INFORM - N. 147 - 26 luglio 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da Gente d’Italia, Miami, 26 luglio 2006

Cittadini di serie "B" per i nostri stessi fratelli residenti in Italia

 

ROMA -Ai connazionali che leggeranno questa mia nota, chiedo scusa. Chiedo scusa se, come sempre, getterò loro in faccia una verità un po' scomoda, che potrà far male.

Tempo fa, in un incipit di un mio pezzo, mi chiedevo se gli italiani all' estero contassero qualcosa...

La questione ha due facce, che probabilmente sono della stessa medaglia. Gli italiani all'estero contano, non c'è alcun dubbio: soprattutto ora, dopo l'acquisizione del diritto di voto, dopo le elezioni politiche 2006 e dopo quelle del voto referendario. In questo clima politico intenso, complesso, difficile da interpretare ma allo stesso tempo così semplice da raccontare, tantissimi sono gli argomenti sul tavolo: la guerra in medio oriente ha destato tantissima attenzione; ad essa si aggiungono l' indulto, con la sinistra che litiga al suo interno, e poi ancora le sentenze sul calcio, la cronaca barbara degli ultimi giorni, con suicidi e omicidi eccellenti...

Degli italiani all'estero, non si parla più.

Dopo la tornata elettorale, dopo tutto l'entusiasmo, l'emozione, l'adrenalina nelle vene per il grande ruolo che finalmente gli italiani di tutto il mondo erano chiamati a svolgere, tutto si è spento. Come una sigaretta, i connazionali che vivono fuori dallo Stivale sono stati fumati, e poi buttati via.

Gli italiani nel mondo contano, e come! Ho paura però, che loro non lo sappiano. L'ho denunciato più volte: il ruolo dell' informazione, di Rai International, dei giornali italiani sparsi per il globo, del web, deve essere soprattutto quello di saper comunicare quanto contino gli italiani che risiedono nei cinque continenti, quale ruolo estremamente delicato abbiano all' interno della politica nazionale, quanto possano fare se davvero riuscissero ad unirsi, a farsi forza gli uni con gli altri. E' importante "convincere" tutti i connazionali di questo.

C'è da dire, tuttavia, che ciò che succede in Italia, viene seguito da tutti i nostri connazionali con molta curiosità e oggettiva attenzione: al contrario, ciò che succede agli italiani oltre i confini del Bel Paese,qui in Italia interessa pochissimo. Cosa voglio dire? Semplicemente che fra le tante notizie dei tanti tg, non ce n'è mai una - dico una! - su qualche comunità italiana residente in Brasile come in Australia, in Germania come in Sud-Africa, in Cina come in Canada. Tempo fa, appena poco dopo il voto di aprile, anche i giornali italiani erano piene di notizie riguardanti gli italiani nel mondo, i loro problemi, le loro situazioni difficili, la cattiva organizzazione della rete consolare... Per non parlare poi di ciò che hanno scatenato i parlamentari eletti all'estero, con i vari Pallaro - che continua a giocare a ping pong da solo - e con i vari Razzi, dal quale ancora stiamo aspettando di sapere - Ferretti ed io, ma non solo - chi gli ha offerto i famosi 200mila euro per, diciamo così, "comprarlo", nemmeno fosse Totti (Ferretti pensiero).

Concluso il ciclone mediatico serio, svanito l' effetto novità, si è passati ad argomenti più "leggeri", screditando in generale e di solito in modo "qualunquista", i 12 deputati e i 6 senatori eletti all'estero: abbiamo letto, così, sulle pagine di Panorama, qualche pillola di "gossip" riguardante i nostri 18. In realtà, come in tutte le cose, qualche mezza verità ci sarà pur stata.

Dispiace , però, che la stampa italiana si sia fermata su questi dettagli " frivoli", e non sia andata in fondo, a cercare di capire cosa di buono avevano fatto i nostri parlamentari all' estero, e quali fossero gli obiettivi che si erano preposti di raggiungere in un futuro prossimo.

Diceva una grande donna, Eleanor Roosevelt: " Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone".

Quali sono gli interessi più importanti degli italiani all' estero che gli eletti 18 vogliono difendere? Cosa cercano di ottenere, dalle diverse parti politiche in Italia, i nostri 18 paladini? In Italia di questo non si parla affatto.

Se non ci fossero i giornali dedicati esclusivamente agli italiani nel mondo, o i siti di informazione on-line, non se ne saprebbe proprio nulla.

Ecco, a me dispiace; come credo dispiaccia anche a chi mi legge, sapere che qui, nel nostro Paese d'origine, che rappresentiamo più che degnamente, noi italiani all' estero siamo ormai una specie estinta. Almeno per chi in Italia ci vive, per chi in Italia fa informazione.

La verità? Parlare degli italiani all' estero non è produttivo: non si guadagna. L'argomento, qui in Italia, non attira l'attenzione, non "tira". Quindi, inutile investire soldi, tempo e risorse umane in un progetto che, si sa, non produrrà beneficio economico a nessuno.

Mentre all'estero ci sono editori che, pur avendo diverse difficoltà, continuano a tener su il proprio giornale, perchè sanno che per la loro comunità italiana è importantissimo; e nel web cresce l' informazione con grandissimo sforzo da parte di persone e redazioni che spesso sono composte da uomini e donne che fanno, in pratica,del puro volontariato.

Eh sì, cari italiani nel mondo: i nostri fratelli di serie "A" sono i primi - pare - a non volerne sapere nulla di noi che viviamo oltre i confini della Paeninsula Italica. Di noi che, per loro, continuiamo ad essere italiani di serie "B". (Ricky Filosa-Gente d’Italia/Inform)


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