INFORM - N. 154 - 4 agosto 2006


GOVERNO

Prima della pausa estiva Prodi fa il bilancio di 80 giorni di governo

In un paese che comincia a "girare" ribadito dal premier l’impegno dell’esecutivo per l’equità fiscale, la lotta all’evasione e la diminuzione del costo del lavoro

 

ROMA - "Non abbiamo fatto proprio il giro del mondo ma, abbiamo cominciato a far girare l’Italia". Così il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha sintetizzato il lavoro svolto dal Governo nei primi ottanta giorni di attività. "Abbiamo lavorato a testa bassa - ha aggiunto Prodi - senza dare ascolto agli uccelli del malaugurio che dal primo giorno ci predicevano una fine imminente".

Dopo aver ricordato gli sforzi compiuti dal governo nella riorganizzazione e nel risparmio della spesa dei vari Ministeri, Prodi ha citato il lavoro svolto dall’esecutivo per il rientro, con il consenso della comunità internazionale, dei nostri contingenti dall’Iraq, e per l’impegno del nostro Paese nelle missioni internazionali di pace. "Abbiamo riportato equità, ma anche serietà e rigore nelle politiche fiscali - ha detto il Presidente del Consiglio dopo aver ricordato il varo del decreto sulle liberalizzazioni - Senza toccare le aliquote abbiamo cominciato a ridistribuire il peso del fisco con maggiore senso di giustizia e posto in essere misure che permetteranno un più rapido ed efficace controllo dell’evasione fiscale".

"Noi non stiamo mettendo in piedi uno stato di polizia tributaria - ha aggiunto Prodi respingendo le accuse dell’opposizione - vogliamo soltanto rimettere in piedi lo Stato". Si è poi soffermato sulla prossima manovra finanziaria che impegnerà il governo a fine agosto "In essa - ha detto Prodi - troverete gran parte delle iniziative di cui abbiamo parlato durante la campagna elettorale a partire dall’abbattimento di cinque punti del cuneo fiscale, una misura che, come sapete, riteniamo fondamentale per ridare ossigeno all’economia del nostro Paese".

Il Presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato come il provvedimento di indulto, recentemente approvato dal Parlamento con maggioranza trasversale, non rappresenti una sorta di perdono generalizzato, ma nasca dalla necessità di porre mano alla gravissima situazione di sovraffollamento del sistema carcerario italiano. "Su questo provvedimento - ha concluso Prodi - avremmo potuto fare della sana demagogia, ma non è nel nostro stile. Perché per noi stupire vuol dire semplicemente dimostrare che abbiamo il coraggio di cambiare il Paese e che riusciamo a farlo".(Inform)


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