivero - si è venuto a rinnovare dal momento che la politica si è finalmente interessata degli italiani nel mondo. Noi dobbiamo far capire che esiste anche una società civile all’interno delle nostre comunità all’estero che vuole essere rappresentativa, avere uno spazio ed ascolto. E questo perché la politica tradizionale dei partiti, che ha portato in Parlamento anche gli italiani nel mondo, sa rappresentare una parte di interessi, ma non tutti e quindi non esaurisce la complessità della realtà sociale. Le Acli - ha proseguito Olivero - possono essere in questo un soggetto dinamico e capace di venire incontro alle esigenze della gente, come hanno fatto nei sessanta anni di presenza al fianco dei cittadini italiani nel mondo". Il Presidente delle Acli, che ha chiesto il rafforzamento delle forme di rappresentanza per gli italiani all’estero, ha ricordato come la cittadinanza del futuro sia non solo un grande impegno politico e istituzionale, ma anche una sfida culturale. Per questo motivo dal mondo associativo dovrà scaturire una proposta "che sappia scaldare il cuore degli italiani all’estero per una cittadinanza piena e partecipe".

Fra gli altri interventi del dibattito segnaliamo, oltre a quello del delegato Fai dell’Argentina Alfonso Grassi, che si è lamentato per la mancata operatività della nuova sede del consolato italiano di Buenos Aires ed ha chiesto il varo dell’assegno sociale per i connazionali indigenti, la riflessione del delegato della Germania Gianfranco Rizzuti che ha chiesto di sostenere l’azione dei nostri parlamentari all’estero, sui quali pesano le aspettative di tanti italiani nel mondo, con un fattivo potenziamento del Cgie.(Goffredo Morgia-Inform)


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