CONFLITTO
LIBANO-ISRAELE
UNHCR: in Libano si aggrava la situazione
della popolazione sfollata
ROMA - Con l'intensificarsi della crisi in Libano, la
situazione delle centinaia di migliaia di persone sfollate - all'interno del
paese o nella confinante Siria - stanno diventando sempre più difficili. Attualmente
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è in attesa
di conoscere le conseguenze dei bombardamenti sulla strada che collega Tripoli
a Beirut, sulle possibilità di spostamento dei convogli umanitari provenienti
dalla Siria, dove l'Agenzia ha un deposito, e sulle operazioni di distribuzione
degli aiuti a nord di Beirut.
L'ingente esodo forzato di persone in fuga dal conflitto
nella parte settentrionale del paese ha posto forte pressione sugli alloggi
pubblici e sulle famiglie ospitanti. L'Alta commissione per l'assistenza del
governo libanese stima che circa 800mila persone siano sfollate all'interno
del paese, 130mila delle quali alloggiate in edifici pubblici, soprattutto scuole.
L'UNHCR è attualmente attivo in sette governatorati a
nord e a sud di Beirut, dove distribuisce beni di prima necessità quali coperte,
materassi, kit di utensili da cucina, beni per l'igiene personale e scorte di
cibo a migliaia di sfollati nel tentativo di alleggerire le condizioni estremamente
dure in cui versa la popolazione sfollata. Gli operatori presenti sul posto
riferiscono che alcuni dei siti che ospitano le persone sfollate sono quasi
completamente sprovvisti di servizi. Inoltre le generose famiglie che offrono
ospitalità ai connazionali sfollati risentono pesantemente del sovraffollamento:
i team di operatori dell'UNHCR ne hanno visitato numerose in aree isolate e
hanno verificato che esse ospitano in media 20-30 persone ciascuna e che in
numerosi casi non dispongono di sufficienti scorte di cibo, servizi sanitari
e alloggi. L'UNHCR sta collaborando con il governo e altri partner per far fronte
alle esigenze di alloggio e per decongestionare le scuole, che riapriranno in
settembre. A questo fine nel distretto Furn El Shabak di Beirut è in fase di
allestimento un campo di tende che potrà ospitare 800-1.000 persone e si sta
attrezzando un vecchio deposito ferroviario. L'UNHCR ha visitato un secondo
sito dove potrebbe essere creato un secondo campo, mentre l'Agenzia svizzera
per la cooperazione sta collaborando nell'allestimento di un altro campo.
Fino ad ora in Libano l'UNHCR ha distribuito oltre 6.200
coperte, molte tende, 54 kit da cucina e 3.380 materassi a circa 5mila persone.
L'Agenzia rimane tuttavia molto preoccupata poiché l'insufficienza di carburante
potrebbe impedire i soccorsi nelle aree montane, dove l'Agenzia utilizza mezzi
di trasporto locale per distribuire gli aiuti. Senza carburante quest'attività
potrebbe cessare bruscamente.
Nonostante i gravi limiti logistici e quelli legati alla
sicurezza, nel corso delle ultime settimane l'UNHCR ha trasportato, attraverso
i servizi logistici congiunti delle Nazioni Unite, complessivamente 4.925 coperte,
5.398 materassi, 5.060 taniche per l'acqua, 1.075 tende per famiglie, 100 tende
leggere, 2.500 teli di plastica e 10 grandi rotoli di plastica. Il corridoio
umanitario per il passaggio degli aiuti, che dalla Siria attraversa il Libano
settentrionale via Al Aarida, sta funzionando bene.
Per tenere alto il livello dell'assistenza, nel corso
degli ultimi tre giorni l'Agenzia ha trasferito dal deposito regionale UNHCR
in Giordania al deposito di Damasco 20 camion carichi di aiuti per 20mila persone:
5mila tende, 5mila teli di plastica, 5mila fornelli, 20mila coperte, 20mila
taniche per l'acqua e 5mila kit da cucina. Queste scorte saranno distribuite
sia in Libano sia in Siria e saranno seguite da altri aiuti.
Per quanto riguarda invece la situazione in Siria, i
team di operatori dell'UNHCR che stanno monitorando il confine riferiscono che
circa 5mila persone al giorno attraversano il confine settentrionale del Libano.
Si stima che complessivamente 140mila libanesi si trovino attualmente in Siria.
Gli operatori umanitari affermano che immediatamente dopo gli attacchi, come
ad esempio quelli su Baalbek all'inizio della settimana, si registra un forte
aumento del numero di libanesi che attraversano il confine. Coloro che giungono
al valico di Al Jdeideh vi arrivano adesso a piedi, dal momento che la strada
nei pressi del punto di valico è stata distrutta. A differenza della prima ondata
di profughi libanesi diretti in Siria, gli arrivi attuali versano in condizioni
di maggiore indigenza. La maggior parte degli sfollati è originaria del Libano
meridionale, in particolare della regione rurale e povera di Bekaa, nei pressi
di Baalbek, e hanno compiuto il viaggio verso
Molti siriani accolgono nelle loro case i profughi libanesi,
che vengono alloggiati anche in scuole, campi estivi, centri comunitari, moschee
e alberghi. Poiché le scuole dovrebbero riprendere il mese prossimo il governo
siriano sta trasferendo coloro che alloggiano presso le scuole in centri estivi
nelle periferie delle principali città del paese. La generosità dimostrata dai
siriani è straordinaria, ma c'è il rischio che la pressione si faccia eccessiva.
L'UNHCR sta collaborando strettamente con
Purtroppo le operazioni dell'UNHCR in Libano sono sottofinanziate.
Nel Flash Appeal lanciato lo scorso mese dalle Nazioni Unite, l'Agenzia aveva
richiesto 18,9 milioni di dollari per i primi tre mesi di operazioni. Tuttavia
fino ad ora l'UNHCR ha ricevuto soltanto 4,65 milioni di donazioni confermate.
Per poter contribuire ad alleviare le sofferenze di decine di migliaia di persone
costrette dal conflitto all'esodo forzato, l'Agenzia necessita del sostegno
dei donatori e per questo li esorta a dimostrarsi generosi. (Inform)