MOSTRE
“Metamorfosi di un angelo”: omaggio di
Buenos Aires al ‘Condor’ italiano
BUENOS AIRES - “Sono stranamente serena questa sera,
anche se sono molto triste” ha detto Giusy D’Arrigo a L’Eco d’Italia durante
l’inaugurazione a Buenos Aires della mostra d’arte ‘Metamorfosi di un angelo’
fatta in omaggio a suo fratello Angelo morto durante un incidente aereo.
Angelo D’Arrigo era un deltaplanista, primatista di traversate
internazionali, che è morto precipitando con un velivolo durante una dimostrazione
a Comiso, Catania, nel marzo scorso. Insieme a lui ha perso la vita Giulio De
Marchis un generale dell'aeronautica in pensione,. I due erano a bordo di un
piccolo aereo da turismo, alla cui guida era il generale De Marchis.
Patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura e promossa
dello spazio Modena Design con l’appoggio dell’Alfa Romeo, “Metamorfosi di un
angelo” é una mostra itinerante di sedici quadri che comincia da Buenos Aires
e continua a New York, Los Angeles, Milano e Roma.
“Ciò che la rende
originale nell’attuale panorama artistico, è la tentazione del colore e il rischio
di sottoporre la forma pura all’emozione, come se l’essenza ultima del suo atto
creativo consistesse nel riportare le immagini nell’inconscio e trasferire l’inconscio
sulla tavolozza e poi sulla tela”, scrive Enio Bispuri, direttore del’IIC di
Buenos Aires, sul catalogo della mostra.
D’Arrigo era soprannominato "Condor", per le
sue ricerche sul volo dei rapaci delle Ande e le sue imprese, che lo avevano
visto impegnato nel volo libero sulle cime più alte del mondo. Di origini siculo-
francesi era stato il primo a sorvolare l'Etna in eruzione, il Monte Everest
e l’Aconcagua. Con le sue imprese aveva contribuito alla popolarità degli sport
estremi.
All’inaugurazione, Laura Mancuso moglie di D’Arrigo e
presidente della Fondazione Angelo D’Arrigo (www.angelodarrigo.com) ha ribadito
il suo impegno in Perú a favore dei piú deboli: “Fra poco sarà pronto un Wawa
wasi (asilo nido) per i bambini del distretto
di Pacaritambo (Cuzco). Si tratta di un progetto di solidarietà con le persone
che sono meno fortunate di noi”. (María Josefina Cerutti, L’eco d’Italia/Inform)