DIRITTI
UMANI
Elezioni
in Congo
Soddisfazione del governatore di Bukavu
e dei responsabili della missione Onu per il lavoro svolto dai volontari italiani
BUKAVU - Giornata conclusiva ieri, per la missione di
osservazione elettorale della società civile italiana in Congo, organizzata
da Beati i costruttori di pace e Chiama l’Africa.
Erano giunti ieri a Bukavu anche i 21 volontari che erano dislocati nel
Nord Kivu e che nei giorni scorsi erano confluiti a Goma. Il gruppo è partito
infatti stamattina, chi alla volta di Entebbe (Uganda) per rientrare con un
volo di linea e chi alla volta di Kigali (Rwanda) dove ad attenderli c’era l’aereo
messo a disposizione dal Ministero degli Esteri, come all’andata, con arrivo
in tarda serata a Ciampino.
Ieri pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa finale,
alla presenza delle autorità e della stampa locale. L’abbé Justin Nkunzi, responsabile
degli osservatori elettorali nazionali del Sud Kivu, che in queste settimane
ha fattivamente collaborato con il coordinamento della missione, ha ringraziato
gli osservatori della società civile italiana per il lavoro svolto: «È la prima
volta che si organizza un viaggio in Africa con questo scopo. Sappiamo che siete
venuti come volontari, pagandovi le spese, perché credete nel valore della pace
e della democrazia. E domenica il popolo sofferente si è espresso: sappiamo
che il voto non è la soluzione a tutti i problemi, ma dà legittimità e speranza.
Diciamo grazie al vostro Governo, alle vostre famiglie e a tutti coloro che
si battono perché pace e democrazia regnino nel mondo intero».
Lisa Clark, coordinatrice della missione italiana, a
sua volta ha ringraziato il popolo congolese dell’accoglienza ricevuta e ha
donato a tutte le autorità presenti una copia del rapporto preliminare della
missione di osservazione elettorale, insieme a una bandiera della pace.
Don Albino Bizzotto, presidente di Beati i costruttori
di pace, ha poi tenuto una relazione conclusiva sulla missione: «Esprimiamo
la nostra gioia per aver partecipato a questo momento storico per il Congo e
per l’Africa. Siamo rimasti impressionati dalla quantità e dalla qualità della
partecipazione del popolo congolese al voto, con dignità e pazienza. Si è trattato
della celebrazione di una festa, con la solennità quasi di un rito e la maturità
politica dimostrata dal popolo. Sarà difficile per noi – ha aggiunto – convincere
l’opinione pubblica in Europa che davvero si è trattato di un voto libero, espressione
della volontà popolare: sarà nostro compito promuovere un’informazione più rispettosa,
così come fare lobbing presso le autorità europee affinché non si tratti di
Africa solo per l’aiuto allo sviluppo, ma acquisti dignità politica a tutti
gli effetti». Don Bizzotto ha proseguito riconoscendo l’opera indefessa delle
migliaia di congolesi che nei mesi scorsi hanno lavorato per rendere possibile
il voto e per informare la popolazione su come votare.
«Sappiamo che il Congo è un Paese estremamente ricco,
per i minerali e le risorse naturali – ha affermato Eugenio Melandri, coordinatore
nazionale di Chiama l’Africa - ma dopo il voto, sappiamo che la vera ricchezza
del Congo è il suo popolo. Siete un popolo fiero, che crede nella pace ed è
pronto a guadagnarla. Domani partiamo con una convinzione: il popolo congolese
è pronto per diventare il centro di un grande movimento di pace per tutta l’Africa».
Anche il capo della divisione Monuc di Bukavu, Alpha
Sow, ha porto agli italiani il “ringraziamento caloroso” di Swing per il lavoro
svolto e ha aggiunto: «
Il governatore del Sud Kivu, Déogratias Buhamba-Hamba,
si è scusato per il ritardo, dovuto all’incidente aereo verificatosi ieri a