INTERVENTI
Ro Pucci: “Ponti che dividono e bugie che
uniscono”
Le promesse elettorali e la realtà postelettorale
HOUSTON, Texas – Non si è ancora spenta l’eco delle parole
pronunciate a “Porta a Porta” dall’attuale capo del governo, il bonario e rassicurante
professor Prodi, secondo il quale l’aspetto peggiore dell’amministrazione del
suo predecessore era quello d’avere diviso gli Italiani, ed ecco che registriamo
la sua decisione di non far realizzare più il Ponte di Messina, che sembra confermare
l’opinione di molti che le promesse fatte nel corso delle campagne elettorali
vanno prese sempre con il beneficio dell’inventario. E’ di questi giorni la
presa di posizione d’alcuni Siciliani di una certa notorietà a favore del salvataggio
della costruzione del ponte dal siluramento deciso dagli uomini dall’Unione
ed è legittimo nutrire dubbi, quindi, su chi possa avere ragione tra chi
e’ a favore e chi e’ contro la messa in opera di questo importantissimo
progetto.
E’ probabile che tale scelta in un paese che si definisce
democratico vada fatta in maniera altrettanto democratica e, cioè, con un referendum
effettuato in Sicilia, giacché sono specialmente i Siciliani ad essere veramente
interessati alla costruzione del ponte sullo stretto. In Italia si fanno molti
referendum e molti sondaggi perché, dunque, non farne ancora un altro a questo
proposito? Se si è così certi che il ponte non sia voluto non ci dovrebbero
essere problemi a verificarlo chiedendo agli abitanti della Sicilia che sono
i più diretti interessati.
La realtà è solo una: sono i Siciliani a vivere su di
un’isola ed a soffrire sul molo dell’imbarco dei traghetti sotto il sole cocente
dell’estate, quando il servizio è sospeso perché il mare nello stretto e’ agitato
o per uno degli scioperi che possono essere effettuati quando meno te lo aspetti
e, quindi, si dovrebbe fare in modo che l’opera venga realizzata per dare la
possibilità d’essere finalmente collegato stabilmente alla terraferma della
penisola a chi e’ separato fisicamente dal resto del continente.
A partire degli anni della ricostruzione che fece seguito
alla fine della seconda guerra mondiale, puntualmente, ad ogni elezione, gli
uomini politici italiani in lizza promettevano ai Siciliani che, se fossero
stati eletti, il ponte sullo stretto sarebbe stato certamente costruito. A quel
tempo, però, il bel ponte sullo stretto in tutto simile al Golden Gate di San
Francisco si poteva ammirare solo nelle rivendite di tabacchi di Messina, tra
gli articoli dedicati ai turisti, su una cartolina illustrata messa assieme
con un fotomontaggio che tutti guardavano, sognando di poterci guidare sopra
molto presto. Oggi i responsabili del nuovo governo della repubblica sembra
che abbiano deciso, invece, di mettere da parte definitivamente il progetto,
così sostenuto a gran voce, a dispetto di quanto s’apprestava finalmente a realizzare
il vituperato Berlusconi ed in totale contrasto con quanto promesso dal professor
Prodi il quale aveva fatto dell’idea d’unire finalmente tutti gli Italiani il
suo principale cavallo di battaglia elettorale.
Una stana logica quella del nuovo Presidente del Consiglio.
Evidentemente, secondo lui, i ponti dividono e non uniscono, mentre è molto
probabile che quelle che accomunano gli esponenti della sua Unione siano le
solite bugie preelettorali che mostrano impietosamente come le loro decisioni
non corrispondano minimamente alle attese ed alle aspirazioni legittime dei
Siciliani.
Alcuni di questi, però, hanno deciso di protestare, di
non demordere e di continuare a lottare per la costruzione del loro caro ponte
da lungo tempo promesso e mai realizzato.
Visto che l’indifferenza per i loro problemi continua
a colpirli ancora, esattamente come ai vecchi tempi, resta loro la consolazione
di poter pensare che, nel caso si fermino i traghetti, sono in effetti gli Italiani
ed i turisti stranieri, che sono sempre arrivati in gran numero, a rimanere
isolati ed a non aver il piacere di passare sulla loro splendida isola. (Ro
Pucci-Inform)