INTERVENTI
Carlo Alberto Brusa: “Il decreto del 4
luglio 2006, la giungla legale”
PARIGI - Ho scritto con piacere in un precedente comunicato
che il Presidente del Consiglio ha avuto il coraggio di dare un calcio all'atavica
organizzazione dell'attività forense, inserendo nell'articolo 2 un soffio di
libertà che mancava nell'esercizio della professione.
Molti hanno criticato il mio comunicato convinti che
aderissi all'insieme del contenuto del decretone del 4 luglio scorso. Il mio
silenzio sulle altre disposizioni del testo non significa assolutamente la mia
condivisione al resto del decreto che è un'ennesima rivelazione di pessimo uso
del potere legislativo conferito al Governo tanto nella forma, quanto nel merito.
Sulla forma appare per tutti, professionisti e non professionisti
del diritto, che una tale maniera di legiferare non rispetta assolutamente i
principi fondamentali che reggono le grandi democrazie.
Ricordo che leggi sono fatte per gli uomini e non gli
uomini per leggi. Che la legge per il suo ruolo deve essere un atto mirato,
cogitato espressione della volontà popolare. Che la norma deve essere compresa,
accessibile applicabile.
Questo Decreto è l'esatta contrapposizione di questi
principi essenziali.
Non desidero assolutamente entrare nel merito di tutte
le disposizioni contenute nel decreto, ma lascio a ciascuno il tempo necessario
di leggere il polpettone e di cercare di capire il senso filosofico e l'esegesi
di ogni disposizione che modifica talvolta una sola parola di un testo che rinvia
ad un altro testo e così via.
Certo questo modo di legiferare non è solo di questo
governo, ma Berlusconi proclamò con forza l'importanza del Parlamento quando
le norme essenziali modificano una materia.
L'appello al Decreto-Legge ha come scopo di rispondere
all'urgenza di una situazione per evitare lunghi dibattiti parlamentari.
Mi sembra che l'abrogazione dell'uso dell'Euro in contanti
come mezzo di pagamento per il regolamento dei compensi in denaro per l'esercizio
di arti e professioni, obbligando gli utenti a utilizzare la moneta scritturale
non sia né urgente, né di competenza del Governo che introduce una norma totalmente
contraria alla Costituzione e alle disposizioni europee che hanno introdotto
l'Euro come moneta di pagamento dell'Unione Europea. (Carlo Alberto Brusa*-Inform)
*Avvocato al Foro di Parigi, ex candidato di Forza Italia
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