INFORM - N. 151 - 1 agosto 2006


INTERVENTI

Ro Pucci: “Ponti che dividono e bugie che uniscono”

Le promesse elettorali e la realtà postelettorale

 

HOUSTON, Texas – Non si è ancora spenta l’eco delle parole pronunciate a “Porta a Porta” dall’attuale capo del governo, il bonario e rassicurante professor Prodi, secondo il quale l’aspetto peggiore dell’amministrazione del suo predecessore era quello d’avere diviso gli Italiani, ed ecco che registriamo la sua decisione di non far realizzare più il Ponte di Messina, che sembra confermare l’opinione di molti che le promesse fatte nel corso delle campagne elettorali vanno prese sempre con il beneficio dell’inventario. E’ di questi giorni la presa di posizione d’alcuni Siciliani di una certa notorietà a favore del salvataggio della costruzione del ponte dal siluramento deciso dagli uomini dall’Unione ed è legittimo nutrire dubbi, quindi,  su chi possa avere ragione tra chi e’ a favore e chi e’ contro la messa in opera di questo importantissimo  progetto.

E’ probabile che tale scelta in un paese che si definisce democratico vada fatta in maniera altrettanto democratica e, cioè, con un referendum effettuato in Sicilia, giacché sono specialmente i Siciliani ad essere veramente interessati alla costruzione del ponte sullo stretto. In Italia si fanno molti referendum e molti sondaggi perché, dunque, non farne ancora un altro a questo proposito? Se si è così certi che il ponte non sia voluto non ci dovrebbero essere problemi a verificarlo chiedendo agli abitanti della Sicilia che sono i più diretti interessati.

La realtà è solo una: sono i Siciliani a vivere su di un’isola ed a soffrire sul molo dell’imbarco dei traghetti sotto il sole cocente dell’estate, quando il servizio è sospeso perché il mare nello stretto e’ agitato o per uno degli scioperi che possono essere effettuati quando meno te lo aspetti e, quindi, si dovrebbe fare in modo che l’opera venga realizzata per dare la possibilità d’essere finalmente collegato stabilmente alla terraferma della penisola a chi e’ separato fisicamente dal resto del continente.

A partire degli anni della ricostruzione che fece seguito alla fine della seconda guerra mondiale, puntualmente, ad ogni elezione, gli uomini politici italiani in lizza promettevano ai Siciliani che, se fossero stati eletti, il ponte sullo stretto sarebbe stato certamente costruito. A quel tempo, però, il bel ponte sullo stretto in tutto simile al Golden Gate di San Francisco si poteva ammirare solo nelle rivendite di tabacchi di Messina, tra gli articoli dedicati ai turisti, su una cartolina illustrata messa assieme con un fotomontaggio che tutti guardavano, sognando di poterci guidare sopra molto presto. Oggi i responsabili del nuovo governo della repubblica sembra che abbiano deciso, invece, di mettere da parte definitivamente il progetto, così sostenuto a gran voce, a dispetto di quanto s’apprestava finalmente a realizzare il vituperato Berlusconi ed in totale contrasto con quanto promesso dal professor Prodi il quale aveva fatto dell’idea d’unire finalmente tutti gli Italiani il suo principale cavallo di battaglia elettorale.

Una stana logica quella del nuovo Presidente del Consiglio. Evidentemente, secondo lui, i ponti dividono e non uniscono, mentre è molto probabile che quelle che accomunano gli esponenti della sua Unione siano le solite bugie preelettorali che mostrano impietosamente come le loro decisioni non corrispondano minimamente alle attese ed alle aspirazioni legittime dei Siciliani.

Alcuni di questi, però, hanno deciso di protestare, di non demordere e di continuare a lottare per la costruzione del loro caro ponte da lungo tempo promesso e mai realizzato.

Visto che l’indifferenza per i loro problemi continua a colpirli ancora, esattamente come ai vecchi tempi, resta loro la consolazione di poter pensare che, nel caso si fermino i traghetti, sono in effetti gli Italiani ed i turisti stranieri, che sono sempre arrivati in gran numero, a rimanere isolati ed a non aver il piacere di passare sulla loro splendida isola. (Ro Pucci-Inform)


Vai a: