ITALIANI ALL’ESTERO
L’incontro
del Ministro D’Alema con gli italiani a Gerusalemme
Le istituzioni che rappresentano gli italiani
in Israele auspicano “una pronta cessazione delle operazioni
militari per una tregua duratura e sostenibile”
Ma esprimono “indignata protesta” per gli
attacchi degli Hezbollah dal Libano e per gli atti
di terrorismo di estremisti palestinesi della zona
di Gaza
GERUSALEMME – Il 31 luglio all`Hotel King David di Gerusalemme per iniziativa del Comites Israele e di altre istituzioni italiane in Israele, e grazie alla collaborazione dell’Ambasciata Italiana in Israele, si è svolto un incontro tra il Vice presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Massimo D’Alema ed alcuni dirigenti di queste istituzioni che rappresentano i connazionali in Israele (v. Inform n.150-A). In occasione dell’incontro è stato da tali istituzioni stilato un comunicato.
Di seguito il testo.
“Gli Italiani in Israele esprimono una indignata protesta per l’attacco proditorio perpetrato dal territorio libanese ai danni delle popolazioni civili delle regioni settentrionali di Israele, formate da Ebrei, Cristiani e Mussulmani, e che includono numerosi cittadini italiani.
Nel suo cieco
odio Hezbollah non fa distinzioni
di religione, così come non esita, in Libano, a farsi scudo di civili
libanesi. Gli Italiani in Israele esprimono
anche indignazione di fronte ai quotidiani lanci di razzi e altri atti di terrorismo
provenienti dalla zona di Gaza, completamente sgomberata – militarmente e civilmente
– da Israele fin dal mese di agosto 2005.
Anche in questa regione sono presenti numerosi
cittadini italiani che soffrono dei continui attacchi da parte di gruppi estremisti
palestinesi.
Gli Italiani
in Israele esprimono altresì profondo cordoglio per le vittime civili non coinvolte
in azioni di terrorismo o di belligeranza e auspicano una pronta cessazione
delle operazioni militari che porti a una tregua duratura
e sostenibile.
Gli Italiani
in Israele esprimono apprezzamento nei confronti del Ministro D’Alema per la sua pronta e attiva presenza sul fronte diplomatico
intesa a cercare una soluzione al conflitto e per la sua dichiarazione, a margine
della Conferenza di Roma, che un primo passo conciliatorio sarebbe la liberazione
dei due prigionieri israeliani in Libano. Gli Italiani in Israele appoggiano
questa posizione.
Gli Italiani
in Israele auspicano che tramite l’intervento del Ministro D’Alema venga conseguito l’obiettivo di smantellare le
milizie Hezbollah, in quanto organizzazione terroristica
che vuole distruggere Israele e causa primaria dell’attuale conflitto. Chiedono inoltre che venga
richiamato alle sue responsabilità il governo libanese, in base alla risoluzione
1559 delle Nazioni Unite, che prevedeva lo smantellamento delle milizie militari
e il dispiegamento dell’esercito libanese sul confine con Israele; passi purtroppo
mai avvenuti.
Si è parlato
di reazione sproporzionata di Israele di fronte all’atto
di guerra di Hezbollah. Si ricorda tuttavia che nel corso dei sei anni
dal ritiro israeliano dal Libano, Hezbollah ha violato
ogni principio di diritto internazionale attraverso reiterati attacchi a danno
della popolazione civile israeliana. Nessuno stato che tiene all’incolumità
dei propri cittadini accetterebbe oltre tale drammatica
situazione.
Fatto estremamente grave e preoccupante, la comunità internazionale
è rimasta inerte di fronte a queste palesi violazioni del diritto internazionale
perpetrate da organizzazioni islamiche fondamentaliste, sostenute da un regime iraniano che persegue
una politica di esasperata retorica antisemita e antioccidentale.
Gli Italiani
in Israele sottolineano la differenza tra due culture
politiche attualmente coinvolte nel conflitto, tra loro antitetiche nell’ambito
di qualsiasi società civile: da un lato
quella di Israele, basata sulla democrazia e il pluralismo delle voci politiche
e –dall’altro- quella degli integralisti musulmani Hezbollah,
per i quali l’obiettivo dichiarato, nei documenti ufficiali, è l’uccisione dell’ebreo,
la distruzione dello Stato di Israele e la prevaricazione rispetto al non-musulmano.
Gli Italiani in Israele auspicano e si aspettano dal governo italiano in carica, una continuità con la politica estera italiana degli ultimi anni, che ha dimostrato sensibilità senza precedenti sia nei rapporti bilaterali a livello di Stati fra Italia e Israele, sia a livello di trattamento di problemi individuali dei cittadini italiani in Israele”. (Inform)