INFORM - N. 164 - 5 settembre 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gazzetta del Sud Africa”

Caldo benvenuto all’ambasciatore Alessandro Cevese dagli italiani di Città del Capo: un amore a prima vista

 

CAPE TOWN - La prima visita ufficiale del nuovo ambasciatore d’Italia in Sud Africa, Alessandro Cevese, a Città del Capo ha aperto una nuova pagina nelle relazioni fra gli italiani di questa provincia e l’autorità diplomatica del loro paese d’origine, una pagina che sicuramente sarà di collaborazione e rispetto reciproci, sulla falsariga dell’eccellente rapporto costruito negli ultimi quattro anni dal console Alberto Vecchi. Un rapporto che può svilupparsi e consolidarsi usando come base di partenza le prime parole che l’ambasciatore ha rivolto sabato a una folta rappresentanza della comunità nel salone del Club Italiano di Rugby, nel corso dell’incontro organizzato dal Comites delle province del Capo e magistralmente condotto dal presidente Giovanni Lorenzi, che per l’occasione ha messo in campo anche i suoi figli per portare a felice compimento una delle migliori manifestazioni mai realizzate nel sodalizio.

“E’ nostro impegno – ha detto il dottor Cevese -, con il vostro aiuto, intensificare le relazioni con il Sud Africa in campo economico e culturale e nella prospettiva della Coppa del Mondo del 2010. Sono stato informato durante la riunione di poco fa con i vostri rappresentanti dei problemi che questo club dovrà affrontare fra qualche anno, alla scadenza dell’attuale contratto. Mi auguro, e rivolgo in questo senso un appello a tutti gli italiani, anche attraverso i contatti che voi tutti avete, che saremo capaci di immaginare insieme la realizzazione di qualcosa di nuovo, che dovrebbe essere, nei miei auspici, la creazione di una Casa d’Italia che ospiti, oltre al club, innanzitutto le strutture a sostegno degli anziani, la Scuola Italiana e la Dante Alighieri, la Camera di Commercio. Dobbiamo fare in modo che tutte le risorse umane disponibili nella comunità si mettano insieme, soprattutto per dare un segnale ai giovani. E’ molto importante riavvicinare i giovani alle istituzioni italiane e far sentire loro orgogliosi di essere parte di un progetto Italia non soltanto quando il capitano della squadra azzurra solleva la Coppa del Mondo. E’ importante che si sentano fieri della propria appartenenza a un’Italia che ha nel mondo un ruolo sempre più importante, come dimostra la decisione di inviare tremila soldati in Libano in una situazione difficilissima. E’ qualcosa che mi è stato riconosciuto ufficialmente in tutti gli incontri che ho avuto, a cominciare dal presidente Mbeki e dalle altre autorità. E’ qualcosa che illustra in modo significativo quello che il nostro paese è: un paese che sa dare la propria solidarietà al mondo, un paese che vuole essere d’esempio. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, di questo, voi come me, dovete essere fedeli interpreti, perché quest’immagine dell’Italia si consolidi e perché i giovani italiani possano essere sempre fieri della propria patria”.

L’incontro era cominciato con l’Inno di Mameli e con l’inno nazionale del Sud Africa, oltre che con il “Nessun dorma” di Pavarotti, mentre sullo schermo sfilavano immagini dell’Italia più bella e della vittoria ai mondiali di calcio, dopo la benedizione invocata dall’arcivescovo cattolico Henry Lawrence. Il tutto ripreso dalle telecamere della Tony Sanderson Production, che successivamente ha anche registrato un’intervista in diretta all’ambasciatore, sotto lo sguardo vigile del titolare, il quale, memore delle proprie origini italiane, portava con evidente piacere la coccarda tricolore che all’ingresso del salone era stata appuntata al petto di tutti i partecipanti.

