INTERVENTI
Franco Santellocco:
Ancora alla ricerca di unità e leadership
ALGERI - Ancora di recente esponenti del centro destra,
rivolgendosi agli Italiani all’estero, hanno espresso inviti pressanti a marcare
da vicino le dichiarazioni programmatiche di membri del governo e rappresentanti
della maggioranza ed a tenersi pronti a chiedere conto della mancata realizzazione
dei programmi enunciati, mentre un dirigente di Azzurri nel Mondo richiama l’attenzione
sulla sostanziale efficacia di cinque anni di guida politica della Casa delle
Libertà e di Berlusconi in particolare.
Noi restiamo convinti che il Paese sia stato governato
bene: metà degli Italiani più qualche decina di migliaia non ha condiviso la
stessa opinione ed è così che la maggioranza in Parlamento è cambiata.
Appare questo un primo punto su cui riflettere.
Marcare da vicino la maggioranza sul rispetto dei programmi
significa giocare di rimessa e probabilmente riperdere: ecco un altro punto
su cui riflettere.
Ma gli argomenti su cui appuntare l’attenzione sono ben
più numerosi.
L’apporto dei voti degli Italiani all’estero, prezioso
ai fini del risultato elettorale, è stato sostanzialmente trascurato da un apparato
partitico che non ha saputo cogliere la novità e le sue conseguenze.
Le divisioni, ma soprattutto la mancanza di risorse e
di professionalità, l’improvvisazione e la inadeguata conoscenza delle attese
maturate nel mondo della emigrazione, hanno portato alla sconfitta nella circoscrizione
estero.
Tuttavia non sembra che fino ad oggi questo evento abbia
prodotto una reazione capace di proporsi efficacemente per rovesciare in un
futuro, che speriamo prossimo ma senza illusioni, l’orientamento elettorale
della maggioranza degli Italiani residenti all’estero.
I connazionali sembrano
aver compreso di essere stati un fenomeno balneare, di essere caduti in una
specie di trappola, i loro rappresentanti sono spariti, come previsto, nelle
nicchiette all’uopo preparate dalle segreterie dei partiti e non appaiono aver
voce in alcun capitolo e neppure di volerla avere, troppo timorosi di perdere
prebende e benefici.
Sembrerebbe un bene, almeno dal nostro punto di vista:
ma, a guardarsi intorno, quale struttura è attualmente in grado di assorbire,
canalizzare ed orientare l’eventuale disillusione?
Innanzitutto vi è un fondamentale problema di unità e
di leadership.
Chi è, nel futuro, il leader capace di orientare ed essere
riferimento di questo mondo di centro destra all’estero, che pure ha espresso,
in condizioni difficili, circa la metà dei consensi elettorali?
Gli Italiani all’estero chiedono un riferimento sicuro
e non qualcuno che deve riferire ad un altro che sarà a sua volta ricevuto da
uno sconosciuto personaggio che forse valuterà con un responsabile della struttura
se la direzione politica debba essere portato a conoscenza del problema.
La leadership deve essere unitaria se vorrà orientare
parte del consenso degli Italiani all’estero, e noi speriamo che in futuro sia
la maggioranza, con un programma coeso e condiviso, esercitata da un politico
di peso, che abbia accesso alla stanza delle decisioni senza intermediari, coadiuvato
da esponenti del mondo della emigrazione saldamente ed efficacemente inseriti
nei Paesi di accoglienza.
Questo primo passo faciliterebbe non tanto la messa a
punto di proposte comuni quanto l’individuazione delle priorità cui dare soluzione.
Manca poco più di un mese ad un’importante Assemblea
plenaria del CGIE: un’occasione da non mancare per presentarsi uniti e determinati
a sostenere un programma e le relative priorità, con concretezza, senza sterili
ed inutili polemiche.
Siamo minoranza, ma lo saremo senza speranza se divisi
e succubi di personalismi e partigianeria.
E’ un appello pressante quello che facciamo a ritrovare
le ragioni dell’unità ed un riferimento
personale sicuro e convincente, capace di rappresentare il terminale cui far
affluire le aspettative e la speranza di milioni di connazionali all’estero.
(Franco Santellocco*/Inform)
*Consigliere CGIE e presidente V Commissione Tematica