GOVERNO
Illustrate
in Consiglio dei Ministri le linee guida della prossima manovra economica
Finanziaria da 30 miliardi di euro: 14
miliardi per lo sviluppo
Da Trichet (Bce) l’invito all’Italia a
“rispettare il patto di stabilità”. La replica di Prodi: “Conosciamo gli obblighi,
non chiediamo nulla”
ROMA - “Abbiamo portato da 35 miliardi a 30 miliardi
l’entità della manovra perché siamo persone serie. Essendo arrivato un flusso
di risorse superiore di circa 5 miliardi di euro, abbiamo ritenuto serio e opportuno
che questi fossero contabilizzati e trasferiti in una Finanziaria che ne tenesse
conto”. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi al termine della lunga riunione
dell’Esecutivo a Palazzo Chigi ha così commentato in conferenza stampa
la decisione di ridurre di 5 miliardi di euro la prossima Finanziaria.
Decisione che era stata annunciata nei giorni scorsi dal Ministro dell’Economia
Tommaso Padoa-Schioppa che oggi ha illustrato le linee guida della prossima
Finanziaria in Consiglio dei Ministri.
Ma l’obiettivo comunque da raggiungere resta sempre lo
stesso: “un rapporto deficit/Pil al 2,8% nel 2007”,ha indicato Prodi. Aggiungendo:
“Qualcuno può interpretare in modo diverso questi 5 miliardi di maggiori entrate
ma sono un segnale incoraggiante per la lotta all’evasione che abbiamo
avviato”.
E al presidente
della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet che ha invitato il nostro Paese
a “rispettare” il patto di stabilità (“L’Italia è uno di quei
Paesi che deve fare i propri compiti, rispettando i tempi del patto di stabilità
- ha detto Trichet - Lo considero come una cosa assolutamente essenziale”) Prodi
ha risposto : “Conosciamo gli obblighi, non chiediamo nulla”.
Il Presidente del Consiglio ha spiegato che il suo Esecutivo
mira a una Finanziaria “di risanamento e sviluppo, forte”, ma, ha aggiunto ,
“le decisioni saranno prese con un’ampia e seria consultazione: consulteremo
le forze sociali, i protagonisti della vita politica e economica”.
Da parte sua il Ministro Padoa-Schioppa in conferenza
stampa ha sottolineato che la Finanziaria da 30 miliardi, “conferma
non solo il rapporto tra disavanzo e Pil al 2,8%”, ma “rende disponibile un
punto di Pil, che sono circa 14 miliardi, per lo sviluppo e l’equità”.
Il responsabile dell’Economia ha poi
chiarito che “la possibilità di
uno slittamento su due anni della manovra non esiste: non verrebbe capita dai
mercati e toglierebbe credibilità all’Italia sul piano internazionale” e che
“la vera sfida è il reperimento delle risorse”, liquidando così le proposte
avanzate dall’ala sinistra del Governo. Come il Ministro per
la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) per il quale “non
si regge una manovra di 30 miliardi in una sola Finanziaria”. E come il Ministro
dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) secondo il quale “se la Ue considerasse
come una misura strutturale la lotta all’evasione fiscale e le entrate derivanti,
allora la manovra potrebbe anche scendere da 30 a 25 miliardi”.
Padoa Schioppa ha indicato anche come reperire i 30 miliardi di euro: “il più possibile attraverso il contenimento della spesa”. Andando “a rivedere in profondità i meccanismi che generano spesa, ovvero le funzioni dello Stato centrale, degli enti locali e del sistema previdenziale e sanitario”. (Inform)