INFORM - N. 164 - 5 settembre 2006


ANNIVERSARI

Il 5 settembre 1946 De Gasperi e Gruber firmarono a Parigi l'accordo sull'Alto Adige

Napolitano:  “Fu un atto di coraggio e lungimiranza politica e culturale”

 

ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 60° anniversario dell'Accordo sull'Alto Adige, firmato a Parigi il 5 settembre 1946 dal Presidente del Consiglio e (a interim) Ministro degli Affari Esteri, Alcide De Gasperi e dal Ministro degli Esteri Austriaco, Karl Gruber, ha inviato al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, e al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder un messaggio di caloroso saluto alle autorità e alle popolazioni del Trentino Alto Adige:

"Nel sancire l'autonomia amministrativa e culturale dell'Alto Adige, l'Accordo – si legge nel messaggio - ha posto le basi di un modello di convivenza altamente significativo. Di lì, partì il processo che, nel corso degli anni, ha trasformato la questione dell'Alto Adige/Südtirol in una storica opportunità di crescita civile ed economica per le popolazioni locali e di feconda collaborazione tra Italia ed Austria. Pur con i limiti ed i condizionamenti imposti dal contesto internazionale dell'epoca, l'Accordo – sottolinea il Capo dello Stato - fu un atto di coraggio e lungimiranza politica e culturale che, prevalendo sui nazionalismi postbellici, ha consentito di chiudere positivamente un capitolo complesso della storia italo-austriaca. Quel documento si ispirò infatti ad una visione dei rapporti tra Paesi confinanti che per molti versi anticipava il percorso che avrebbe portato alla firma dei Trattati costitutivi delle Comunità Europee ed alla costruzione di una nuova Europa, basata sui principi del rispetto e dell'integrazione tra popoli e Stati e nella quale le minoranze costituiscono un elemento di arricchimento per la società ed un ponte di inestimabile valore fra le culture. Tali punti di riferimento – conclude Napolitano - sono tanto più vivi oggi, allorquando siamo tutti impegnati a far prevalere le ragioni della convivenza e del dialogo ed a contribuire attivamente alle prospettive di pace in aree a noi vicine ancora teatro di sanguinosi conflitti". (Inform)


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