La giornata a Cape Town dell’ambasciatore Cevese, preceduta la sera prima da una cena con personalità cittadine nella residenza del console Vecchi, era cominciata alle nove del mattino con la visita alla nuova sede della Dante Alighieri, dove aveva discusso i problemi, i successi e le prospettive dei due enti con il direttore della Scuola Italiana, professor Roberto Busetto, la presidente della Dante Alighieri, professoressa Piera Zichella, la vice presidente Elena Caputo e i consiglieri Federica Za e Luigi Nassimbeni, oltre che con il console Alberto Vecchi, che ha particolarmente a cuore la diffusione della lingua e della cultura italiane.

Si è parlato della dinamicità del nuovo direttivo presieduto da Roberta Alemagna, che ha già in cantiere diverse manifestazioni sulle quali avremo occasione di ritornare, e delle sinergie che si possono realizzare con le altre istituzioni culturali italiane attive soprattutto nel Gauteng. L’ambasciatore ha informato gli interlocutori di quanto si sta facendo a Johannesburg e soprattutto di un progetto tendente a riunire sotto lo stesso tetto la Dante e l’Istituto di Cultura, dando così vita alla Casa della Cultura Italiana.

Capitolo dolente quello degli sponsor e del supporto della comunità, in quanto sia il console che il comitato della Dante e della Scuola hanno dovuto amaramente ammettere che, a parte pochi uomini d’affari che sono sempre pronti a dare un contributo, la comunità in generale non risponde alle sollecitazioni a sfondo culturale.

Confortanti, invece, le notizie sulla diffusione della lingua italiana e sui corsi per adulti, i cui frequentatori, quasi tutti stranieri, ha rivelato il professor Busetto, sono nel 70% dei casi piccoli imprenditori o professionisti o comunque persone che fanno uso dell’italiano nel loro lavoro o a scopi culturali e turistici. Anche a livello universitario, ha aggiunto il professor Nassimbeni, l’italiano è popolare, tant’è vero che quest’anno sono stati una decina i laureati e 80 gli iscritti al primo anno, contro i 120 del dipartimento francese, che può contare su un retroterra francofono molto più vasto. Chiudendo l’incontro l’ambasciatore si è personalmente impegnato a favorire le sinergie con le istituzioni italiane del Gauteng e delle altre province sudafricane.

La seconda tappa della giornata è stata nella sede dello Scalabrini Centre in Commercial Street, a pochi passi dal Parlamento, dove hanno sede numerose attività coordinate dai missionari laici della congregazione scalabriniana, nonché la Camera di Commercio italo-sudafricana del N.E.W. Cape. Nell’ufficio di quest’ultima sono state la segretaria Giovanna Roma e la sua assistente Giordana Martin ad accogliere l’ambasciatore e a illustrargli le attività camerali, in assenza del presidente Franco Beltrame, il quale tuttavia aveva già avuto un incontro con il dottor Cevese la sera prima.

Le attività e i progetti scalabriniani sono stati invece illustrati all’ambasciatore dalla direttrice del Centro, Alessandra Santopadre, spalleggiata e sostenuta dal superiore della missione scalabriniana a Cape Town, padre Mario Tessarotto, e dal volontario Andrea Couvert, che diventerà direttore dal Centro quando Alessandra sarà trasferita in Italia per assumere la direzione generale delle attività dei laici scalabriniani. L’ambasciatore si è particolarmente interessato all’orfanotrofio inaugurato l’anno scorso per accogliere bambini senza famiglia provenienti da paesi africani travagliati da conflitti interni e ha appreso con piacere che una seconda casa per gli orfani sarà inaugurata quanto prima e avrà il nome di “Alex House”. Sulla via per Rugby il diplomatico e i suoi accompagnatori hanno fatto una breve sosta per visitare “Lawrence House”, che accoglie una ventina di orfani, alcuni dei quali passeranno alla nuova casa per fare posto ad altri bambini attualmente ospiti di un istituto non attrezzato per occuparsi di loro.

