ANNIVERSARI
Il
5 settembre 1946 De Gasperi e Gruber firmarono a Parigi l'accordo sull'Alto
Adige
Napolitano: “Fu un atto di coraggio e lungimiranza politica
e culturale”
ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
in occasione del 60° anniversario dell'Accordo sull'Alto Adige, firmato a Parigi
il 5 settembre 1946 dal Presidente del Consiglio e (a interim) Ministro degli
Affari Esteri, Alcide De Gasperi e dal Ministro degli Esteri Austriaco, Karl
Gruber, ha inviato al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo
Dellai, e al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder
un messaggio di caloroso saluto alle autorità e alle popolazioni del Trentino
Alto Adige:
"Nel sancire l'autonomia amministrativa e culturale
dell'Alto Adige, l'Accordo – si legge nel messaggio - ha posto le basi di un
modello di convivenza altamente significativo. Di lì, partì il processo che,
nel corso degli anni, ha trasformato la questione dell'Alto Adige/Südtirol in
una storica opportunità di crescita civile ed economica per le popolazioni locali
e di feconda collaborazione tra Italia ed Austria. Pur con i limiti ed i condizionamenti
imposti dal contesto internazionale dell'epoca, l'Accordo – sottolinea il Capo
dello Stato - fu un atto di coraggio e lungimiranza politica e culturale che,
prevalendo sui nazionalismi postbellici, ha consentito di chiudere positivamente
un capitolo complesso della storia italo-austriaca. Quel documento si ispirò
infatti ad una visione dei rapporti tra Paesi confinanti che per molti versi
anticipava il percorso che avrebbe portato alla firma dei Trattati costitutivi
delle Comunità Europee ed alla costruzione di una nuova Europa, basata sui principi
del rispetto e dell'integrazione tra popoli e Stati e nella quale le minoranze
costituiscono un elemento di arricchimento per la società ed un ponte di inestimabile
valore fra le culture. Tali punti di riferimento – conclude Napolitano - sono
tanto più vivi oggi, allorquando siamo tutti impegnati a far prevalere le ragioni
della convivenza e del dialogo ed a contribuire attivamente alle prospettive
di pace in aree a noi vicine ancora teatro di sanguinosi conflitti". (Inform)