MOSTRE
FOTOGRAFICHE
A Trieste
omaggio alla grande Tina Modotti, l’emigrante operaia, artista, fotografa, rivoluzionaria
A lei
è dedicato anche il dvd “Que viva Tina”
TRIESTE - Omaggio alla
grande fotografa friulana Tina Modotti, nella sede del Consiglio regionale del
Friuli Venezia Giulia. Inaugurata nella sala detta dei Passi Perduti, l’esposizione
fotografica “Tina Modotti. Una fragil vida” . La mostra sarà aperta al pubblico
fino alla fine di settembre.
Tina Modotti - cui è dedicato anche il dvd “Que viva Tina”
– nacque a Udine il 17 agosto 1896 e morì a Città del Messico il 5 gennaio 1942.
Fu “emigrante, operaia,
attrice, fotografa nel Messico degli anni ‘20, antifascista, militante nel movimento
comunista internazionale, perseguitata ed esule politica, garibaldina di Spagna...”
come viene sottolineato anche nel sito nato per iniziativa del Comitato Tina
Modotti http://www.comitatotinamodotti.it/).
E inaugurando la mostra
alla presenza dell’ assessore alla cultura e alla emigrazione Roberto Antonaz,
il vice presidente dell’Assemblea regionale Carlo Monai non ha mancato di ricordare
Modotti come una “grande personalità, animata da una forte passione politica,
una donna che, in anni difficili per queste battaglie, si spese per i valori
dell’uguaglianza, della libertà, della democrazia ed ella solidarietà, e una
maestra della fotografia”.
All’esposizione - ha
spiegato Monai - che il Consiglio regionale ha organizzato con Cinemazero di
Pordenone in occasione dei 110 anni dalla nascita di Tina Modotti si affianca
anche l’iniziativa, proposta dal Comitato Tina Modotti di Udine e assolta dal
Consiglio regionale nel 2005, di intervenire per la ristrutturazione della tomba
della Modotti a Città del Messico, nel Pantheon De Dolores: un monumento con
il profilo disegnato dallo scultore Leopoldo Mendez e i primi versi della poesia
che Pablo Neruda scrisse per la sua morte.
E anche il Dvd, realizzato
da Cinemazero insieme alla Cineteca del Friuli e contenente il documentario
di cui la Modotti è stata interprete, è testimonianza ulteriore della sua ricca
personalità.
L’esposizione proposta
in Consiglio regionale in una settantina di fotografie, suddivise in quattro
filoni - Tina in California, Tina a Hollywood, Tina in Messico e Tina in Europa
- ricostruisce la straordinaria vicenda artistica e la non comune vicenda umana
della fotografa.
Dei contenuti della
rassegna ha parlato il consigliere regionale Piero Colussi, nella sua veste
di curatore della mostra insieme al fotografo Gianni Pignat che di Tina Modotti
ha inseguito le tracce in tutti i Paesi (Austria, Germania, Messico, Russia,
Cuba, Spagna, Francia) in cui ella è vissuta, raccogliendo testimonianze e documentazioni
che ne hanno evidenziato il profilo di personalità di grande forza e al tempo
stesso di grande discrezione.
Una settantina le foto
esposte, molte delle quali realizzate in sette anni, dal 1923 al 1930, e nelle
quali scrive una pagina importante della fotografia. A parte i primi ritratti
di lei eseguiti da altri fotografi, le foto successive documentano l’iniziale
ricerca formale a cui Tina si è dedicata e l’attenzione successiva alla condizione
umana.
A corredo della mostra
anche una serie di pannelli con testi tratti dal carteggio che Tina ebbe con
Edward Weston, suo maestro e con il quale condivise ideali e un pezzo di vita.
In uno di questi è riportato uno dei due saggi che la Modotti scrisse sulla
fotografia.
Per l’assessore Antonaz, che ha ricordato anche al mostra che la Provincia di Roma ha dedicato questa primavera alla Modotti nel complesso del Vittoriano, “bisogna far conoscere di più qui in Friuli Venezia Giulia questa friulana, emigrante, operaia, autodidatta, artista, rivoluzionaria, femminista, anticipatrice dei tempi - che è così conosciuta nel mondo e che rappresenta tanto della sua terra”.(Inform)