INTERVENTI
Amedeo Gentile (Forza Italia) sulla missione
italiana in Libano
ROMA - Guardo le immagini dello sbarco dei nostri ragazzi
in Libano: ufficiali, sottufficiali e militari che fanno parte della missione
Leonte e non posso fare a meno di pensare che seppur con le normali differenze
dettate dal momento storico che si vive al momento di un evento, la storia ha
corsi e ricorsi e ciclicamente ritorna.
Guardo i volti impegnati e seri dei nostri militari,
pronti ad affrontare una missione tanto impegnativa quanto rischiosa come quella
di tentare di riportare la pace in quella terra splendida e martoriata come
il Libano e ritorno indietro con la memoria, quando dopo un viaggio in aereo
e nave dall’Italia, sbarcavo anche io sulle coste libanesi vicino a Beirut.
Ero un giovane ufficiale dei bersaglieri assaltatori ed ho preso parte per circa
un anno alla missione in zona di operazione a Beirut, in terra di Libano.
Nei volti dei nostri militari, nei loro occhi e nei loro gesti ho rivisto i
nostri volti, i nostri gesti, quando 25 anni fa anche noi partimmo in missione
di pace verso quelle terre lontane con un unico solo scopo: portare la pace.
Il generale Angioni fu il degno comandante della missione ITALCON, che come
l’attuale missione ONU denominata UNIFIL vede al proprio interno militari provenienti
da più nazioni.
Non possiamo però non sottolineare alcuni punti che,
dovuti evidentemente alla debolezza sulla scena internazionale dell’attuale
Governo Prodi, saltano immediatamente agli occhi: l'Italia partecipa alla spesa
Nato per circa il 7% ed alla spesa Onu per circa il 5%. Questa è la percentuale
che si sarebbe dovuta rispettare anche per i contingenti militari, quindi l’Italia
avrebbe dovuto parteciparte con circa 1000-1200 militari, come sottolineato
anche dal Presidente Berlusconi al meeting di Rimini. Ed invece l’Italia
interviene in questa missione con circa 3.000 militari, 2.500
Nonostante la nostra presenza sia la più importante e
numerosa, l’attuale governo Prodi non è riuscito neanche ad ottenere il comando
della missione UNIFIL che infatti è stato affidato ad un generale francese.
Il generale italiano Castagnetti ricopre per questa missione un ruolo certamente
importante a New York, ma con compiti di coordinamento e non di comando ed in
ogni caso l’incarico di coordinamento affidato all’Italia, non è in linea con
l’importanza che la nostra nazione ricopre in questa missione.
Grazie all’incessante lavoro del presidente Berlusconi
l’Italia aveva raggiunto un ruolo preminente e di grande rispetto nei rapporti
internazionali ed oggi a distanza di pochi mesi e con l’avvento dell’attuale
Governo è evidente come sul piano internazionale, l’importanza dell’Italia stia
già scemando.
Ma nonostante questi aspetti, siamo certi che oggi come
allora i nostri militari sapranno come sempre farsi onore e grazie all’alto
grado di preparazione svolgeranno i compiti loro assegnati con quella professionalità
e quell’umanità che li contraddistingue e che ne fa uno degli eserciti più preparati
al mondo. (Amedeo Gentile, Forza Italia/Inform)