INFORM - N. 146 - 25 luglio 2006


INTERVENTI

Carlo Alberto Brusa: “Il decreto del 4 luglio 2006, la giungla legale”

 

PARIGI - Ho scritto con piacere in un precedente comunicato che il Presidente del Consiglio ha avuto il coraggio di dare un calcio all'atavica organizzazione dell'attività forense, inserendo nell'articolo 2 un soffio di libertà che mancava nell'esercizio della professione.

Molti hanno criticato il mio comunicato convinti che aderissi all'insieme del contenuto del decretone del 4 luglio scorso. Il mio silenzio sulle altre disposizioni del testo non significa assolutamente la mia condivisione al resto del decreto che è un'ennesima rivelazione di pessimo uso del potere legislativo conferito al Governo tanto nella forma, quanto nel merito.

Sulla forma appare per tutti, professionisti e non professionisti del diritto, che una tale maniera di legiferare non rispetta assolutamente i principi fondamentali che reggono le grandi democrazie.

Ricordo che leggi sono fatte per gli uomini e non gli uomini per leggi. Che la legge per il suo ruolo deve essere un atto mirato, cogitato espressione della volontà popolare. Che la norma deve essere compresa, accessibile applicabile.

Questo Decreto è l'esatta contrapposizione di questi principi essenziali.

Non desidero assolutamente entrare nel merito di tutte le disposizioni contenute nel decreto, ma lascio a ciascuno il tempo necessario di leggere il polpettone e di cercare di capire il senso filosofico e l'esegesi di ogni disposizione che modifica talvolta una sola parola di un testo che rinvia ad un altro testo e così via.

Certo questo modo di legiferare non è solo di questo governo, ma Berlusconi proclamò con forza l'importanza del Parlamento quando le norme essenziali modificano una materia.

L'appello al Decreto-Legge ha come scopo di rispondere all'urgenza di una situazione per evitare lunghi dibattiti parlamentari.

Mi sembra che l'abrogazione dell'uso dell'Euro in contanti come mezzo di pagamento per il regolamento dei compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni, obbligando gli utenti a utilizzare la moneta scritturale non sia né urgente, né di competenza del Governo che introduce una norma totalmente contraria alla Costituzione e alle disposizioni europee che hanno introdotto l'Euro come moneta di pagamento dell'Unione Europea. (Carlo Alberto Brusa*-Inform)

*Avvocato al Foro di Parigi, ex candidato di Forza Italia Circoscrizione Estero per la Camera dei Deputati


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