STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“
Caldo benvenuto all’ambasciatore Alessandro
Cevese dagli italiani di Città del Capo: un amore a prima vista
CAPE TOWN - La prima visita ufficiale del nuovo ambasciatore
d’Italia in Sud Africa, Alessandro Cevese, a Città del Capo ha aperto una nuova
pagina nelle relazioni fra gli italiani di questa provincia e l’autorità diplomatica
del loro paese d’origine, una pagina che sicuramente sarà di collaborazione
e rispetto reciproci, sulla falsariga dell’eccellente rapporto costruito negli
ultimi quattro anni dal console Alberto Vecchi. Un rapporto che può svilupparsi
e consolidarsi usando come base di partenza le prime parole che l’ambasciatore
ha rivolto sabato a una folta rappresentanza della comunità nel salone del Club
Italiano di Rugby, nel corso dell’incontro organizzato dal Comites delle province
del Capo e magistralmente condotto dal presidente Giovanni Lorenzi, che per
l’occasione ha messo in campo anche i suoi figli per portare a felice compimento
una delle migliori manifestazioni mai realizzate nel sodalizio.
“E’ nostro impegno – ha detto il dottor Cevese -, con
il vostro aiuto, intensificare le relazioni con il Sud Africa in campo economico
e culturale e nella prospettiva della Coppa del Mondo del 2010. Sono stato informato
durante la riunione di poco fa con i vostri rappresentanti dei problemi che
questo club dovrà affrontare fra qualche anno, alla scadenza dell’attuale contratto.
Mi auguro, e rivolgo in questo senso un appello a tutti gli italiani, anche
attraverso i contatti che voi tutti avete, che saremo capaci di immaginare insieme
la realizzazione di qualcosa di nuovo, che dovrebbe essere, nei miei auspici,
la creazione di una Casa d’Italia che ospiti, oltre al club, innanzitutto le
strutture a sostegno degli anziani,
L’incontro era cominciato con l’Inno di Mameli e con
l’inno nazionale del Sud Africa, oltre che con il “Nessun dorma” di Pavarotti,
mentre sullo schermo sfilavano immagini dell’Italia più bella e della vittoria
ai mondiali di calcio, dopo la benedizione invocata dall’arcivescovo cattolico
Henry Lawrence. Il tutto ripreso dalle telecamere della Tony Sanderson Production,
che successivamente ha anche registrato un’intervista in diretta all’ambasciatore,
sotto lo sguardo vigile del titolare, il quale, memore delle proprie origini
italiane, portava con evidente piacere la coccarda tricolore che all’ingresso
del salone era stata appuntata al petto di tutti i partecipanti.
La giornata a Cape Town dell’ambasciatore Cevese, preceduta
la sera prima da una cena con personalità cittadine nella residenza del console
Vecchi, era cominciata alle nove del mattino con la visita alla nuova sede della
Dante Alighieri, dove aveva discusso i problemi, i successi e le prospettive
dei due enti con il direttore della Scuola Italiana, professor Roberto Busetto,
la presidente della Dante Alighieri, professoressa Piera Zichella, la vice presidente
Elena Caputo e i consiglieri Federica Za e Luigi Nassimbeni, oltre che con il
console Alberto Vecchi, che ha particolarmente a cuore la diffusione della lingua
e della cultura italiane.
Si è parlato della dinamicità del nuovo direttivo presieduto
da Roberta Alemagna, che ha già in cantiere diverse manifestazioni sulle quali
avremo occasione di ritornare, e delle sinergie che si possono realizzare con
le altre istituzioni culturali italiane attive soprattutto nel Gauteng. L’ambasciatore
ha informato gli interlocutori di quanto si sta facendo a Johannesburg e soprattutto
di un progetto tendente a riunire sotto lo stesso tetto
Capitolo dolente quello degli sponsor e del supporto
della comunità, in quanto sia il console che il comitato della Dante e della
Scuola hanno dovuto amaramente ammettere che, a parte pochi uomini d’affari
che sono sempre pronti a dare un contributo, la comunità in generale non risponde
alle sollecitazioni a sfondo culturale.
Confortanti, invece, le notizie sulla diffusione della
lingua italiana e sui corsi per adulti, i cui frequentatori, quasi tutti stranieri,
ha rivelato il professor Busetto, sono nel 70% dei casi piccoli imprenditori
o professionisti o comunque persone che fanno uso dell’italiano nel loro lavoro
o a scopi culturali e turistici. Anche a livello universitario, ha aggiunto
il professor Nassimbeni, l’italiano è popolare, tant’è vero che quest’anno sono
stati una decina i laureati e 80 gli iscritti al primo anno, contro i 120 del
dipartimento francese, che può contare su un retroterra francofono molto più
vasto. Chiudendo l’incontro l’ambasciatore si è personalmente impegnato a favorire
le sinergie con le istituzioni italiane del Gauteng e delle altre province sudafricane.