Più tardi, al Club Italiano, l’ambasciatore Cevese ha incontrato il presidente del Comites, Giovanni Lorenzi, il consigliere del Cgie, Riccardo Pinna, venuto appositamente da Johannesburg, e una folta delegazione di rappresentanti della comunità. Nell’incontro, breve ma fruttuoso, sono stati affrontati i principali problemi della collettività italiana del Capo. In particolare Pinna ha chiesto maggiore attenzione alle esigenze degli italiani del Capo, finora un po’ trascurati, mentre Karin Pickard, segretaria onoraria della Camera di Commercio, ha espresso soddisfazione per la volontà da parte italiana di contribuire attraverso l’esportazione di conoscenza a dare maggiore valore aggiunto alle esportazioni sudafricane di oro (gioielli invece di oro grezzo) e ha auspicato che lo stesso percorso venga seguito per altre materie prime esportate da questo paese.

Giovanni Lorenzi si è quindi assunto l’onere di affrontare il nodo del Club, il cui contratto scadrà fra meno di sei anni e non sarà probabilmente rinnovato, e sull’argomento si è registrato anche l’intervento della presidente del sodalizio, Patrizia Di Già, la quale ha spiegato come il comitato in carica stia lavorando sodo per accantonare risparmi che potrebbero servire per cominciare a guardare alla possibilità di trasferirsi altrove. Lorenzi ha dato atto di quanto si sta facendo ma ha rilevato anche la mancanza di una strategia di fondo, l’ambasciatore ha invitato tutti i presenti a mettere insieme le risorse di tutti gli enti comunitari in vista della possibile realizzazione di una Casa d’Italia che serva tutti i settori della collettività e Lorenzi si è personalmente impegnato a nome del Comites a elaborare una strategia di lungo termine entro la fine dell’anno. Il presidente del Circolo Anziani, Giovanni Borsero, ha chiesto  lumi sul perché la pensione debba partire in euro dall’Italia per andare in America e finalmente arrivare in dollari ai residenti in Sud Africa e gli è stato risposto che probabilmente si tratta di un’eredità del passato, destinata a scomparire quanto prima.

Riccardo Pinna ha esortato i connazionali del Capo a seguire l’esempio di quelli del Gauteng, impegnati in una vigorosa operazione di recupero di tutte le energie comunitarie attraverso una serie di interventi e manifestazioni con il motto “Uniti e Fieri”, volti a ottenere la collaborazione degli imprenditori e dei giovani. Risultato: raccolti in poco tempo oltre sei milioni di rand da investire nel Club Italiano per attirarvi la Nazionale Azzurra in vista dei mondiali del 2010.

Negli interventi conclusivi il console Vecchi ha consigliato di chiamare a raccolta tutte le forze presenti nella comunità per elaborare una strategia diretta a realizzare il progetto della Casa d’Italia, al quale egli stesso e il Comites lavorano ormai da due anni. Giovanni Lorenzi ha chiuso confermando che società italiane sarebbero disposte a investire generosamente in un’iniziativa di questo tipo, purché la comunità sia unita e ne condivida le finalità.

Nel corso della riunione l’ambasciatore Cevese ha sottolineato, fra le altre cose, l’importanza di studiare e documentare la presenza italiana in tutti i campi, e ha concluso rivelando che il principale progetto al quale dedicherà particolari attenzioni durante la sua permanenza in Sud Africa sarà quello di pubblicare un nuovo libro che, attingendo a tutte le fonti esistenti, dalle pubblicazioni agli archivi di stato, renda testimonianza della presenza italiana in questo paese dalle origini ai giorni nostri. La pubblicazione del libro, quando sarà pronto, dovrebbe coincidere con una Giornata della Cultura Italiana in Sud Africa. Un progetto al quale la nostra Gazzetta ha subito promesso adesione e appoggio. (La Gazzetta del Sud Africa/Inform)


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