STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“L’Eco d’Italia”, Buenos Aires
Caprili al Senato argentino: “Vorrei essere
un piccolo fratello che vuol riprendere i rapporti quanto prima”
BUENOS AIRES –
“I nostri impegni a favore dei desaparecidos italiani in Argentina (durante
la dittatura 1976/83) sono concreti. Di fatto, i miei primi tre contatti di
questa mia prima visita a Buenos Aires sono stati con le Madres de Plaza de
Mayo, con le Abuelas de Plaza de Mayo e con i responsabili della sottosegreteria
dei Diritti Umani della Presidenza della Nazione. Cercheremo di appoggiare progetti
che queste entità portano avanti come ad esempio, quello che le Abuelas nella
città di Bologna”, ha detto a L’Eco d’Italia Milziade Caprili, Vice Presidente
del Senato italiano che oggi è rientrato in Italia dopo l’incontro avuto ieri
sera al Senato argentino.
Il senatore Caprili era arrivato lunedì 7 per partecipare
alla cerimonia che il Senato argentino ha offerto per riconoscere i rappresentati
degli italiani residenti in Argentina e in America Latina che sono stati scelti
al Senato e alla Camera d’Italia.
Circa alle 17 di ieri, al Salon Azul del Congreso de
Caprili, che appartiene al Gruppo Rifondazione Comunista
- Sinistra Europea, ha parlato a nome del Senato italiano “Voglio essere un
piccolo fratello che vuol riprendere i rapporti quanto prima” ha detto in risposta
al discorso del Vice Presidente argentino che aveva fatto riferimento agli storici
rapporti di fratellanza tra l’Italia e l’Argentina.
All’incontro al Senato argentino ha partecipato l’Ambasciatore
d’Italia in Argentina, Dott. Stefano Ronca insieme ai funzionari dell’ambasciata.
C’era anche il Presidente di Fiat Cristiano Rattazzi insieme ad altri imprenditori
italiani residenti a Buenos Aires e rappresentanti della comunità italiana,
come i presidenti dei Comites e delle Associazioni oltre alla stampa nazionale
e a quella specificamente italiana.
Durante il suo discorso, Caprili ha approfittato per
parlare della Giornata del Sacrificio del lavoro italiano all’estero, quando
morirono 136 minatori italiani a Marcinelle in Francia: “la storia della nostra
emigrazione è una storia di sacrificio che in Italia dovremo ricordare più spesso”.
Sulla storia degli italiani in Argentina, Caprili ha
detto che “è una storia riuscita. Perché molti italiani riuscirono ad avere
una vita più dignitosa, come dovrebbe essere il diritto di tutti. Per quello
partirono dell’Italia”.
E infine, Caprili, ha sottolineato i problemi che oggi
ci sono tra l’Italia e l’Argentina: “Ci sono tra noi e voi problema aperti,
ma sono convinto che il quadro politico italiano si stia riavviando per prestare
crescente attenzione all’America Latina e al rilancio dei rapporti con l’Argentina”.
In questa linea, ha ricordato che la prima intervista che ha dato il Presidente
del Consiglio Romano Prodi fu alla televisione argentina “per rafforzare il
dialogo con il paese. E tutto è stato ribadito dal Ministro degli Esteri D’Alema,
anche con l’ulteriore scelta dell’on. Donato de Santo, presidente dell’ONG Movimondo
come Sottosegretario agli Affari Esteri” per la sua conoscenza dell’America
Latina e dell’Argentina in particolare, ha concluso Caprili.
Il Vice Presidente del Senato ha regalato al Presidente
del Senato argentino una riproduzione delle prime monete romane dove già si
leggeva la parola Italia. A sua volta, il Vice Presidente della nazione argentina
ha regalato al senatore Caprili un poncho di lana, tipico argentino.
Nei loro discorsi, il senatore Luigi Pallaro, e i deputati
Ricardo Merlo e Giuseppe Angeli hanno ringraziato il Senato argentino per la
cerimonia e confermato i loro impegni a favore degli italiani residenti in Argentina.
(María Josefina Cerutti-L’Eco d’Italia/Inform)