La seconda tappa della giornata è stata nella sede dello
Scalabrini Centre in Commercial Street, a pochi passi dal Parlamento, dove hanno
sede numerose attività coordinate dai missionari laici della congregazione scalabriniana,
nonché
Le attività e i progetti scalabriniani sono stati invece
illustrati all’ambasciatore dalla direttrice del Centro, Alessandra Santopadre,
spalleggiata e sostenuta dal superiore della missione scalabriniana a Cape Town,
padre Mario Tessarotto, e dal volontario Andrea Couvert, che diventerà direttore
dal Centro quando Alessandra sarà trasferita in Italia per assumere la direzione
generale delle attività dei laici scalabriniani. L’ambasciatore si è particolarmente
interessato all’orfanotrofio inaugurato l’anno scorso per accogliere bambini
senza famiglia provenienti da paesi africani travagliati da conflitti interni
e ha appreso con piacere che una seconda casa per gli orfani sarà inaugurata
quanto prima e avrà il nome di “Alex House”. Sulla via per Rugby il diplomatico
e i suoi accompagnatori hanno fatto una breve sosta per visitare “Lawrence House”,
che accoglie una ventina di orfani, alcuni dei quali passeranno alla nuova casa
per fare posto ad altri bambini attualmente ospiti di un istituto non attrezzato
per occuparsi di loro.
Più tardi, al Club Italiano, l’ambasciatore Cevese ha
incontrato il presidente del Comites, Giovanni Lorenzi, il consigliere del Cgie,
Riccardo Pinna, venuto appositamente da Johannesburg, e una folta delegazione
di rappresentanti della comunità. Nell’incontro, breve ma fruttuoso, sono stati
affrontati i principali problemi della collettività italiana del Capo. In particolare
Pinna ha chiesto maggiore attenzione alle esigenze degli italiani del Capo,
finora un po’ trascurati, mentre Karin Pickard, segretaria onoraria della Camera
di Commercio, ha espresso soddisfazione per la volontà da parte italiana di
contribuire attraverso l’esportazione di conoscenza a dare maggiore valore aggiunto
alle esportazioni sudafricane di oro (gioielli invece di oro grezzo) e ha auspicato
che lo stesso percorso venga seguito per altre materie prime esportate da questo
paese.
Giovanni Lorenzi si è quindi assunto l’onere di affrontare
il nodo del Club, il cui contratto scadrà fra meno di sei anni e non sarà probabilmente
rinnovato, e sull’argomento si è registrato anche l’intervento della presidente
del sodalizio, Patrizia Di Già, la quale ha spiegato come il comitato in carica
stia lavorando sodo per accantonare risparmi che potrebbero servire per cominciare
a guardare alla possibilità di trasferirsi altrove. Lorenzi ha dato atto di
quanto si sta facendo ma ha rilevato anche la mancanza di una strategia di fondo,
l’ambasciatore ha invitato tutti i presenti a mettere insieme le risorse di
tutti gli enti comunitari in vista della possibile realizzazione di una Casa
d’Italia che serva tutti i settori della collettività e Lorenzi si è personalmente
impegnato a nome del Comites a elaborare una strategia di lungo termine entro
la fine dell’anno. Il presidente del Circolo Anziani, Giovanni Borsero, ha chiesto lumi sul perché la pensione debba partire in
euro dall’Italia per andare in America e finalmente arrivare in dollari ai residenti
in Sud Africa e gli è stato risposto che probabilmente si tratta di un’eredità
del passato, destinata a scomparire quanto prima.
Riccardo Pinna ha esortato i connazionali del Capo a
seguire l’esempio di quelli del Gauteng, impegnati in una vigorosa operazione
di recupero di tutte le energie comunitarie attraverso una serie di interventi
e manifestazioni con il motto “Uniti e Fieri”, volti a ottenere la collaborazione
degli imprenditori e dei giovani. Risultato: raccolti in poco tempo oltre sei
milioni di rand da investire nel Club Italiano per attirarvi
Negli interventi conclusivi il console Vecchi ha consigliato
di chiamare a raccolta tutte le forze presenti nella comunità per elaborare
una strategia diretta a realizzare il progetto della Casa d’Italia, al quale
egli stesso e il Comites lavorano ormai da due anni. Giovanni Lorenzi ha chiuso
confermando che società italiane sarebbero disposte a investire generosamente
in un’iniziativa di questo tipo, purché la comunità sia unita e ne condivida
le finalità.
Nel corso della riunione l’ambasciatore Cevese ha sottolineato,
fra le altre cose, l’importanza di studiare e documentare la presenza italiana
in tutti i campi, e ha concluso rivelando che il principale progetto al quale
dedicherà particolari attenzioni durante la sua permanenza in Sud Africa sarà
quello di pubblicare un nuovo libro che, attingendo a tutte le fonti esistenti,
dalle pubblicazioni agli archivi di stato, renda testimonianza della presenza
italiana in questo paese dalle origini ai giorni nostri. La pubblicazione del
libro, quando sarà pronto, dovrebbe coincidere con una Giornata della Cultura
Italiana in Sud Africa. Un progetto al quale la nostra Gazzetta ha subito promesso
adesione e appoggio. (