GOVERNO
Prima della pausa estiva Prodi fa il bilancio
di 80 giorni di governo
In un paese che comincia a "girare"
ribadito dal premier l’impegno dell’esecutivo per l’equità fiscale, la lotta
all’evasione e la diminuzione del costo del lavoro
ROMA - "Non abbiamo fatto proprio il giro del mondo
ma, abbiamo cominciato a far girare l’Italia". Così il Presidente del Consiglio
Romano Prodi ha sintetizzato il lavoro svolto dal Governo nei primi ottanta
giorni di attività. "Abbiamo lavorato a testa bassa - ha aggiunto Prodi
- senza dare ascolto agli uccelli del malaugurio che dal primo giorno ci predicevano
una fine imminente".
Dopo aver ricordato gli sforzi compiuti dal governo nella
riorganizzazione e nel risparmio della spesa dei vari Ministeri, Prodi ha citato
il lavoro svolto dall’esecutivo per il rientro, con il consenso della comunità
internazionale, dei nostri contingenti dall’Iraq, e per l’impegno del nostro
Paese nelle missioni internazionali di pace. "Abbiamo riportato equità,
ma anche serietà e rigore nelle politiche fiscali - ha detto il Presidente del
Consiglio dopo aver ricordato il varo del decreto sulle liberalizzazioni - Senza
toccare le aliquote abbiamo cominciato a ridistribuire il peso del fisco con
maggiore senso di giustizia e posto in essere misure che permetteranno un più
rapido ed efficace controllo dell’evasione fiscale".
"Noi non stiamo mettendo in piedi uno stato di polizia
tributaria - ha aggiunto Prodi respingendo le accuse dell’opposizione - vogliamo
soltanto rimettere in piedi lo Stato". Si è poi soffermato sulla prossima
manovra finanziaria che impegnerà il governo a fine agosto "In essa - ha
detto Prodi - troverete gran parte delle iniziative di cui abbiamo parlato durante
la campagna elettorale a partire dall’abbattimento di cinque punti del cuneo
fiscale, una misura che, come sapete, riteniamo fondamentale per ridare ossigeno
all’economia del nostro Paese".
Il Presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato come
il provvedimento di indulto, recentemente approvato dal Parlamento con maggioranza
trasversale, non rappresenti una sorta di perdono generalizzato, ma nasca dalla
necessità di porre mano alla gravissima situazione di sovraffollamento del sistema
carcerario italiano. "Su questo provvedimento - ha concluso Prodi - avremmo
potuto fare della sana demagogia, ma non è nel nostro stile. Perché per noi
stupire vuol dire semplicemente dimostrare che abbiamo il coraggio di cambiare
il Paese e che riusciamo a farlo".(Inform)